venerdì 8 febbraio 2013

Capitan Harlock - Serie Classica e il nuovo film


Da poco on-line il trailer del film in CGI di Capitan Harlock, che uscirà in terra giapponese in autunno.
Agevoliamo trailer:

Ah-ah, lo so, non sarà mai come la serie classica, perché la serie classica era... aveva...

Il miglior protagonista di tutti i tempi!
Harlock non parlava poco. Parlava il giusto. Con una sillaba diceva quello che chiunque altro diceva in giorni di chiacchiere, era così anche nel fumetto, ma nella serie raggiunge vette elevatissime, tutta la serie è fatta di sottintesi, ma sottintesi chiarissimi perché aveva...

Un regista geniale!
Non so come mai Rin Taro non è ancora entrato nell'olimpo dei grandi registi giapponesi, eppure ha fatto, tanto per citare qualcosa, Metropolis, Galaxy Express 999 - Il Film, e il suo seguito, Capitan Herlock - Endless Odissey [la quarta serie del capitano] e soprattutto, questa serie qui. Rintaro [talvolta lo scrivono così, ancora non ho ben capito come funzioni] riesce a mantenere questa atmosfera fiabesca ed astratta ogni istante, senza mai scivolare nella pazzia scenica nè nel palloso. Poetico, silenzioso, sguardi, gesti, tutto in equilibrio. I personaggi non sono mai troppo enigmatici, ma non finiscono mai per parlarsi addosso, non stanno a spiegarti ogni azione, la fanno. In generale Rin Taro non prende lo spettatore per idiota, e se considerate che questa serie mi piaceva sia da bambino che ora non direi che la scelta sia proprio sbagliata. Certo, non era priva di difetti questa serie perché...

Aveva un budget alquanto misero.
Ma fortunatamente fa di necessità virtù, e così si allungano i tempi drammatici, gli sguardi, le emozioni, diventa straziante senza diventare patetico, triste senza diventare palloso.

I sottotesti.
Ma Harlock non è tutto qua, dietro c'è molto di più. C'è il pirata che "lotta per ciò che è giusto non per ciò che ti dicono", c'è un nemico non così malvagio, piuttosto disperato, le mazoniane non hanno più un posto dove stare, non è una forza di invasione ma una migrazione principalmente, una critica alla società, un mondo placido, controllato da un governo pigro e anestetizzato dalle tv.

E poi...
E poi questo pezzo volevo scriverlo solo col cuore, pertanto vi dico che se cercate informazioni specifiche in rete ne trovate a bizeffe, non voglio sostituirmi a wikipedia. Segnalo che di serie ne esistono altre 3: SSX, una prequel ciofeca, Harlock Saga, un'altra ciofeca, questo si lento e palloso, e Capitan Herlock - Endless Odissey [il nome non è sbagliato], il ritorno di Rin Taro al personaggio di cui ho intenzione di parlarvi.



Intanto speriamo che sia distribuito anche qui in Italia...

Una nota aggiuntiva: Capitan Harlock è un'opera che ha contribuito molto alla mia visione politica, a posteriori posso dire che ha influito su di me tantissimo il discorso sulla libertà, sulla disobbedienza, sulla responsabilità; poi ho scoperto che è diventato un'icona fascista, mi chiedo come sia stato possibile...

Django Unchained - 2012 - Recensione




Di Quentin Tarantino
Con Jamie Foxx, Leonardo Di Caprio, Cristoph Waltz, ma che ve lo dico a fare che tanto su c'è la locandina?

Uuuuuuhhhh, Tarantino fa un western!
Ecco, chiariamo una cosa: Tarantino non ha fatto un western,  Django è un film d'azione e chiacchiere ambientato negli USA di metà '800.

Ne vale la pena?
Non proprio, non vi pentirete dei soldi spesi, però... però...

La trama la conosciamo tutti, però riassumiamo per completezza: Django è un ex-schiavo diventato cacciatore di taglie che vuole riprendere sua moglie. Tutto qui, non c'è molto di più, e normalmente non me ne fregherebbe molto, alcuni dei miei film preferiti hanno una trama più stringata, e meno cambi scena di quelli che si vedono in Django. Ma andiamo con ordine.

Com'è il west?
Perfetto, sembra di starci, di respirare la polvere, la scenografia e i costumi svolgono il loro lavoro come poche volte prima d'ora.

Gli attori?
Bravissimi, tutti quanti, anche le comparse, anche ogni singolo movimento.

La sceneggiatura? Gli effetti speciali? Il caffè!?
Tutto perfetto, davvero, non c'è un elemento fuori posto. Ogni dialogo è perfetto, ogni inquadratura magnifica, ogni scena da antologia.


