Un po' di storia: Nel 1991 la saga di Gundam aveva ancora ben poche serie rispetto a quelle disponibili adesso, la serie della guerra tra Federazione e Zeon è ormai conclusa e Tomino sta per uscire al cinema con F91 che in teoria dovrebbe essere un nuovo inizio. Visto il successo di 0080 la Sunrise decide di lanciare un altro progetto OAV da sviluppare indipendentemente dal prodotto tominiano e che sarà portata a compimento nel giro di un paio d'anni in ben 13 episodi. Una serie che vada a colmare il vuoto tra la serie originale e Zeta Gundam, narrando sia come siano nati i Titans, sia cosa abbiano fatto gli zeoniani in quegli anni, il tutto con un budget non indifferente.
Trama: U.C. 0083, la Federazione sta portando avanti il Gundam Project, con la creazione di due MS di nuova concezione, ma uno dei due viene rubato da Anavel Gato, zeoniano che vorrebbe riportare alla vita il Principato di Zeon, uscito sconfitto dalla guerra di un anno. Parte così l'inseguimento per fermare la misteriosa Operation Stardust, l'apocalittico progetto zeoniano.
Cosa ne esce fuori: Graficamente parlando la serie è stupefacente, maestosa e magnifica, con animazioni che rimangono tutt'ora all'avanguardia, nonostante siano passati più di vent'anni. Una serie che ci mette tutta se stessa nel cercare di costruire un prodotto che rimarrà negli anni, presentando una struttura non eccessivamente lineare, delineando personaggi e creando una trama avvincente che fino alla fine presenta colpi di scena. Il design è eccezionale e i mezzi sono animati a schermo in maniera fluidissima, anche meglio dei personaggi, che hanno un chara che ad oggi potrebbe sembrare datato. La trama è complessa e trascinante, in 13 episodi la serie sviluppa pienamente tutti gli elementi iniziali e va ad incastrarsi perfettamente nel periodo trattato nell'UC, diventando negli anni un tassello imprescindibile.
Certo, non sono tutte rose e fiori, abbiamo un personaggio principale abbastanza scialbo, è vero che svolge pienamente la sua funzione e permette allo spettatore di immergersi nell'atmosfera, ma rimane comunque piatto e poco coinvolgente. Anche Gato, il villain di turno, è abbastanza patetico, il tentativo di creare un nuovo Char fallisce decisamente, ed è forse il neo più grosso di tutta l'operazione.
In generale un'opera che è consigliata a tutti, sia ai completisti che a chi cerca semplicemente un'introduzione a gundam, forse non saranno comprensibili i vari rimandi, ma è tutto spiegato e disponibile, senza dover per forza guardare tutte le serie collegate.
Belle le due opening, forse tra le migliori dell'intero franchise.
Risultati: Un ottimo successo di pubblico, la serie godrà di un adattamento cinematografico e sarà esportata in giro per il mondo. Tantissimi i kit tratti dalla serie, che continuano ad uscire anche oggi. Di contro non ha lasciato tracce da nessuna parte, essendo una serie incastrata tra altre, più importanti, nessuno ci si riferirà mai, non ha creato mode o lanciato nuove star, è ricordata con piacere ma l'impatto in realtà è stato contenuto.
Come vederlo: In Italia è disponibile in cofanetto DVD edita da Dynit, con un buon doppiaggio, il film riassuntivo è disponibile anche in Blu-Ray, e anche se è un'accozzaglia di scene consiglio la visione in hd per godere dell'animazione.
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lunedì 26 gennaio 2015
mercoledì 27 agosto 2014
New Mobile Report Gundam Wing - Endless Waltz [Piovono Mobile Suit]
Nel 2000 gli episodi vengono rimontati con sequenze aggiuntive per creare un film cinematografico, e dato che in italiano è reperibile solo in versione cinematografica è a questa che faccio riferimento.
Trama: È passato esattamente un anno dalla fine della guerra e i piloti sono andati per la loro strada, Relena si occupa di rapporti internazionali e alcuni dei personaggi della prima serie, Sally, Une, Noin, sono entrati a far parte dei Preventers, un corpo di pace che si occupa di trovare e smantellare le rimanenti milizie e fabbriche di armi. Ma in questa pace un nuovo nemico si palesa: è Mariemeia, la giovanissima figlia di Treize che vuole mettere sotto scacco l'intero pianeta.
Cosa ne esce fuori: Stranamente, una bella opera. Il reparto tecnico è maestoso, e guardarlo in HD lascia veramente a bocca aperta, il livello grafico raggiunto qui è spaventoso. La tridimensionalità del disegno e la dovizia di particolari, il design dei suit e il loro danneggiamento durante i combattimenti, contribuiscono tutti a far si che lo spettatore sgrani gli occhi quanto più possibile. Tanto che il rinnovato mecha viene retconizzato e utilizzato come se i gundam fossero sempre stati così: tutti i flashback mostrano i gundam nella versione oav.
L'immenso reparto grafico non è però supportato dal resto in adeguata maniera: la regia è molto televisiva e anche se ci sono dei buoni guizzi in generale è molto piatta, e musiche, montaggio, etc etc, fanno il loro minimo sindacale, spesso non riuscendo a sottolineare l'enfasi del momento.
La sceneggiatura poi è molto compressa, questo da un lato costringe ad avere un ritmo serratissimo, eventi a cascata e non lascia un attimo di respiro, dall'altro però si concentra appena sui personaggi e sui loro rapporti, spesso persone che non si sono viste per un anno che si rincontrano con "Ciao, adesso combattiamo", fortunatamente non ci sono cambi di fazione improvvisi. Forse uno o due episodi in più avrebbero giovato, o forse dobbiamo comunque ringraziare che sia venuta un'opera guardabile e visti i precedenti non chiedere troppo.
Per il resto i colpi di scena sono tutti molto prevedibili, la serie è l'occasione per riunire e mostrare tutto il cast della serie tv e non ci sono grossi scossoni, ma è stranamente ben dialogato, sarà che forse per vendere oav ci si debba rivolgere ad un pubblico più cresciuto.
L'adattamente italiano traduce il meno possibile, pronunciando le coordinate in inglese e persino evitando di tradurre "queen". Da un estremo all'altro. Comunque un buon doppiaggio che aiuta la visione.
Un finale che se vi siete sciroppati tutta la serie, non potete mancare di vedere, anzi, dato che ad ora è la cosa migliore dell'AC, dovete vederlo assolutamente.
Risultati: Non ho trovato riferimenti, ma considerando la quantità di fumetti che è uscita dopo, la riedizione cinematografica, la quantità smodata di modelli usciti, direi che è stato un buon successo. Nell'universo di Wing verranno sfornati alcuni volumi a fumetti negli anni successivi e recentemente si assiste ad un revival: è uscito un nuovo romanzo Frozen Teardrop e un nuovo fumetto che è la versione "riveduta e corretta" degli oav, ma niente più anime.
Come vederlo: In Italia Bluray e DVD sono editi da Dynit.
martedì 26 agosto 2014
Black Rock Shooter OAV [Angolo delle Cose Perdute]
Black Rock Shooter non è solo un anime, è un fenomeno di costume, in cui il merchandising vale commercialmente molto più di quanto non valgano i prodotti di puro intrattenimento.
Internet straborda di immagini, sfondi, canzoni, vendita di gadget, e quant'altro.
Quindi, perché nell'Angolo oggi dovrei parlarvi di BRS?
Perché anche se in Italia sono arrivati i fumetti e la serie tv è disponibile anche in bluray, c'è un prodotto che ci siamo dimenticati di importare: l'OAV che ha dato origine alla serie.
Così nascono i miti. BRS ha una genesi veramente strana e particolare. Huke, un illustratore, una mattina si sveglia e crea un disegno che segnerà in maniera indelebile la sua vita. Questo qui. Il giorno successivo è il 26 dicembre 2007 e Huke lo posta sul suo blog. Huke è membro di un gruppo musicale: i Supercell, in cui milita anche Ryo, che vede il disegno ed ha un'epifania: deve scrivere una canzone che parli di quella ragazza. Passano alcuni mesi e un video musicale prende vita, la voce è quella di "Hatsune Miku", che in realtà non esiste ed è un programma, e i disegni di Huke ovviamente. Eccolo qui. Viene uploadato su Niconico, all'epoca Nico Nico Douga, l'equivalente giapponese di youtube, il 13 giugno 2008, e una settimana dopo approda su Youtube. Ed è subito successo. La quantità di fan art che viene prodotta sul personaggio diventa abnorme, fan video, cover, reintepretazioni, si è aperta una breccia, sta nascendo una fanbase.
Anno 2010, lo studio Ordet ha bisogno di un titolo forte per creare la propria opera prima. La scelta ricade, ovviamente altrimenti non ne starei parlando, su BRS. Attenzione però non sto parlando della serie tv del 2012, sto parlando dell'oav autoconclusivo di 50 minuti, che esce nella primavera di quell'anno e che è al momento abbastanza trascurato dalla fanbase.
L'OAV. Alla regia abbiamo Shinobu Yoshioka, lo stesso che poi dirigerà la serie, che, insieme allo sceneggiatore Nagaru Tanigawa, immagina una storia con protagonista due ragazze: Mato e Yomi, che si incontrano a scuola e che durante l'anno scolastico diventeranno amiche inseparabili. Crescendo insieme ed affrontando l'inizio della turbolenta adolescenza.
So che non è esattamente quello che vi aspettavate.
Black Rock Shooter, che è il nome sia del personaggio che dell'opera, esiste in una dimensione parallela, che forse esiste forse no, che riflette l'emotività della realtà, sfogando in combattimenti quelli che sono gli stati d'animo delle ragazze.
Un mondo fatto a scacchi, croci e proiettili, in cui rabbia e frustrazione diventano la scusa per rocamboleschi scontri tra combattenti.
