Lo so, vi aspettate i resoconti sull'Australia, ma non ho molto da raccontare per ora, aspetto di mettere qualcosa di corposo, intanto ho deciso di inaugurare due rubriche, questa è la prima: L'Angolo delle Cose Perdute, per la seconda ne parliamo domani probabilmente.
Di cosa parliamo? Parliamo di opere "dimenticate", cioè, film, serie, fumetti, libri, che per un qualche motivo sarebbero curiosi, interessanti, ma che sono finite nel dimenticatoio.
Tipo? Tipo Jolly Blu!!!
Come potete evincere dalla locandina sita ad inizio post, e dal titolo stesso, Jolly Blu è il film degli 883.
Contestualizzazione storica: è il 1998, gli 883 sono all'apice del successo, sono usciti 4 album, tutti arrivati in cima alle classifiche di vendita, da lì a poco uscirà la prima raccolta, Gli Anni. Max Pezzali è sinonimo di vendite, le canzoni le conoscono tutti, Mauro Repetto è scomparso nel nulla nel 1994 (tornerà a collaborare con Pezzali solo nel 2013). Si decide di fare un film.
Megaproduzione! Manco per il cazzo, alla produzione ci si mette Claudio Cecchetto, che è vero che è il tipo che ha portato il gruppo al successo, ma non aveva nè esperienza nè mezzi per una grande produzione cinematografica. Alla regia troviamo Stefano Salvati, alla prima prova nelle grandi sale, finora aveva fatto un tv movie e qualche videoclip. Alla sceneggiautra Riccardo Cassini, alla sua prima prova in assoluto. Al cast abbiamo qualche figa generica, Alessia Merz, il gruppo al gran completo, attori dimenticabili vari, comparsate di Jovanotti e Natalia Estrada. Viene girato tutto a Pieve di Cento. Un capolavoro annunciato.
Qua dovevo metterci il trailer ma non lo trovo in rete.
E Max Protagonista! No, in realtà un vero protagonista non c'è, visto che non c'è proprio una storia.
Trama? Trama?! In breve: disavventure varie, e sceme, Max organizza una festa, viene notato da un discografico, diventa un cantante serio. Punto. Giuro, è tutto qui... Per il resto sono tutti spezzoni di vita quotidiana che servono solamente a far partire le canzoni.
Le canzoni ci sono? Ma certo, che domande, in realtà sono l'unico motivo per cui potrebbe valerne la visione. Ci sono 16 brani completi con tanto di karaoke presi dagli album più famosi, da cantare a squarciagola in compagnia.
Anche perché tutto è sempre e comunque un pretesto per far partire la canzone, qualcuno dice una frase e zacchete, parte la canzone. Non c'è pathos, non c'è emozione.
Ma in un'ora e mezza che succede? Assolutamente nulla, veramente, questo film va visto obbligatoriamente insieme a qualche amico a patto che siate entrambi appassionati degli 883, perché altrimenti è una palla tremenda. Ci sono alcuni personaggi che dovrebbero divertire e invece risultano solamente essere delle palle al piede che appesantiscono la visione.
Tecnica? Ma di che stiamo parlando? Le prove attoriali sono da scuola elementare, anzi, scarti della recita della scuola elementare. Max se la cava anche un pochino, ma il contorno è veramente povero. La regia, e il comparto tecnico fanno piangere a più riprese, spesso fanno proprio tenerezza. Anche i pezzi con le canzoni sono girati in maniera anonima e banalissima. Ed è un film del 1998. Io continuo ad immaginarmici dietro alla produzione quelli di Boris. Per capire il livello di impegno pensate che il karaoke certe volte c'è, certe no, e ad un certo punto prosegue dopo la canzone per fare il karaoke del dialogo seguente. Panico.
Accoglienza. Il film uscì in sole 15 sale. Spernacchiate multiple globali. Floppone al botteghino di dimensioni storiche. Venne visto solamente quando venne trasmesso in tv da Italia 1.