 In questo film Di Caprio è una ciminiera



Ma quindi il problema dove sarebbe!?
Il problema è proprio questo: è tutto perfetto, troppo perfetto, ad un certo punto l'impianto drammatico è soppiantato dalle scene e si smette di seguire il film, la storia, i personaggi, il dramma, per vedere la bellezza delle scene, la fighezza dei personaggi, la bravura degli attori. Laddove "Bastardi senza gloria" colpiva meglio e ti lasciava a terra, sudavi freddo mentre guardavi quel film, Django ti lascia con un pugno di mosche, non c'è un vero percorso nel film, è un'ammucchiata di belle scene.
Lo consiglio? Non lo so, lo consiglio a chi ha voglia di passare un po' di tempo a vedersi come lavora un bravo regista sulla scena, ma se volete vedere un bel film guardate altrove.

Omaggio, se non avete visto il film c'entra più di quanto pensiate:

Personalità alle Politiche

Sembra ormai abbastanza certo che anche gli animali più "semplici" abbiano differenti personalità nella stessa specie, ne eravamo certi per i mammiferi, ma anche uccelli, rettili, molluschi e via dicendo sembrano averne.
Le diverse personalità sono le diverse reazioni allo stesso evento, cioè di fronte alla stessa situazione c'è chi scappa, chi si ferma, chi impazzisce, etc... Sono date in buona parte dalla variabilità genetica che "tenta" di creare differenti scappatoie per l'istinto di sopravvivenza [è tutto casuale, ma non voglio parlare di biologia adesso].

Quando si parla di politica questo concetto sparisce. Le persone smettono di considerare il fatto che tu possa, partendo dagli stessi dati, arrivare a conclusioni differenti: "Ma non lo capisci che è l'unica soluzione?"
Tu non puoi avere un'idea differente, tu devi reagire come reagiscono loro. Lo capisco che il voto non conosce sfumature, e capisco anche che pure io ho usato questa espressione, ma io contemplo l'idea che altre persone giungano a conclusioni differenti dalle mie, anzi, questo è il mio problema maggiore: "Come mediare con loro?" non "Come convincerli?", cioè, non posso neanche sperare che il 100% della popolazione la pensi come me, devo trovare un accordo con chi la pensa in maniera differente.

Paradossalmente questo discorso vale meno con militanti della Lega o dei partiti neo-fascisti, questo perché un leghista lo sa che se anche cambiassi la residenza io, nato vicino roma, non lo voterò mai, qualcuno che si rifaccia a mussolini lo sa che un ebreo non lo voterà mai. Ma ce lo mette in conto, "mi perdo il 40% tra accusati, discriminati, simpatizzanti e varie ma ho una potenzialità del 60%" [poi per fortuna la lega non è mai andata oltre il 20 e i neo-fascisti raramente superano l'1]. Gli altri no! "Ma non lo capisci che è l'unica soluzione?"

"Berlusconi è l'unico che ci può salvare", "Grillo è l'unica alternativa", "Il centrosinistra è l'unico modo", "Monti è l'unica cura possibile", "Togliere l'IMU è l'unica maniera", "Berlusconi è morto", "Bersani è l'unico che ci capisce", "Il movimento 5 stelle non ha mai [inserire a casaccio]".



In questi giorni sono molto agguerriti i Grillini, mi assaltano da tutte le parti. Persino quando gioco a D&D c'è un grillino pronto a dirmi come deve andare il mondo. Loro hanno la cura. Loro sanno. Loro fanno promesse che non dovranno mantenere, loro sanno che non governeranno, alle prossime elezioni "Non avevamo i numeri, ma stavolta..."

Altri sono i pidiellini: Berlusconi ha l'immunità diplomatica per le balle,  le dice, sappiamo tutti che sono balle, ma gli andiamo dietro, gli crediamo ma non gli crediamo, si muove in una dimensione alternativa, in cui quello che dice è una balla, ma crediamo al modo in cui la dice. E tentano di convincerti che è l'unico modo, credere alle balle di B è l'unico modo. Poi tra qualche anno "Ma stavolta..."
Si lo so, c'è anche gente che ci crede, ma c'è anche gente che si butta sotto il treno.

giovedì 7 febbraio 2013

Looper - 2012 - Recensione



Di Ryan Johnson
Con Joseph Gordon-Levitt, Bruce Willis

Nel futuro esisterà il viaggio nel tempo, i malavitosi invece di inviare i loro avversari 10 miliardi di anni nel passato, quando neanche esisteva il sistema solare, li inviano 30 anni indietro, vivi. Così qualcuno li ammazza e loro devono anche pagarlo. Pagano in lingottoni d'argento un tizio che sta fermo in piedi e spara quando la vittima appare. Punto. Il lavoro è questo. Il film è tutto così.