La trama abbastanza esile permette di prendersi tutto il tempo necessario senza dover ammucchiare eventi e la qualità dell'animazione è sempre molto alta, i dialoghi forse non saranno brillanti, ma si continua a seguire le disavventure quotidiane di queste ragazze, in preda all'inizio della pubertà, con piacere.
Anzi, la fine arriva pure abbastanza improvvisa e spiazzante, visto che ormai sintonizzati su una durata standard da film, allo scadere dei 50 minuti ci si ritrova attoniti a pensare che un'altra ora non avrebbe fatto per nulla schifo.
Contributo al mito? Tanto, ma tutto indiretto. L'OAV è il primo prodotto d'intrattenimento legato al brand e darà il via a fumetti, videogiochi e ovviamente la serie tv, che ad opera dello stesso regista arricchierà ed amplierà il concept, usando proprio gli stessi personaggi.
Questo purtroppo è il più grosso limite di questo film: è la beta version della serie tv, che è un'ottima serie tv, che vince sull'oav sotto qualunque punto di vista. Infatti quando il successo esce dai confini del Giappone questo film viene lasciato indietro.
In Italia non è stato tradotto ufficialmente, e bisogna cercarlo fansubbato per poterlo vedere, io consiglio la versione dei Freedom Subs.
Motivi per vederlo e non lasciarlo nel dimenticatoio: Innanzitutto per completismo se siete fan, per vedere come il brand sia nato, poi se non avete visto la serie è un ottimo punto di partenza, per farsi un'idea o semplicemente perché è un bel film che dura poco e che è un peccato che venga dimenticato.
Internet straborda di immagini, sfondi, canzoni, vendita di gadget, e quant'altro.
Quindi, perché nell'Angolo oggi dovrei parlarvi di BRS?
Perché anche se in Italia sono arrivati i fumetti e la serie tv è disponibile anche in bluray, c'è un prodotto che ci siamo dimenticati di importare: l'OAV che ha dato origine alla serie.
Così nascono i miti. BRS ha una genesi veramente strana e particolare. Huke, un illustratore, una mattina si sveglia e crea un disegno che segnerà in maniera indelebile la sua vita. Questo qui. Il giorno successivo è il 26 dicembre 2007 e Huke lo posta sul suo blog. Huke è membro di un gruppo musicale: i Supercell, in cui milita anche Ryo, che vede il disegno ed ha un'epifania: deve scrivere una canzone che parli di quella ragazza. Passano alcuni mesi e un video musicale prende vita, la voce è quella di "Hatsune Miku", che in realtà non esiste ed è un programma, e i disegni di Huke ovviamente. Eccolo qui. Viene uploadato su Niconico, all'epoca Nico Nico Douga, l'equivalente giapponese di youtube, il 13 giugno 2008, e una settimana dopo approda su Youtube. Ed è subito successo. La quantità di fan art che viene prodotta sul personaggio diventa abnorme, fan video, cover, reintepretazioni, si è aperta una breccia, sta nascendo una fanbase.
Anno 2010, lo studio Ordet ha bisogno di un titolo forte per creare la propria opera prima. La scelta ricade, ovviamente altrimenti non ne starei parlando, su BRS. Attenzione però non sto parlando della serie tv del 2012, sto parlando dell'oav autoconclusivo di 50 minuti, che esce nella primavera di quell'anno e che è al momento abbastanza trascurato dalla fanbase.
L'OAV. Alla regia abbiamo Shinobu Yoshioka, lo stesso che poi dirigerà la serie, che, insieme allo sceneggiatore Nagaru Tanigawa, immagina una storia con protagonista due ragazze: Mato e Yomi, che si incontrano a scuola e che durante l'anno scolastico diventeranno amiche inseparabili. Crescendo insieme ed affrontando l'inizio della turbolenta adolescenza.
So che non è esattamente quello che vi aspettavate.
Black Rock Shooter, che è il nome sia del personaggio che dell'opera, esiste in una dimensione parallela, che forse esiste forse no, che riflette l'emotività della realtà, sfogando in combattimenti quelli che sono gli stati d'animo delle ragazze.
Un mondo fatto a scacchi, croci e proiettili, in cui rabbia e frustrazione diventano la scusa per rocamboleschi scontri tra combattenti.
La trama abbastanza esile permette di prendersi tutto il tempo necessario senza dover ammucchiare eventi e la qualità dell'animazione è sempre molto alta, i dialoghi forse non saranno brillanti, ma si continua a seguire le disavventure quotidiane di queste ragazze, in preda all'inizio della pubertà, con piacere.
Anzi, la fine arriva pure abbastanza improvvisa e spiazzante, visto che ormai sintonizzati su una durata standard da film, allo scadere dei 50 minuti ci si ritrova attoniti a pensare che un'altra ora non avrebbe fatto per nulla schifo.
Contributo al mito? Tanto, ma tutto indiretto. L'OAV è il primo prodotto d'intrattenimento legato al brand e darà il via a fumetti, videogiochi e ovviamente la serie tv, che ad opera dello stesso regista arricchierà ed amplierà il concept, usando proprio gli stessi personaggi.
Questo purtroppo è il più grosso limite di questo film: è la beta version della serie tv, che è un'ottima serie tv, che vince sull'oav sotto qualunque punto di vista. Infatti quando il successo esce dai confini del Giappone questo film viene lasciato indietro.
In Italia non è stato tradotto ufficialmente, e bisogna cercarlo fansubbato per poterlo vedere, io consiglio la versione dei Freedom Subs.
Motivi per vederlo e non lasciarlo nel dimenticatoio: Innanzitutto per completismo se siete fan, per vedere come il brand sia nato, poi se non avete visto la serie è un ottimo punto di partenza, per farsi un'idea o semplicemente perché è un bel film che dura poco e che è un peccato che venga dimenticato.
domenica 24 agosto 2014
New Mobile Report Gundam Wing [Piovono Mobile Suit] [Re:Visioni]
Trama: È l'anno 195 del calendario dell'After Colony, l'abitudine di mettere riferimenti all'anno di uscita non se ne va col cambio di universo, e le colonie spaziali sono schiacciate, militarmente ed economicamente, dalla Federazione Terrestre. Così, 5 gundam vengono inviati sulla terra, con l'idea di distruggere OZ, l'organizzazione governativa militare che occupa le colonie. I gundam sono pilotati da 5 ragazzi di 15 anni, che non si conoscono tra loro. Ma sulla terra Heero, il principale dei cinque piloti, incontrerà Relena, una ragazza che smuoverà, piano piano, le sue certezze.
Cosa ne esce fuori: Una brutta roba. Innanzitutto fa un po' strano trovarsi questi quindicenni che sono quasi supersoldati, esperti in combattimento, guida, informatica, ottime spie, falsificano documenti, fanno gli hacker, sono killer esperti, maestri del travestimento, e suppongo che nei fine settimana facciano gli chef già che ci sono. E anche se qualcuno ogni tanto si stupisce della cosa nessuno sembra far particolarmente caso al fatto che siano degli adolescenti. Su questo punto è però decisamente Relena che batte tutti, inizia come una normalissima ragazza, anche se ricca sfondata, poi, a 15 anni, diventa principessa di un regno, poi regina di tutto il pianeta e a fine storia ministro del governo mondiale. MA il mondo degli shonen è pieno di super adolescenti, possiamo entrare nell'ottica e lasciar passare? Possiamo. Certo, non so bene quale super addestramento possa far si che Heero cada di testa da 10 m di altezza e poi si rialzi come nulla fosse, o che sopravvivano ad esplosioni, pistolettate, spadate, cannonate, vuoto cosmico, il tutto senza mai conseguenze fisiche, o come facciano a rendere praticamente indistruttibile qualunque mezzo su cui salgano, mentre lo stesso mezzo se affrontate esplode se solo guardato storto, ma è un argomento su cui posso riuscire anche a chiudere un occhio se il resto fosse accettabile. Il problema è che il resto è anche peggio. I primi 10 episodi della serie sono anche passabili, è un buon inizio, i personaggi sembrano interessanti, i gundam vanno dal pacchiano al bello, e anche se alcune svolte narrative sono un po' stupide, Relena che si innamora del ragazzo che vuole ucciderla [WTF!?], in generale scorrono senza problemi, la storia si prende i suoi tempi e ci mostra tutto l'ampio cast che andremo a seguire per 49 puntate: su tutti Treize, il capo di OZ, e Zechs, clone di Cha-- cioè, misterioso soldato di OZ, che alla fine sono protagonisti della storia tanto quanto i 5 ragazzi e Relena. Poi nell'episodio 10 si piazza un colpo di scena che è anche una buona idea, in breve: Heero fa un casino lasciando ad OZ la possibilità di un colpo di stato che permette di prendere il potere sull'intero globo, i ragazzi che finalmente si erano riuniti si separano ognuno per la sua strada. Poi il tutto deraglia. seguono 30 episodi di trame senza un filo logico, personaggi che cambiano idea e schieramento ogni 15 minuti, il gruppo che si riunisce, anzi no, anzi si, anzi no, gente che sparisce, poi riappare, che cambia personalità, personaggi che girano a vuoto, politici navigati che si fanno fregare come l'ultimo dei deficienti, organizzazioni dietro organizzazioni dentro organizzazioni, cambi di facciata, interminabili riempitivi privi di senso, monarchie assolute nelle mani di sedicenni che dichiarano la resa e fanno radere al suolo il proprio paese, dialoghi per cui ancora non ci credo che qualcuno sia veramente stato pagato per scriverli, animazioni al più totale risparmio, regia mediocre, un realismo sotto zero e due episodi di recap che tentano di mettere ordine in una trama che non esiste.