Perché dovrei vederlo e non lasciarlo nel dimenticatoio? Le canzoni, da cantare in gruppo, alla fine al film per quanto faccia schifo dall'inizio alla fine (salvo solo la scena di "se tornerai") non gli si riesce a volere veramente male. Fa tenerezza, ma se visto in gruppo si può ridere col film e, soprattutto, del film. La condizione è che si apprezzino le canzoni del gruppo, se le si sanno a memoria è anche meglio.
Quindi, amici, popcorn, e gola riposata.
Cosa è rimasto di questo film? Assolutamente nulla, Salvati è scomparso nel nulla per anni, è risbucato con Albakiara, floppone anch'esso. Cassini ha fatto serie tv e qualche aggiunta di dialogo per qualche film, ma poca roba. Alessia Merz è scomparsa nel nulla, gli altri attori non li ho mai più visti. Max Pezzali è uscito abbastanza indenne dal disastro ed è arrivato a festeggiare i 20 anni del gruppo adesso.
Come vederlo? Il film non è mai uscito in dvd, e non sono neanche sicuro che sia mai uscito in VHS, in rete gira una versione riversata dalla messa in onda su Italia 1, la qualità è bassissima ma penso che al momento sia l'unico modo per reperirlo. Buona fortuna.
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sabato 26 ottobre 2013
venerdì 15 marzo 2013
Seguiti improbabili di film famosi (è tutto vero!)
Ci sono giorni in cui i produttori si svegliano e decidono che è ora di buttare fuori un film, così pescano un nome a casaccio da un grande cesto che contiene i nomi di tanti film più o meno di successo e decidono di farne un seguito. DTV o flopponi, a seconda dei casi.
Voi non immaginate neanche che film sto per tirarvi fuori, fidatevi di me, quello che vedete qui sopra è solo l'inizio. Qui sopra comunque Grease 2 esiste veramente, è l'esordio cinematografico di Michelle Pfeiffer, che ammettiamolo, dopo gli sarebbe andata molto meglio.
Comunque è una cosa immonda, non ho mai finito di vederlo.
mercoledì 20 febbraio 2013
The Raid - Recensione
Di Gareth Evans
Con Iko Uwais, Joe Taslim e Yayan Ruhian
E vi introduco ad un cinema di cui sono sicuro non sapete nulla: il cinema indonesiano!
Si, state leggendo la recensione di un film indonesiano. Anche se il regista è gallese in realtà.
Aspettate: state leggendo di un film indonesiano mai tradotto in italiano.
Ma perché lo stai recensendo allora!? O_o
Per 2 semplici motivi:
1) Sappiamo benissimo che in questo mondo connesso con tutto non basta la nazionalità e il fatto che non sia stato importato a pregiudicare la visione di un film [infatti io l'ho visto];
2) Il film ha fatto il giro del mondo, è arrivato ai festival internazionali ed è uno dei migliori film d'azione di tutta la storia del cinema.
Di che parla?
Una forza di polizia deve andare a stanare un gruppo di malavitosi asserragliati all'interno di un palazzo, in questo gruppo c'è Rama, il protagonista, che è un novellino, ha paura e non crede nell'operazione. Il raid del titolo non andrà come previsto e sarà un massacro, toccherà proprio a Rama portare fuori gli ultimi sopravvissuti, tentando inoltre di recuperare "qualcuno".
Come si presenta visivamente?
Un po' grigio e cupo, il palazzo è malridotto e l'atmosfera è spesso da disperazione. La messa in scena non è che sia ricchissima, ma non è necessario che lo sia, e ci sono comunque spari, coltelli e calci. Non violenza esagerata alla Tarantino e neanche le esagerazioni del wuxia. Siamo dalle parti del John Woo pre-hollywood se proprio dobbiamo fare paragoni, ma questo è un film che sarà copiato più di quanto ha copiato.
Cosa ci sarebbe di così eccezionale?