Vale la pena vederlo?
No, se accettiamo lo spunto iniziale, completandolo noi con una scusa tipo "la macchina del tempo ha un range di 30 anni", e il lavoro più scemo di tutti i tempi, allora il film inizia anche bene con questa società futuristica vista sempre da lontano, brutta, sporca, piena di droga in gocce per gli occhi e moto volanti. Sono interessanti le chiacchiere sul viaggio nel tempo e le conseguenze dell'interazione tra passato e futuro, anche se già alla prima iniziamo a vedere i paradossi assenti, ma vabbè, è un film non un documentario. Poi diventa "Accerchiato" con Van Damme, e non è un complimento, e finisce con un effettaccio che contraddice quanto detto prima. C'è qualche buono spunto ma non viene approfondito.

La messa in scena?
Povera, niente inquadrature ampie, niente effetti speciali, metà film è in una casa di campagna in mezzo al nulla, con chiacchiere allungabrodo. Nel futuro utilizzeranno le stesse armi che abbiamo adesso, le stesse case, le stesse macchine, gli stessi vestiti.

Gli attori?
Bruce Willis interpreta sempre lo stesso personaggio, appare a metà film ed è sullo schermo molto meno di quanto si potrebbe pensare dalla locandina. Gordon-Levitt sotto tutto quel trucco sembra stia per morire ed Emily Blunt porta a casa il compitino.

JGL sotto la maschera da Bruce Willis


Prevedibilità?
10/10

Però finisce tutto bene...
No, il film tenta di costruire un finale agrodolce ma non ci riesce e [SPOILER] crea il paradosso che se joe si ammazza nel presente dal futuro non sarà mai partito, per tutto il film tutti tentano di prevenire 'sta cazzata e invece... oltretutto il fatto che il ragazzino veda la morte di sua madre è un indizio per capire che è lui il futuro boss, ma allo stesso tempo che è joe che ha ucciso sua madre... cioè, vedrebbe due madri morire davanti a sè, e poi se è joe futuro che la ammazza trasformando il bimbo in un criminale mentre joe presente lo vede e capisce tutto non basterebbe questo a fermare tutto?[/FINE SPOILER]

Facci una conclusione degna.
Bruce Willis lo vedremo in Die Hard 5, e sono sicuro che lì sarà meglio, questo film tra qualche mese ce lo saremo dimenticati tutti. L'altro giorno ho rivisto Timecop, ecco, siamo da quelle parti. Senza le scene d'azione.

Les Misérables - 2012 - Recensione


Regia di Tom Hooper, 2012

Con Russel Crowe, Hugh Jackman

Non sono molto propenso a vedere musical di solito, risultano spesso essere un'unione di videoclip altalenanti talvolta privi di filo conduttore, ma ho deciso di fare un'eccezione per questo film tratto dal romanzo di Hugo con due dei miei attori preferiti come protagonisti.

Quindi, vale la pena vederlo?
Si, decisamente, il film è il miglior musical che abbia mai visto.

C'è una storia o sono 2 ore e 30 di musica?
C'è una storia, anzi, le musiche sono al servizio della storia, che è quella originale di Victor Hugo e si presenta con tutta la sua complessità, copre quasi 20 anni di storia, ha tanti protagonisti ed è avventuruosa e grandiosa.

Ma queste musiche come sono?
Grandiose, alcuni brani sono eccezionali, altri strazianti, altri ancora esaltanti, e tutti gli interpreti sono bravissimi, Jackman e Crowe sono due australiani ma non ve ne accorgerete neanche per un istante mentre cantano.

Ma la messa in scena? Sembra la francia dell'800 o la cantina di mio zio?
Sembra la francia dell'800; certo, la storia si svolge spesso in ambienti piccoli che risultano curati comunque, e metà del budget se n'è andato con la prima inquadratura, ma costumi e attrezzature sono fatti benissimo e ti lasciano entrare nel film.

Ma è tutto positivo? Neanche un difettuccio?
Si, un paio: Gavrouche, il ragazzino, canta solo due canzoni, alcuni attori si fanno prendere la mano nelle parti "comiche", e poi...

C'è un messaggio?
...ecco, il messaggio c'è ed è chiaro, soprattutto in questo periodo, ma fino al finale rimane a fare da motore poi diventa mooolto evidente, ma la scena finale è sontuosa e ci si fa pace con questa cosa.
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