Lo ammetto, ci sono delle buone idee qua e là, ma sono gestite malissimo, spesso in maniera esageratamente semplicistica, e anche se le idee di fondo sono apprezzabili certe tirate ripetute ogni 10 minuti sul pacifismo diventano insopportabili, i momenti shojo o di bromance poi sono più contenuti del previsto, ed è quasi un peccato visto che sarebbe potuto essere un elemento caratteristico. Poi la svolta.
Se le serie precedenti ci avevano abituato ad un cambio di opening a metà serie, Wing mantene la, bella, Just Communication, per 40 episodi, e anticipa la seconda opening come insert song, per poi cambiare con un'ottima seconda opening all'episodio 41, ed entrare in una fase finale che improvvisamente ammucchia bei momenti, dialoghi spacconi il giusto, combattimenti ben fatti, animazioni veramente degne di nota, una trama che, nonostante le demenze che si è dovuti sopportare per arrivarci, è anche interessante, personaggi che finalmente cambiano un minimo, idee ben sfruttate e un buon finale. 9-10 episodi che, anche se comunque nulla di eccelso, sono molto meglio di quanto visto finora. Non ho idea del perché la serie sia strutturata così, ma ehi, ho impiegato un mese per vedere 40 episodi e gli ultimi 9 li ho fatti fuori in due giorni.
Persino la parte romantica è trattata bene nel finale.
Curiosità: OZ sta per Organizzazione dello Zodiaco, e infatti i mezzi si chiamano coi nomi dei segni zodiacali, ma è anche un riferimento al mago di OZ, tant'è che le divise dei piloti hanno disegnato sopra l'uomo di latta.
Curosità 2: il Wing, che da il nome alla serie, appare pochissimo e Heero lo piloterà solo ad inizio serie, per poi abbandonarlo e mai recuperarlo, preferendogli prima l'Epyon e poi il Wing Zero.
Risultati: Successone planetario. Modellini venduti come il pane. Importato e tradotto ovunque, Italia compresa, sarà la prima serie extra-UC a ricevere un sequel, di cui parlerò presto. Il design sarà di forte ispirazione per Gundam X, e riferimenti a Wing si trovano sia in Seed che in 00. Finirà però per essere una delle serie meno amate dai fan, nonostante per molti di loro sia a conti fatti il primo contatto coi mobile suit.
Come vederlo: Anche se è stato tradotto in italiano e trasmesso da Mediaset, non è mai stato editato in dvd, quindi se volete vederlo dovete rivolgervi ad internet.
Dovrei finire qui, ma dato che questa è una delle tre serie tv di gundam esistenti in italiano, e che come potete vedere ho piazzato anche il tag di Re:Visioni nel titolo, andiamo a parlare un attimo dell'adattamento italiano. Sigla...
Adattamento Italiano: Allora, non ho potuto fare un confronto con la versione sub eng, e col cazzo che me la rivedo tutta per farlo, scusate il francesismo, però so da chi l'ha fatto che i dialoghi italiani tagliano molta della violenza verbale ["Io ti ucciderò" diventa "La tua vita è in pericolo"] ma che in generale risultato essere abbastanza fedeli al senso delle frasi, e quindi i dialoghi sono proprio orribili, non è colpa di Mediaset. I nomi dei mezzi sono tutti italianizzati, e la cosa ha anche un senso: se presumiamo che tra loro i personaggi parlino inglese, ha una sua coerenza tradurre i nomi inglesi dei mezzi. Alcuni nomi hanno anche il loro fascino, Ala di Fuoco, Raggio Letale, altri sono assegnati un po' a cavolo, Distruttore, Navigatore, e qualcuno è un po' ridicolo, Uccello di Fuoco, il MS di Rocco Siffredi, che mette sotto tutt'altra luce il rapporto tra Heero e Relena, inserire qua altra battuta sui doppi sensi da scuole medie.
Curiosità 4: praticamente tutti i fumetti di Wing sono stati pubblicati in Italia, e quindi vi beccherete un post apposito.
Piovono Mobile Suit, La Guida
mercoledì 13 agosto 2014
Digimon Adventure 02 [Re:Visioni]
Re:Visioni è la rubrica dove mi metto a rivedere le serie e i film
che ci vedevamo da ragazzini e ne parlo analizzandoli con gli occhi
della persona cresciuta. Tentando di evitare spoiler che non si sa mai
vi venga voglia di vederle.
E si, anche questo mese scrivo un post, non so se qualcuno si ostina a seguire questo blog...
Cenni Storici: L'altra volta eravamo rimasti con il successo della prima serie e il lancio di un brand che avrebbe avuto successi alterni. Viene messo subito in cantiere un sequel, che non tarda ad arrivare in Italia, ben saldato nella storia del predecessore, mantiene più o meno lo stesso staff.
Trama: Sono passati 3 anni dalla battaglia contro Apokarimon, e i nostri eroi sono cresciuti, hanno preso strade differenti e Digiworld non è che un ricordo ormai. Purtroppo un nuovo male si presenta a Digiworld: l'Imperatore Digimon, un umano che sta rendendo schiavi i digimon e piano piano sta conquistando il mondo digitale. Per fermarli arriva una nuova generazione di prescelti: dalla serie precedente tornano TK e Kari, a cui si uniscono Davis, Yolei e Cody, con i loro rispettivi digimon.
Non c'è una struttura a saghe vere e proprie come nella prima serie, una volta finito lo scontro con l'imperatore ci sono dei filoni che si intrecciano più volte, lasciando anche da parte una struttura tipicamente shonen.
Gli occhi del presente: Che serie strana che è questa. I primi episodi invece di prendere il gruppo e buttarlo nell'avventura presentano un via vai da digiworld che permette avventure autoconclusive, con la ricerca delle digiuova e delle nuove evoluzioni, c'è la scusa per non poter usare le vecchie, e la lenta presentazione dei vari personaggi, con tante comparsate da parte dei vecchi protagonisti, e devo dire che è la parte più lenta e noiosa di tutta la serie. Sembra si voglia cercare di acchiappare un pubblico più infantile e che il merchandising sia quasi l'unico reale obiettivo. In questo c'è un episodio, il 13, che è più o meno riassumibile in "angoscia, tanta angoscia", aspettate che ve lo racconto: Kari, "si sente un po' giù" e finisce, non si sa bene come, in un'altra dimensione, il "mare oscuro", che non è digiworld, dove incontra dei digimon che rivelano di essere dei mostri abissali e che vogliono portarla con loro per usarla per riprodursi, a salvarla arriva TK, l'episodio finisce con l'ombra di una enorme creatura con i tentacoli di fronte alla bocca. Si, c'è Lovecraft a pacchi, metaforoni neanche troppo sottili, ma non finisce qui, perché piano piano la serie prende una piega sempre più assurda: attorno all'episodio 20 finalmente viene sconfitto Ken, e scopriamo così cosa lo ha portato a diventare malvagio. Scusate lo spoiler ma devo raccontarlo: da bambino viveva all'ombra del fratello maggiore, così si è rifugiato nel proprio mondo, digiworld, ed ha desiderato che il fratello morisse. Eh, beh, è morto. C'è un intero episodio che parla di questo.
Da qua in poi la serie inizia ad avere dei risvolti veramente particolari: più volte viene suggerito che digiworld sia solamente un'invenzione umana, quasi una specie di allucinazione collettiva, il "mare oscuro" torna un paio di volte come personificazione della depressione, e sembra trascinare Ken e Kari sempre più a fondo. Il cattivo principale della seconda metà è un umano, un semplicissimo umano che vuole tornare a digiworld, perché a digiworld solo i bambini possono accederci, come a Narnia, per continuare le citazioni letterarie, e per farlo rapisce bambini. Ci sono delle scene decisamente inquietanti su questo argomento.
Se agli occhi di bambino tutti questi elementi potrebbero semplicemente passare indisturbati agli occhi dell'adulto sembrano invece quasi elementi portanti e gettano un'ombra molto oscura su tutto il resto. Una trama non lineare concorre ad un senso di straniamento durante la visione.
Il comparto tecnico è molto buono, anche se la qualità è altalenante, come al solito in serie così lunghe, in linea di massima è sempre abbastanza buona, e graficamente è invecchiata bene. Non ci sono guizzi particolari da nessuna parte e rimane sempre un prodotto televisivo standard da questo punto di vista.
I personaggi sono invece un discorso a parte, perché sono il problema maggiore di questa serie: di sei protagonisti, solo tre sono veramente interessanti, gli altri tre ondeggiano tra il fastidioso ed il totalmente inutile. Ken, TK e Kari sono quelli a cui ci interessiamo e che vogliamo seguire, gli altri potrebbero anche morire all'episodio 2, non importerebbe nulla a nessuno. Purtroppo gli viene invece concesso un sacco di spazio lungo tutta la serie.
L'enorme quantità di comprimari aiuta decisamente, anche se risulta molto dispersiva, avendo sia i protagonisti della vecchia serie, sia altri comprimari e digiprescelti secondari che vengono introdotti più avanti.
La battaglia finale è poi molto carica ed emotiva, con tutti i digiprescelti del mondo riuniti insieme, e un nemico che arriva dritto dalla prima serie. Devo dire che a me personalmente ha emozionato.
L'epilogo, infine, chiude definitivamente la storia, e infatti le serie successive saranno sempre ambientate in altri universi.
Segnalo anche che scopriamo finalmente molte cose in più sull'origine di digiworld e sul suo funzionamento, anche riguardo molti elementi che erano rimasti in sospeso dalla serie precedente.
Digeribilità: Dipende, la prima parte è molto infantile, tranne il già citato episodio 13, e scorre un po' a fatica, considerando poi che avevamo lasciato la serie con le megadigievoluzioni e ritroviamo i digimon che non riescono ad arrivare al livello campione, poi dopo la sconfitta di Ken si affronta un periodo particolare in cui la trama prende varie strade e vari antagonisti vengono presentati; sicuramente migliora presentando avventure più varie nella struttura e un ritmo che comunque rimane coinvolgente. Lo spettatore adulto avrà sicuramente difficoltà a superare la prima parte, ma troverà sicuramente interessante la seconda, che anche se comunque rimane una serie per pre-adolescenti, presenta molti elementi di valore.