Innanzitutto il fatto che il film è velocissimo e tesissimo, non si perde un istante, tutto è da sudore freddo, le scene d'azione sono velocissime, perfette, derivate dall'unione delle arti marziali del sud-est asiatico con le botte da strada. Ma ci mischiamo una regia più in stile occidentale, più attenta al dettaglio che all'effettaccio, condisci con degli atleti fantastici che sono anche attori discreti e una storia non originalissima ma priva di errori. Seguono 90 minuti di azione.
Le scene d'azione sono così. E questa non è neanche la migliore secondo me, il combattimento finale è uno dei migliori combattimenti che io abbia mai visto. E ne ho visti.
La volete sapere una cosa? Non voglio scrivere troppo su questo film perché non saprei come descrivervelo, quindi date retta a me, procuratevelo, si trova anche subbato, e gustatevelo, dal primo all'ultimo minuto.
Non ve ne pentirete. Il cinema d'azione non vi sembrerà più lo stesso.
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venerdì 8 febbraio 2013
Django Unchained - 2012 - Recensione
Di Quentin Tarantino
Con Jamie Foxx, Leonardo Di Caprio, Cristoph Waltz, ma che ve lo dico a fare che tanto su c'è la locandina?
Uuuuuuhhhh, Tarantino fa un western!
Ecco, chiariamo una cosa: Tarantino non ha fatto un western, Django è un film d'azione e chiacchiere ambientato negli USA di metà '800.
Ne vale la pena?
Non proprio, non vi pentirete dei soldi spesi, però... però...
La trama la conosciamo tutti, però riassumiamo per completezza: Django è un ex-schiavo diventato cacciatore di taglie che vuole riprendere sua moglie. Tutto qui, non c'è molto di più, e normalmente non me ne fregherebbe molto, alcuni dei miei film preferiti hanno una trama più stringata, e meno cambi scena di quelli che si vedono in Django. Ma andiamo con ordine.
Com'è il west?
Perfetto, sembra di starci, di respirare la polvere, la scenografia e i costumi svolgono il loro lavoro come poche volte prima d'ora.
Gli attori?
Bravissimi, tutti quanti, anche le comparse, anche ogni singolo movimento.
La sceneggiatura? Gli effetti speciali? Il caffè!?
Tutto perfetto, davvero, non c'è un elemento fuori posto. Ogni dialogo è perfetto, ogni inquadratura magnifica, ogni scena da antologia.
In questo film Di Caprio è una ciminiera
Ma quindi il problema dove sarebbe!?
Il problema è proprio questo: è tutto perfetto, troppo perfetto, ad un certo punto l'impianto drammatico è soppiantato dalle scene e si smette di seguire il film, la storia, i personaggi, il dramma, per vedere la bellezza delle scene, la fighezza dei personaggi, la bravura degli attori. Laddove "Bastardi senza gloria" colpiva meglio e ti lasciava a terra, sudavi freddo mentre guardavi quel film, Django ti lascia con un pugno di mosche, non c'è un vero percorso nel film, è un'ammucchiata di belle scene.
Lo consiglio? Non lo so, lo consiglio a chi ha voglia di passare un po' di tempo a vedersi come lavora un bravo regista sulla scena, ma se volete vedere un bel film guardate altrove.
Omaggio, se non avete visto il film c'entra più di quanto pensiate:
giovedì 7 febbraio 2013
Looper - 2012 - Recensione
Di Ryan Johnson
Con Joseph Gordon-Levitt, Bruce Willis
Nel futuro esisterà il viaggio nel tempo, i malavitosi invece di inviare i loro avversari 10 miliardi di anni nel passato, quando neanche esisteva il sistema solare, li inviano 30 anni indietro, vivi. Così qualcuno li ammazza e loro devono anche pagarlo. Pagano in lingottoni d'argento un tizio che sta fermo in piedi e spara quando la vittima appare. Punto. Il lavoro è questo. Il film è tutto così.
Vale la pena vederlo?