Se la prima serie era riuscita ed era quello che gli autori volevano, questa seconda serie è più straniante e particolare, ma vale la pena vederla.
I film: Anche per questa serie sono stati realizzati due film, il primo ha il semplicissimo titolo di "Digimon Hurricane Landing!!/Transcendent Evolution!! The Golden Digimentals" ed è una roba molto noiosa e insopportabile, un film che sbaglia praticamente qualunque cosa, non si sa dove posizionarlo nella continuity ed è ignorato nel finale della serie. Il secondo è "Diaboromon Strikes Back", dura solo 30 minuti ed è il sequel del secondo film della prima serie, trascurabile ma ben fatto.
Dove ritrovarla: Non esistono dvd in italiano, dovrete affidarvi ad internet, per quello che riguarda i film la situazone si fa più complicata: il primo è arrivato, segato di 40 minuti su 70, come terza parte de "Digimon - Il Film" e stranamente è migliorato, se volete vederlo integralmente dovrete fare affidamento ai sottotitoli inglesi, per il secondo film l'inglese è invece l'unica soluzione.
Cosa ci è arrivato: Nessun sequel per questa serie, il brand digimon è continuato ambientando le storie in altri universi, e non penso che nessuno realizzerà mai un Digimon Adventure 03 visto come è finita la serie [EDIT: e invece esce a Novembre 2015 il primo film, di 6, di Digimon Adventure Tri]. Non è rimasta granché nel cuore degli appassionati ed è una serie che piano piano sta finendo nel dimenticatoio.
E si, anche questo mese scrivo un post, non so se qualcuno si ostina a seguire questo blog...
Cenni Storici: L'altra volta eravamo rimasti con il successo della prima serie e il lancio di un brand che avrebbe avuto successi alterni. Viene messo subito in cantiere un sequel, che non tarda ad arrivare in Italia, ben saldato nella storia del predecessore, mantiene più o meno lo stesso staff.
Trama: Sono passati 3 anni dalla battaglia contro Apokarimon, e i nostri eroi sono cresciuti, hanno preso strade differenti e Digiworld non è che un ricordo ormai. Purtroppo un nuovo male si presenta a Digiworld: l'Imperatore Digimon, un umano che sta rendendo schiavi i digimon e piano piano sta conquistando il mondo digitale. Per fermarli arriva una nuova generazione di prescelti: dalla serie precedente tornano TK e Kari, a cui si uniscono Davis, Yolei e Cody, con i loro rispettivi digimon.
Non c'è una struttura a saghe vere e proprie come nella prima serie, una volta finito lo scontro con l'imperatore ci sono dei filoni che si intrecciano più volte, lasciando anche da parte una struttura tipicamente shonen.
Gli occhi del presente: Che serie strana che è questa. I primi episodi invece di prendere il gruppo e buttarlo nell'avventura presentano un via vai da digiworld che permette avventure autoconclusive, con la ricerca delle digiuova e delle nuove evoluzioni, c'è la scusa per non poter usare le vecchie, e la lenta presentazione dei vari personaggi, con tante comparsate da parte dei vecchi protagonisti, e devo dire che è la parte più lenta e noiosa di tutta la serie. Sembra si voglia cercare di acchiappare un pubblico più infantile e che il merchandising sia quasi l'unico reale obiettivo. In questo c'è un episodio, il 13, che è più o meno riassumibile in "angoscia, tanta angoscia", aspettate che ve lo racconto: Kari, "si sente un po' giù" e finisce, non si sa bene come, in un'altra dimensione, il "mare oscuro", che non è digiworld, dove incontra dei digimon che rivelano di essere dei mostri abissali e che vogliono portarla con loro per usarla per riprodursi, a salvarla arriva TK, l'episodio finisce con l'ombra di una enorme creatura con i tentacoli di fronte alla bocca. Si, c'è Lovecraft a pacchi, metaforoni neanche troppo sottili, ma non finisce qui, perché piano piano la serie prende una piega sempre più assurda: attorno all'episodio 20 finalmente viene sconfitto Ken, e scopriamo così cosa lo ha portato a diventare malvagio. Scusate lo spoiler ma devo raccontarlo: da bambino viveva all'ombra del fratello maggiore, così si è rifugiato nel proprio mondo, digiworld, ed ha desiderato che il fratello morisse. Eh, beh, è morto. C'è un intero episodio che parla di questo.
Da qua in poi la serie inizia ad avere dei risvolti veramente particolari: più volte viene suggerito che digiworld sia solamente un'invenzione umana, quasi una specie di allucinazione collettiva, il "mare oscuro" torna un paio di volte come personificazione della depressione, e sembra trascinare Ken e Kari sempre più a fondo. Il cattivo principale della seconda metà è un umano, un semplicissimo umano che vuole tornare a digiworld, perché a digiworld solo i bambini possono accederci, come a Narnia, per continuare le citazioni letterarie, e per farlo rapisce bambini. Ci sono delle scene decisamente inquietanti su questo argomento.
Se agli occhi di bambino tutti questi elementi potrebbero semplicemente passare indisturbati agli occhi dell'adulto sembrano invece quasi elementi portanti e gettano un'ombra molto oscura su tutto il resto. Una trama non lineare concorre ad un senso di straniamento durante la visione.
Il comparto tecnico è molto buono, anche se la qualità è altalenante, come al solito in serie così lunghe, in linea di massima è sempre abbastanza buona, e graficamente è invecchiata bene. Non ci sono guizzi particolari da nessuna parte e rimane sempre un prodotto televisivo standard da questo punto di vista.
I personaggi sono invece un discorso a parte, perché sono il problema maggiore di questa serie: di sei protagonisti, solo tre sono veramente interessanti, gli altri tre ondeggiano tra il fastidioso ed il totalmente inutile. Ken, TK e Kari sono quelli a cui ci interessiamo e che vogliamo seguire, gli altri potrebbero anche morire all'episodio 2, non importerebbe nulla a nessuno. Purtroppo gli viene invece concesso un sacco di spazio lungo tutta la serie.
L'enorme quantità di comprimari aiuta decisamente, anche se risulta molto dispersiva, avendo sia i protagonisti della vecchia serie, sia altri comprimari e digiprescelti secondari che vengono introdotti più avanti.
La battaglia finale è poi molto carica ed emotiva, con tutti i digiprescelti del mondo riuniti insieme, e un nemico che arriva dritto dalla prima serie. Devo dire che a me personalmente ha emozionato.
L'epilogo, infine, chiude definitivamente la storia, e infatti le serie successive saranno sempre ambientate in altri universi.
Segnalo anche che scopriamo finalmente molte cose in più sull'origine di digiworld e sul suo funzionamento, anche riguardo molti elementi che erano rimasti in sospeso dalla serie precedente.
Digeribilità: Dipende, la prima parte è molto infantile, tranne il già citato episodio 13, e scorre un po' a fatica, considerando poi che avevamo lasciato la serie con le megadigievoluzioni e ritroviamo i digimon che non riescono ad arrivare al livello campione, poi dopo la sconfitta di Ken si affronta un periodo particolare in cui la trama prende varie strade e vari antagonisti vengono presentati; sicuramente migliora presentando avventure più varie nella struttura e un ritmo che comunque rimane coinvolgente. Lo spettatore adulto avrà sicuramente difficoltà a superare la prima parte, ma troverà sicuramente interessante la seconda, che anche se comunque rimane una serie per pre-adolescenti, presenta molti elementi di valore.
Se la prima serie era riuscita ed era quello che gli autori volevano, questa seconda serie è più straniante e particolare, ma vale la pena vederla.
I film: Anche per questa serie sono stati realizzati due film, il primo ha il semplicissimo titolo di "Digimon Hurricane Landing!!/Transcendent Evolution!! The Golden Digimentals" ed è una roba molto noiosa e insopportabile, un film che sbaglia praticamente qualunque cosa, non si sa dove posizionarlo nella continuity ed è ignorato nel finale della serie. Il secondo è "Diaboromon Strikes Back", dura solo 30 minuti ed è il sequel del secondo film della prima serie, trascurabile ma ben fatto.
Dove ritrovarla: Non esistono dvd in italiano, dovrete affidarvi ad internet, per quello che riguarda i film la situazone si fa più complicata: il primo è arrivato, segato di 40 minuti su 70, come terza parte de "Digimon - Il Film" e stranamente è migliorato, se volete vederlo integralmente dovrete fare affidamento ai sottotitoli inglesi, per il secondo film l'inglese è invece l'unica soluzione.
Cosa ci è arrivato: Nessun sequel per questa serie, il brand digimon è continuato ambientando le storie in altri universi, e non penso che nessuno realizzerà mai un Digimon Adventure 03 visto come è finita la serie [EDIT: e invece esce a Novembre 2015 il primo film, di 6, di Digimon Adventure Tri]. Non è rimasta granché nel cuore degli appassionati ed è una serie che piano piano sta finendo nel dimenticatoio.
mercoledì 9 luglio 2014
Mobile Suit Gundam Unicorn [Piovono Mobile Suit]
Un po' di storia: Gundam Unicorn nasce come romanzo, penso sia ad ora l'unico caso di anime di Gundam tratto da una fonte pre-esistente. Non ho letto il romanzo quindi non ho idea di quanto sia fedele la trasposizione, ve lo dico subito, non ci sarà nessun tipo di confronto. Appena finita la pubblicazione Sunrise decide di trasformarlo in OAV: inizialmente previsti 6 episodi da 50-60 minuti l'uno, se ne aggiunge poi un settimo di 90 minuti. La serie impiegherà qualche anno per essere portata a conclusione, cominciata nel 2011 terminerà solo nel 2014.
Trama: UC 0096, sono passati 3 anni da quando la Londo Bell ha sconfitto l'ultima incarnazione di Zeon, guidata da Char Aznable, e sembra essere un periodo di pace. Ma alcuni gruppi di zeoniani ancora resistono e vogliono impadronirsi dello Unicorn, il mobile suit che si dice essere la chiave dello Scrigno di Laplace, un misterioso oggetto nascosto da quasi 100 anni. Molte fazioni si daranno battaglia per riuscire ad aprire o a mantenere nascosto lo scrigno, e al centro di tutto ci saranno due personaggi: Banagher Links, un giovane studente alla Anaheim e Audrey Burne, misteriosa ragazza legata a Zeon.
Cosa ne esce fuori: Visivamente parlando Unicorn è eccezionale, le animazioni sono sempre di alto livello e la CG dei mobile suit è perfettamente integrata col resto. I mezzi sono tantissimi e tutti molto dettagliati. Inoltre il movimento è qunato mai realistico, molti sono veramente pesanti e massicci.
Di contro il livello di sceneggiatura e regia è molto altalentante. Ci sono molti momenti morti, molti personaggi lasciati sullo sfondo dopo che sembrava fossero importanti, e molte scene sono fatte esclusivamente per i fan. Perché Unicorn è fatto per i fan. I riferimenti alle serie precedenti sono tantissimi, se è vero che la trama è in ogni caso comprensibile autonomamente l'opera si rivolge a chi ha già visto almeno le serie principali dello UC ambientate temporalmente prima, e anzi, il finale si occupa di coprire un buco con le serie successive.
La serie fino all'ultimo episodio sembra avere sempre un aura di "epilogo", in cui raccontarci che fine hanno fatto alcuni personaggi, spiegarci l'origine della Federazione, che fine fanno gli ultimi zeoniani, come il mondo ha reagito agli eventi de "Il Contrattacco di Char". Ed è un ottimo epilogo, con dei bei personaggi, sia nuovi che vecchi, con due protagonisti, colpi di scena, e combattimenti spettacolari, forse fin troppo visto che qua ci sono i robot meno "real" di sempre della serie.
L'ultimo episodio invece tenta di dare uno scossone alla serie e presenta non solo una fila di combattimenti uno più spettacolare dell'altro, ma anche una rivelazione non da poco che spiegherebbe anche perché nelle serie successive la federazione sia molto indebolita.
Di contro però per i fan saprà spesso di già visto: Banagher non è un protagonista molto differente da quanto già visto, anche il resto dei personaggi principali, Audrey esclusa, sono spesso ricalcati su altri già esistenti, e molti temi della storia ci sono già stati proposti fino allo stremo nelle serie precedenti.
Nulla di imprescindibile a conti fatti, a meno che non si decida di usarlo come nuovo punto di partenza per collegarlo poi a quello che conosciamo come "Late UC", cioè F91, Crossbone e Victory, ma comunque per i fan rappresenterà un ottimo prodotto.
Risultati: Un successone, tant'è che si è aggiunto un episodio quando si era già in corsa, a cui si è accompagnato anche un gran successo di tutto il merchandise, con una quantità smodata di model kit, i gunpla, di tutti i robot anche in più sistemazioni.
Come vederlo: Esiste in italiano, Dynit ha doppiato e pubblicato i primi 6 episodi, a novembre uscirà il settimo, sia in dvd che in blu-ray.
Piovono Mobile Suit, La Guida
venerdì 30 maggio 2014
Digimon Adventure [Re:Visioni]
Re:Visioni è la rubrica dove mi metto a rivedere le serie e i film che ci vedevamo da ragazzini e ne parlo analizzandoli con gli occhi della persona cresciuta. Tentando di evitare spoiler che non si sa mai vi venga voglia di vederle.
Cenni Storici: anno 2000 in Italia, dopo il successo di pokemon, trasmessi su Mediaset, la Rai decide di acquistare e trasmettere i Digimon, che parla sempre di mostri trasformabili, ma ha un target lievemente più cresciuto, 11-13 anni invece di 6-10 anni, e presenta una storia continuativa invece di episodi autoconclusivi. In origine ci sarebbe un giochino che è una specie di tamagochi, ma a conti fatti non c'è nessun collegamento se non i nomi di alcuni digimon, quindi la considererei come serie originale.
Nota: Ovviamente tutta la serie è improntata ad un pubblico più piccolo, non mi metterò a rimarcarlo in continuazione, ma è tutto progettato per ragazzini/e.
Trama: Cinque ragazzi e due ragazze vengono trasporati in questa dimensione alternativa, Digiworld, in cui tutto è digitalizzato e in cui abitano i digimon, creature fantastiche che possono diventare devastanti creature combattenti. Ogni ragazzo ha un digimon differente a cui è legato e a cui fornisce l'energia necessaria per la digievoluzione, la trasformazione nello stadio successivo. I primi episodi non hanno trama, la serie infatti aveva inizialmente solo 13 episodi previsti e così i primi 7 sono semplicemente autoconclusivi in cui vengono presentanti i personaggi e i loro digimon. Mostrando personaggi tagliati con l'accetta, ma al contempo abbastanza vari da permettere ad ogni spettatore di trovare il suo preferito, idem con i digimon. Dall'episodio 8 al 13 il nemico è Devimon e la trama è estremamente basilare: bisogna riunirsi per smazzarlo. Solo dal numero 14, quando si è deciso di aggiungere altri 41 episodi, cominciamo ad osservare una trama a lunga gittata, in cui scopriamo altre digievoluzioni, altri nemici, un altro personaggio protagonista con relativo digimon e vari colpi di scena.
Gli occhi del presente: La serie è invecchiata molto bene, innanzitutto l'aspetto grafico più che da fine anni '90 è da anni '00, con un'aspetto molto futuristico, e allo stesso tempo molto vario, con tantissimi ambienti, tantissimi digimon e moltissimi personaggi. I digimon parlano e pensano, per la maggior parte, come esseri umani, con vari caratteri e varie peculiarità, per non parlare della quantità di forme differenti, dal digimon dinosauro che spara squali al digimon angelo, tutto possibile grazie al presupposto che digimon sia il risultato dell'aggregazione dei dati dei pc del mondo reale.
La serie è strutturata su saghe collegate tra loro che spesso si muovono su delle lunghe cavalcate, con dei cattivi che fanno veramente paura, e prende in considerazione tutte le implicazioni delle varie azioni. Ad esempio i primi digimon che vengono visti nel mondo reale vengono ritenuti effetti scenici per un qualche film, poi ci si rende veramente conto di quella che è la potenza dei digimon in un mondo popolato da umani: sono armi di distruzione di massa, veramente terrorizzanti. La serie tratta sempre i protagonisti come dei ragazzini, non pretende mai che questi agiscano come adulti, anzi, spesso insiste nel descrivere alcune caratterizzazioni molto infantili oppure nel mostrare come le reazioni siano del tutto bambinesche e i grandi piani dei protagonisti spesso si infrangono contro la dura realtà. I nemici sono molto vari e sono ognuno spaventoso a modo suo, da quelli molto potenti, come Piedmon, a quelli molto crudeli, Myotismon, a quelli folli, Puppetmon, che prende a pistolettate il bambino più piccolo del gruppo.
Una puntata parla anche di depressione, in maniera semplicistica ma ne parla, e in generale non si lesina sulle critiche ai caratteri dei personaggi, che vengono più volte smontati, anzi, è sicuramente questo uno dei maggiori punti di forza della serie, seguire tutto il percorso di evoluzione di questi personaggi, ognuno dei quali gode del proprio spazio.
Da un punto di vista tecnico l'altalenanza è enorme, si passa da episodi meravigliosi ad episodi tremendi, fortunatamente è il primo genere che prevale, anche se con tantissime ripetizioni e le scene delle digievoluzioni ripetute fino allo sfinimento la serie è in linea di massima soddisfacente, con combattimenti talvolta banali ma in linea di massima sempre emotivamente coinvolgenti. La varietà grafica è enorme e spesso si tirano fuori digievoluzioni fantastiche, questo è un aspetto che difficilmente lascerà qualcuno insoddisfatto. La corsa all'esagerazione poi è meno marcata di quanto non si possa immaginare e si ferma prima di diventare dominante nella trama.
Digeribilità: Buona, lo stile e il ritmo sono spesso trascinanti, evitando lungaggini negli spiegoni, anzi, spesso molte cose vengono lasciate intuire più che spiegate, molte saranno esplicitate nel seguito, e spesso si punta piuttosto a coinvolgere lo spettatore, qua si zoppica spesso, visto che alcune scene risultano per un pubblico più adulto di difficile digeribilità, ma in linea di massima ci si ritrova coinvolti emotivamente nelle situazioni, soprattutto nel carichissimo finalone, su cui non vi dico nulla, ma sappiate che vale la pena arrivarci. Anche se qualche puntata passerà lentamente la serie scorrerà sempre, se volete rivederla vale la pena. Potrebbe essere forse difficoltoso vedere tanti episodi uno dopo l'altro, ma nessuno vi obbliga a farlo.
I film: Due sono i film, entrambi ad opera di Mamoru Hosoda, adesso famosissimo e quotatissimo, che è anche regista del bell'episodio 21 della serie, ed entrambi di brevi durata, 20 e 40 minuti rispettivamente, il primo si intitola semplicemente Digimon Adventure, il secondo Our War Game, e anche se sembrano rispondere ad altre regole rispetto a quelle esplicitate nella serie valgono decisamente la visione, belli, coinvolgenti e fatti benissimo. Consiglio di vederli entrambi alla fine della serie in quanto anche se il primo è ambientato prima sarebbe un grosso spoiler.