No, se accettiamo lo spunto iniziale, completandolo noi con una scusa tipo "la macchina del tempo ha un range di 30 anni", e il lavoro più scemo di tutti i tempi, allora il film inizia anche bene con questa società futuristica vista sempre da lontano, brutta, sporca, piena di droga in gocce per gli occhi e moto volanti. Sono interessanti le chiacchiere sul viaggio nel tempo e le conseguenze dell'interazione tra passato e futuro, anche se già alla prima iniziamo a vedere i paradossi assenti, ma vabbè, è un film non un documentario. Poi diventa "Accerchiato" con Van Damme, e non è un complimento, e finisce con un effettaccio che contraddice quanto detto prima. C'è qualche buono spunto ma non viene approfondito.
La messa in scena?
Povera, niente inquadrature ampie, niente effetti speciali, metà film è in una casa di campagna in mezzo al nulla, con chiacchiere allungabrodo. Nel futuro utilizzeranno le stesse armi che abbiamo adesso, le stesse case, le stesse macchine, gli stessi vestiti.
Gli attori?
Bruce Willis interpreta sempre lo stesso personaggio, appare a metà film ed è sullo schermo molto meno di quanto si potrebbe pensare dalla locandina. Gordon-Levitt sotto tutto quel trucco sembra stia per morire ed Emily Blunt porta a casa il compitino.
JGL sotto la maschera da Bruce Willis
Prevedibilità?
10/10
Però finisce tutto bene...
No, il film tenta di costruire un finale agrodolce ma non ci riesce e [SPOILER] crea il paradosso che se joe si ammazza nel presente dal futuro non sarà mai partito, per tutto il film tutti tentano di prevenire 'sta cazzata e invece... oltretutto il fatto che il ragazzino veda la morte di sua madre è un indizio per capire che è lui il futuro boss, ma allo stesso tempo che è joe che ha ucciso sua madre... cioè, vedrebbe due madri morire davanti a sè, e poi se è joe futuro che la ammazza trasformando il bimbo in un criminale mentre joe presente lo vede e capisce tutto non basterebbe questo a fermare tutto?[/FINE SPOILER]
Facci una conclusione degna.
Bruce Willis lo vedremo in Die Hard 5, e sono sicuro che lì sarà meglio, questo film tra qualche mese ce lo saremo dimenticati tutti. L'altro giorno ho rivisto Timecop, ecco, siamo da quelle parti. Senza le scene d'azione.
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Les Misérables - 2012 - Recensione
Regia di Tom Hooper, 2012
Con Russel Crowe, Hugh Jackman
Non sono molto propenso a vedere musical di solito, risultano spesso essere un'unione di videoclip altalenanti talvolta privi di filo conduttore, ma ho deciso di fare un'eccezione per questo film tratto dal romanzo di Hugo con due dei miei attori preferiti come protagonisti.
Quindi, vale la pena vederlo?
Si, decisamente, il film è il miglior musical che abbia mai visto.
C'è una storia o sono 2 ore e 30 di musica?
C'è una storia, anzi, le musiche sono al servizio della storia, che è quella originale di Victor Hugo e si presenta con tutta la sua complessità, copre quasi 20 anni di storia, ha tanti protagonisti ed è avventuruosa e grandiosa.
Ma queste musiche come sono?
Grandiose, alcuni brani sono eccezionali, altri strazianti, altri ancora esaltanti, e tutti gli interpreti sono bravissimi, Jackman e Crowe sono due australiani ma non ve ne accorgerete neanche per un istante mentre cantano.
Ma la messa in scena? Sembra la francia dell'800 o la cantina di mio zio?
Sembra la francia dell'800; certo, la storia si svolge spesso in ambienti piccoli che risultano curati comunque, e metà del budget se n'è andato con la prima inquadratura, ma costumi e attrezzature sono fatti benissimo e ti lasciano entrare nel film.
Ma è tutto positivo? Neanche un difettuccio?
Si, un paio: Gavrouche, il ragazzino, canta solo due canzoni, alcuni attori si fanno prendere la mano nelle parti "comiche", e poi...
C'è un messaggio?
...ecco, il messaggio c'è ed è chiaro, soprattutto in questo periodo, ma fino al finale rimane a fare da motore poi diventa mooolto evidente, ma la scena finale è sontuosa e ci si fa pace con questa cosa.
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