Dove ritrovarla: Non mi risulta ci siano dei dvd in italiano, cercando in rete comunque si trova tutta la serie in ottima qualità senza censure, per i film due sono le alternative: o vederseli doppiati e rimonatati come prima e seconda parte de "Digimon - il Film" con una colonna sonora tremenda oppure vederseli in giapponese sottotitolato in inglese, si trovano su nyaa.se, con l'audio originale e senza interventi di montaggio, che rendono molto di più.
Cosa ci è arrivato: Digimon è diventato un brand dal successo alterno, 6 serie, tutte ambientate in universi differenti tranne le prime due, 11 film, tantissimi videogiochi, giocattoli e merchandising vario, purtroppo il target era troppo grande perché la serie diventasse un ricordo d'infanzia, ma troppo piccolo perché diventasse una passione duratura, costringendo sempre a cercare nuovo pubblico che dopo poco tempo abbandonerà il tutto.
Nota: Ovviamente tutta la serie è improntata ad un pubblico più piccolo, non mi metterò a rimarcarlo in continuazione, ma è tutto progettato per ragazzini/e.
Trama: Cinque ragazzi e due ragazze vengono trasporati in questa dimensione alternativa, Digiworld, in cui tutto è digitalizzato e in cui abitano i digimon, creature fantastiche che possono diventare devastanti creature combattenti. Ogni ragazzo ha un digimon differente a cui è legato e a cui fornisce l'energia necessaria per la digievoluzione, la trasformazione nello stadio successivo. I primi episodi non hanno trama, la serie infatti aveva inizialmente solo 13 episodi previsti e così i primi 7 sono semplicemente autoconclusivi in cui vengono presentanti i personaggi e i loro digimon. Mostrando personaggi tagliati con l'accetta, ma al contempo abbastanza vari da permettere ad ogni spettatore di trovare il suo preferito, idem con i digimon. Dall'episodio 8 al 13 il nemico è Devimon e la trama è estremamente basilare: bisogna riunirsi per smazzarlo. Solo dal numero 14, quando si è deciso di aggiungere altri 41 episodi, cominciamo ad osservare una trama a lunga gittata, in cui scopriamo altre digievoluzioni, altri nemici, un altro personaggio protagonista con relativo digimon e vari colpi di scena.
Gli occhi del presente: La serie è invecchiata molto bene, innanzitutto l'aspetto grafico più che da fine anni '90 è da anni '00, con un'aspetto molto futuristico, e allo stesso tempo molto vario, con tantissimi ambienti, tantissimi digimon e moltissimi personaggi. I digimon parlano e pensano, per la maggior parte, come esseri umani, con vari caratteri e varie peculiarità, per non parlare della quantità di forme differenti, dal digimon dinosauro che spara squali al digimon angelo, tutto possibile grazie al presupposto che digimon sia il risultato dell'aggregazione dei dati dei pc del mondo reale.
La serie è strutturata su saghe collegate tra loro che spesso si muovono su delle lunghe cavalcate, con dei cattivi che fanno veramente paura, e prende in considerazione tutte le implicazioni delle varie azioni. Ad esempio i primi digimon che vengono visti nel mondo reale vengono ritenuti effetti scenici per un qualche film, poi ci si rende veramente conto di quella che è la potenza dei digimon in un mondo popolato da umani: sono armi di distruzione di massa, veramente terrorizzanti. La serie tratta sempre i protagonisti come dei ragazzini, non pretende mai che questi agiscano come adulti, anzi, spesso insiste nel descrivere alcune caratterizzazioni molto infantili oppure nel mostrare come le reazioni siano del tutto bambinesche e i grandi piani dei protagonisti spesso si infrangono contro la dura realtà. I nemici sono molto vari e sono ognuno spaventoso a modo suo, da quelli molto potenti, come Piedmon, a quelli molto crudeli, Myotismon, a quelli folli, Puppetmon, che prende a pistolettate il bambino più piccolo del gruppo.
Una puntata parla anche di depressione, in maniera semplicistica ma ne parla, e in generale non si lesina sulle critiche ai caratteri dei personaggi, che vengono più volte smontati, anzi, è sicuramente questo uno dei maggiori punti di forza della serie, seguire tutto il percorso di evoluzione di questi personaggi, ognuno dei quali gode del proprio spazio.
Da un punto di vista tecnico l'altalenanza è enorme, si passa da episodi meravigliosi ad episodi tremendi, fortunatamente è il primo genere che prevale, anche se con tantissime ripetizioni e le scene delle digievoluzioni ripetute fino allo sfinimento la serie è in linea di massima soddisfacente, con combattimenti talvolta banali ma in linea di massima sempre emotivamente coinvolgenti. La varietà grafica è enorme e spesso si tirano fuori digievoluzioni fantastiche, questo è un aspetto che difficilmente lascerà qualcuno insoddisfatto. La corsa all'esagerazione poi è meno marcata di quanto non si possa immaginare e si ferma prima di diventare dominante nella trama.
Digeribilità: Buona, lo stile e il ritmo sono spesso trascinanti, evitando lungaggini negli spiegoni, anzi, spesso molte cose vengono lasciate intuire più che spiegate, molte saranno esplicitate nel seguito, e spesso si punta piuttosto a coinvolgere lo spettatore, qua si zoppica spesso, visto che alcune scene risultano per un pubblico più adulto di difficile digeribilità, ma in linea di massima ci si ritrova coinvolti emotivamente nelle situazioni, soprattutto nel carichissimo finalone, su cui non vi dico nulla, ma sappiate che vale la pena arrivarci. Anche se qualche puntata passerà lentamente la serie scorrerà sempre, se volete rivederla vale la pena. Potrebbe essere forse difficoltoso vedere tanti episodi uno dopo l'altro, ma nessuno vi obbliga a farlo.
I film: Due sono i film, entrambi ad opera di Mamoru Hosoda, adesso famosissimo e quotatissimo, che è anche regista del bell'episodio 21 della serie, ed entrambi di brevi durata, 20 e 40 minuti rispettivamente, il primo si intitola semplicemente Digimon Adventure, il secondo Our War Game, e anche se sembrano rispondere ad altre regole rispetto a quelle esplicitate nella serie valgono decisamente la visione, belli, coinvolgenti e fatti benissimo. Consiglio di vederli entrambi alla fine della serie in quanto anche se il primo è ambientato prima sarebbe un grosso spoiler.
Dove ritrovarla: Non mi risulta ci siano dei dvd in italiano, cercando in rete comunque si trova tutta la serie in ottima qualità senza censure, per i film due sono le alternative: o vederseli doppiati e rimonatati come prima e seconda parte de "Digimon - il Film" con una colonna sonora tremenda oppure vederseli in giapponese sottotitolato in inglese, si trovano su nyaa.se, con l'audio originale e senza interventi di montaggio, che rendono molto di più.
Cosa ci è arrivato: Digimon è diventato un brand dal successo alterno, 6 serie, tutte ambientate in universi differenti tranne le prime due, 11 film, tantissimi videogiochi, giocattoli e merchandising vario, purtroppo il target era troppo grande perché la serie diventasse un ricordo d'infanzia, ma troppo piccolo perché diventasse una passione duratura, costringendo sempre a cercare nuovo pubblico che dopo poco tempo abbandonerà il tutto.
giovedì 13 marzo 2014
Mobile Suit Gundam AGE [Piovono Mobile Suit]
Nota preventiva: Parlare di questa serie senza fare spoiler è praticamente impossibile, cavoli anche l'immagine che ho messo in apertura con un po' di perspicacia diventa un doppio spoiler mica male. Per non dire che tipo di spoiler possa essere guardarsi le sigle in anticipo! Quindi si, troverete vari spoiler, tenterò di non essere troppo specifico e nel caso ne debba fare di grossi avvertirò comunque in anticipo.
Un po' di storia: 2011, l'epopea di 00 si è conclusa l'anno precedente con il film cinematografico, successi, applausi. Sunrise decide quindi di provare "nuove" strade: per la prima volta appaltare la produzione a qualcuno di esterno, in questo caso Level 5, famosa casa produttrice di videogiochi, a cui viene affidata in toto la serie di 49 episodi, alla regia Susumu Yamaguchi, che già aveva fatto da animatore per varie serie di gundam precedenti.
Trama: Il calendario è quello dell'Advanced Generation, AG, l'anno è il 114, Flit è un geniale quattordicenne orfano di guerra che ha progettato un nuovo Mobile Suit: il Gundam AGE-1. La storia seguirà le disavventure di Flit, di suo figlio Asemu e di suo nipote Kio, tutti che, per un motivo o per l'altro, si ritrovano a far parte dell'equipaggio dell'astronave Diva, in un arco di tempo che arriva fino all'anno 164 e segue il corso della guerra contro i Vagan, misteriosi nemici che continuano ad attaccare colonie sotto il controllo della Federazione Terrestre.
Cosa ne esce fuori: La trama inizialmente mi ispirava abbastanza, tre generazioni di eroi, seguire la trama che si espande nell'arco temporale e tutto già progettato dall'inizio, coerente e il tutto in 49 episodi. La storia è divisa in 4 archi narrativi: il primo è ambientato nell'AG 114, e parla di Flit, il secondo è ambientato nell'AG 140-142 e parla di Asemu, il terzo e il quarto sono entrambi ambientati nell'AG 164, il terzo ha come protagonista Kio e il quarto è orientato ad utilizzare tutti e tre come protagonisti, anche se Kio rimane comunque il personaggio centrale. Ogni arco è inoltre riferito ad un periodo dell'UC, sia nella trama, sia nel design, sia con citazioni fini a se stesse.
Il chara è abbastanza brutto, e fa sembrare tutti dei ragazzini, anche gli adulti, tranne Kio, che ha 13 anni e la prima volta che appare sembra abbia 20 anni, poi si riallinea.
Il primo arco narrativo, con protagonista Flit, è basato sullo scoprire chi siano i misteriosi nemici, su un gruppo di personaggi che si trovano sulla nave totalmente per caso e setta il tono e lo stile della serie, abbiamo personaggi abbastanza monodimensionali, un mecha basilare e una storia decisamente prevedibile, alcuni pezzi sono ingenui come mai si è visto prima in una serie di Gundam, ma in generale si è curiosi di andare avanti, di vedere come prosegue. C'è un pezzo abbastanza tragico e importante per Flit, segnerà il suo comportamento per tutta la serie, ma per il resto non si segnala nessun pezzo di spicco. La serie di riferimento è ovviamente il Gundam originale, sia nel design, che nella trama delle persone che si trovano per caso a bordo di una nave durante l'attacco ad una colonia, ma dopo poco prende una strada del tutto autonoma.
La seconda parte è, ve lo anticipo fin d'ora, di gran lunga la migliore, innanzitutto anche se è ispirata a Zeta Gundam ha una trama abbastanza inedita nel panorama di Gundam, Asemu non solo è figlio di un genio, ma a differenza di suo padre non è un X-Rounder [l'equivalente dei Newtype] quindi ci troviamo a tifare per questo ragazzo che metterà tutto il suo impegno nel diventare un grande pilota. Vediamo i personaggi del primo arco cresciuti, tra cui Woolf che ho eletto a mio personaggio preferito, e i nuovi che si aggiungono sono tutti bei personaggi, a partire da Zeheart, nuovo alleato/nemico. Si, ci sono i cloni di Char, ben due in questo arco, ma una storia interessante, dei personaggi simpatici e tridimensionali, cattivi finalmente caratterizzati, e una regia che per quanto basilare riesce comunque a portare il lavoro a casa. Anche il mecha è per una volta ben fatto. Certo, ha i suoi difetti, tra cui un epilogo di cui non ho ben capito il senso, ma evita puntate che girano a vuoto e forse il difetto principale è il poco spazio riservato ad alcuni passaggi, soprattutto pensando a quanto più avanti si girerà a vuoto.
È nella terza parte che crolla tutto, Kio è il protagonista peggiore dei 3, ha archi narrativi tremendamente noiosi, personaggi nuovamente bidimensionali tranne un paio, che comunque appaiono pochissimo. Ispirato a ZZ, ma con elementi di Victory, Kio e Uso sono coetanei, anche se talvolta ci sono dei bei momenti o dei begli episodi è stato veramente un grosso ostacolo da superare, dopo la bellezza della seconda parte ci si trova nel tentativo di umanizzare i nemici e di creare una trama che faccia da transizione verso il finale, ma gira tremendamente a vuoto, riproponendo oltretutto situazioni che abbiamo già visto nella prima parte. Interessante, ma trattata malissimo, l'idea di [SPOILER] trasformare Asemu in un pirata, usandolo come personaggio borderline per un po' [/SPOILER].
La quarta, ovviamente siamo dalle parte del Contrattacco di Char, è la più breve, solo 10 episodi, e inizia con la versione animata della NOIA, fortunatamente si riprende abbastanza negli ultimi 4-5 episodi, in cui si trova il tempo di risolvere tutti i nodi in sospeso, buttare alle ortiche la tremenda sottotrama dell'EXA-DB e di portare a conclusione le evoluzioni dei personaggi, risolvendo la situazione di Flit che ci trascinavamo da 30 episodi.
Non dico nulla sul finale perché è un bel finale anche se [SPOILER] il nemico finale sbuca totalmente dal nulla e il combattimento non ha pathos, ma 5 minuti prima c'era uno scontro Zeheart - Asemu fantastico quindi li perdono [/SPOILER], ma certo, metà della bellezza per certi versi è quella che si regge sulla seconda parte.
Ultime note: trovo assurdo nche la vita nello spazio sia trattata nella maniera più scema vista finora, e che le battaglie sono tutte bidimensionali "Oh no, abbiamo nemici davanti e dietro" ma nello spazio esistono altre 4 direzioni eh, infine è assurdo che in un arco di tempo di 60 anni, considerando anche il prologo, la tecnologia non faccia passi avanti, pensate a quanto sia cambiata nel mondo reale negli ultimi 60 anni.
In tutto questo è la prima volta che mi sento di poter consigliare la versione riassuntiva: i due film Memory of Eden sono praticamente il riassunto della seconda parte, con alcune scene inedite abbastanza interessanti, e del finale, quindi persino gli stessi autori si sono resi conto di quanto il resto fosse trascurabile.
Risultati: La serie di Gundam col minor share di tutti i tempi, il flop più grosso che si sia visto finora per il brand. Devo aggiungere altro?
Come recuperarlo: Fansubbato dai SubZero, che hanno subbato anche i due film riassuntivi.
mercoledì 29 gennaio 2014
G-Saviour [Piovono Mobile Suit]
Ed ecco a voi l'unico live-action di Gundam, nonché uno dei pochissimi live-action coi robottoni esistente! Ed è saldamente piantato nella continuità dello Universal Century!
Un po' di storia: 1999, ventesimo anniversario della serie originale, la Sunrise decide di festeggiare producento questo lungometraggio per la TV, una coproduzione Canada-Giappone. Il budget è televisivo, lo staff anche, Tomino non è in alcun modo coinvolto.
Trama: UC 0223, la Federazione è stata smantellata e il suo posto è stato preso dal Consent, che controlla terra e colonie. Mark Curran è un ex-soldato ritiratosi che lavori in un istituto di ricerca sottomarina, si troverà per caso invischiato in un complotto che coinvolge Gaea, una lontana colonia agricola, uno scienziato scomparso e parte dell'esercito. Ovviamente finirà per pilotare il G-Saviour, il super mobile suit di turno.
Cosa ne esce fuori: Chiariamo, non è così tremendo come avreste potuto sentire in giro, ma va detto che non è che sia granché. La sceneggiatura non ha grossi buchi e voragini e tutto sommato scorre senza particolari problemi, i personaggi hanno un loro arco evolutivo, ma è tutto molto piatto. Gli effetti speciali sono semplici e grigi, ma è pur sempre un prodotto televisivo del '99, e sono comunque ben animati.
Il protagonista è un po' odioso, e i suoi dubbi vengono sempre risolti molto di fretta. Ma va detto che la sua storia si adagia abbastanza a quello che è lo standard della saga: personaggio coinvolto per caso che decide di fare la cosa giusta.
I personaggi secondari sono invece abbastanza scialbi, e i cattivi sono veramente bidimensionali, ma qua penso che il problema sia il tentativo di creare un cast troppo ampio.
Il G-Saviour è un mobile suit pesante e colossale, e per quanto sia graficamente povero rimane sempre abbastanza credibile. Va detto anche che ci troviamo per la prima volta di fronte ad un tentativo realistico di rappresentare i mobile suit con attori in carne ed ossa, e tutto è molto sperimentale. Nel '99 non ci sono neanche programmi che riescano a gestire la fisica di mostri del genere. Per quanto non eccelso il risultato finale è sicuramente apprezzabile il tentativo.
Lati negativi: Come potete leggere sopra se le intenzioni sono buone il risultato è abbastanza deludente. Non si lesina sulla quantità di scene d'azione o di astronavi, stiracchiando il budget il più possibile. I robot si muovono nella stessa maniera in acqua, in atmosfera e nello spazio, quando le serie fatte finora hanno sempre insistito sulla difficoltà di passare da un ambiente all'altro.
La gravità è gestita veramente male e i mobile suit secondari sono lentissimi nei movimenti.
Gli attori hanno un tipo di recitazione molto elementare, ma va detto che sono in linea con gli standard televisivi di quegli anni.
Risultati: Non so quanti l'abbiano visto al tempo, venne dimenticato abbastanza in fretta e di solito non viene citato neanche dalla Sunrise. Anche il merchandising è molto ridotto: un videogioco per ps2 e un romanzo (che, curiosamente, è l'unico romanzo di Gundam pubblicato in Italia).
EDIT: Mi suggeriscono che la Star Comics ha pubblicato i 3 romanzi di Tomino riguardanti la serie classica.
Come recuperarlo: Si, avete indovinato, Starsubber anche a questo giro. C'è veramente bisogno che vi linki il sito?
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Un po' di storia: 1999, ventesimo anniversario della serie originale, la Sunrise decide di festeggiare producento questo lungometraggio per la TV, una coproduzione Canada-Giappone. Il budget è televisivo, lo staff anche, Tomino non è in alcun modo coinvolto.
Trama: UC 0223, la Federazione è stata smantellata e il suo posto è stato preso dal Consent, che controlla terra e colonie. Mark Curran è un ex-soldato ritiratosi che lavori in un istituto di ricerca sottomarina, si troverà per caso invischiato in un complotto che coinvolge Gaea, una lontana colonia agricola, uno scienziato scomparso e parte dell'esercito. Ovviamente finirà per pilotare il G-Saviour, il super mobile suit di turno.
Cosa ne esce fuori: Chiariamo, non è così tremendo come avreste potuto sentire in giro, ma va detto che non è che sia granché. La sceneggiatura non ha grossi buchi e voragini e tutto sommato scorre senza particolari problemi, i personaggi hanno un loro arco evolutivo, ma è tutto molto piatto. Gli effetti speciali sono semplici e grigi, ma è pur sempre un prodotto televisivo del '99, e sono comunque ben animati.
Il protagonista è un po' odioso, e i suoi dubbi vengono sempre risolti molto di fretta. Ma va detto che la sua storia si adagia abbastanza a quello che è lo standard della saga: personaggio coinvolto per caso che decide di fare la cosa giusta.
I personaggi secondari sono invece abbastanza scialbi, e i cattivi sono veramente bidimensionali, ma qua penso che il problema sia il tentativo di creare un cast troppo ampio.
Il G-Saviour è un mobile suit pesante e colossale, e per quanto sia graficamente povero rimane sempre abbastanza credibile. Va detto anche che ci troviamo per la prima volta di fronte ad un tentativo realistico di rappresentare i mobile suit con attori in carne ed ossa, e tutto è molto sperimentale. Nel '99 non ci sono neanche programmi che riescano a gestire la fisica di mostri del genere. Per quanto non eccelso il risultato finale è sicuramente apprezzabile il tentativo.
Lati negativi: Come potete leggere sopra se le intenzioni sono buone il risultato è abbastanza deludente. Non si lesina sulla quantità di scene d'azione o di astronavi, stiracchiando il budget il più possibile. I robot si muovono nella stessa maniera in acqua, in atmosfera e nello spazio, quando le serie fatte finora hanno sempre insistito sulla difficoltà di passare da un ambiente all'altro.
La gravità è gestita veramente male e i mobile suit secondari sono lentissimi nei movimenti.
Gli attori hanno un tipo di recitazione molto elementare, ma va detto che sono in linea con gli standard televisivi di quegli anni.
Risultati: Non so quanti l'abbiano visto al tempo, venne dimenticato abbastanza in fretta e di solito non viene citato neanche dalla Sunrise. Anche il merchandising è molto ridotto: un videogioco per ps2 e un romanzo (che, curiosamente, è l'unico romanzo di Gundam pubblicato in Italia).
EDIT: Mi suggeriscono che la Star Comics ha pubblicato i 3 romanzi di Tomino riguardanti la serie classica.
Come recuperarlo: Si, avete indovinato, Starsubber anche a questo giro. C'è veramente bisogno che vi linki il sito?
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martedì 28 gennaio 2014
Mobile Suit Gundam Victory [Piovono Mobile Suit]
Ultima serie tv dedicata allo Universal Century, sia in ordine di uscita, che in ordine cronologico. Probabilmente è l'opera di Tomino più personale e più particolare, e scrivere questa recensione mi è costato più fatica del previsto.
NOTA: Ci potrebbero essere spoiler sulle opere precedenti.
Un po' di storia: 1993, la Sunrise decide di rilanciare il marchio di Gundam dopo 14 anni dall'inizio della saga. Il precedente flop del costosissimo F91 li porta però ad andare con i piedi di piombo: medio budget, Tomino alla regia per catturare i vecchi fan, storia completamente nuova e design bambinesco per attirare il pubblico più infantile, robot giocattolosi per vendere i modellini. Tomino è però in una fase di depressione e pessimismo, che era già cominciata anni prima e che si risolverà solo dopo la realizzazione della serie.
Trama: UC 0153, 74 anni dopo la guerra di un anno. La Federazione Terrestre è ormai indebolita, sia politicamente che militarmente. Approfittando della situazione l'impero di Zanscare, nato su Side 2, decide di tentare una conquista e di imporre i suoi ideali matriarcali sulla terra.
Uso Ewin, 13enne, che vive vicino Praga, viene coinvolto suo malgrado nello scontro e si unisce alla League Militaire, un'organizzazione indipendente, per combattere Zanscare. Diventa per caso pilota del Victory Gundam.
Cosa ne esce fuori: Cominciamo col dire che le due opening mi piacciono tantissimo, sia musicalmente che graficamente. Il design invece è abbastanza anomalo. Se da un lato il Victory è un bel Gundam il resto dei MS vanno dal mediocre, all'atroce. Stenderei un velo pietoso sulla flotta Motorad. Il Victory 2 è un po' troppo giallo ma fa la sua figura.
Ah, viene trovato un senso reale al robot componibile, finalmente.
Il livello dell'animazione parte in maniera mediocre e di tanto in tanto migliora, ma da un punto di vista grafico e visivo la serie si confonde con le tante produzioni anni 80 e 90, anzi, rispetto a quanto visto fino a poco prima in Gundam sfigura proprio.
Quello che rende questa serie interessante è la maniera in cui Tomino imbastisce storia e dialoghi. Non siamo all'ennesima riproposizione del conflitto zeoniano, anzi, di questa guerra non vediamo neanche bene come è iniziata, ma rusciamo solamente a seguire il flusso di informazioni che arrivano ad Uso. E quello che arriva ad Uso è un turbine di morte e violenza.
Victory è una serie in cui c'è un senso di morte e tragedia aleggiante perennemente. In cui non sai mai chi potrebbe essere il prossimo a morire e in cui non c'è una ragione dietro le morti, non c'è un filo logico. Normalmente i personaggi muoiono quando hanno svolto la loro funzione o sono arrivati alla conclusione del loro percorso, in Victory no. I personaggi muoiono e basta.
Tomino non è nuovo ad usare la morte però, anzi, in Zeta abbiamo già visto come Kamille arrivi persino ad accettare la morte, ma dove Kamille era il personaggio che camminava fianco a fianco con la mietitrice, che in Zeta i personaggi morivano sereni, in Victory i personaggi continuano a combattere contro la morte e a non accettarla praticamente mai. Kamille è un po' un Amleto gundamico, che nel finale della sua serie riesce finalmente ad essere in pace solo quando è cerebroleso e dopo aver fatto da tramite tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti. Uso invece non viene aiutato dai morti a terminare i conflitti ma si fa indicare da loro il prossimo obiettivo, regalando a Katejina un destino forse peggiore della morte. In parole povere Victory è un'opera depressa che però non vuole essere deprimente. La morte è negativa, la morte è dolore, la morte non può essere accettata. Inevitabile, ineluttabile, pervade tutta l'opera, ma nessuno in tutta la storia si sogna mai di accettare la morte, se non i più anziani nel finale.
Un'altro fattore che pervade l'opera è la misantropia. Tomino riserva la totale positività a 3 personaggi di totale, Uso, Karlmann e Marbet, tutti gli altri sono sempre sfumati negativamente, sia i genitori di Uso, sia i suoi compagni. A conti fatti la vera differenza tra i "buoni" e i "cattivi" è che i primi sono quelli che hanno deciso di accettare i propri limiti e di superare i propri difetti.
I buoni si fanno pochi scrupoli ad usare dei bambini in guerra, i cattivi si fanno portatori dell'amore materno. Ma se idelisticamente potremmo anche concordare con gli Zanscare non solo i modi sono tremendi, ma ci troviamo di fronte a persone che non sono mai riuscite ad andare oltre il rapporto madre-figlio e che tutto quello che vogliono è tornare a quello status. Uso invece durante la storia riesce a maturare, e passa da bambino in difficoltà a colui che vuole difendere la nuova vita che deve nascere (il figlio di Marbet).
In tutto questo c'è un numero enorme di comic relief, di personaggi buffi, di ragazzini, di robot ridicoli, di cani che fanno facce strane e di Haro superpotente. La serie non è neanche triste, anzi, ad una prima occhiata rimane un giocattolone, è solo depressa nel suo essere.
Il punto di forza rimane sicuramente la sua sceneggiatura, il suo decidere di concentrarsi sul personaggio di Uso, finendo per raccontare una storia quasi intimista, piazzando alcuni dialoghi nel momento giusto e nel modo giusto che andrebbe mostrato nelle scuole di cinema di tutto il mondo.
La regia è priva di grandi inquadrature e di grandi vezzi, e non fa nulla per valorizzare nè lo spazio nè i mobile suit, ma tutto sommato guida lo spettatore senza farlo mai perdere.
Infine possiamo vedere come la donna venga esaltata nel suo essere madre, in una visione quasi religiosa (Marbet non può essere colpita dopo che è rimasta incinta).
Ultima nota: il sadismo di Tomino viene spesso controbilanciato dalla compassione di Uso, e mi sembra di star guardando il campionario delle paure, ansie e desideri del regista.
Lati negativi: Dal punto di vista grafico come abbiamo già detto è molto scadente, molti personaggi sono abbastanza piatti e il senso di morte può essere un po' indigesto. Alcune navi sono veramente ridicole. Il contesto è totalmente tralasciato e in realtà non si capisce neanche bene chi fosse il vero cattivo. Mi viene il dubbio che sia tutto un piano dello Jupiter Empire. Se fosse durato 10-20 episodi in meno ne avremmo tutti giovato a causa di una parte centrale un po' legnosa e ripetitiva.
Risultati: Non un flop da portarla a cancellazione prematura, ma non un successo da portarla ad avere seguito. Non un flop da portare alla morte il franchise, ma non un successo da evitare la strada delle nuove timeline.
Ignorata da più è sicuramente una delle serie meno note e apprezzate. Rinnegata da molti fa per l'aspetto visivo e non necessaria alla conclusione delle trame. Pochi modellini venduti, non è mai arrivata nel mercato occidentale.
Dall'anno successivo le serie tv saranno legate sempre a nuovi universi e finalmente si riuscirà nell'intento di catturare quel pubblico infantile di cui a Tomino è sempre importato poco.
Quest'ultimo uscirà finalmente dalla depressione ma tornerà alla regia di un Gundam solo nel 1999 con Turn A Gundam, che sarà una serie molto più solare.
Esistono anche pochissimi prodotti collaterali, un paio di fumetti e basta se non erro. Peccato perché sarebbe stato bello vedere come si sarebbe potuto sviluppare questa nuova fase dell'UC.
Come recuperarla: In questa già più lunga del solito recensione mi sento in dovere di fare delle specifiche anche qui. La serie è stata subbata dagli Starsubber, come già altre serie, è stato un fansub dalla lavorazione travagliata che è durato per ben 7 anni (Qui un sunto della storia da parte dello staff). Si tratta finora della serie più lunga da loro realizzata, e visto il lavoro fatto, migliore di quello di molti professionisti, un ringraziamento se lo meritano.*
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*Un ringraziamento se lo sarebbero meritato pure se avessero fatto schifo eh.
lunedì 27 gennaio 2014
Street Fighter 2 - The Animated Movie [L'Angolo delle Cose Perdute]
L'Angolo delle Cose Perdute è lo spazio in cui il vostro Esploratore
tira fuori dal cassetto opere dimenticate ma meritevoli di una visione
per i motivi più disparati.
Street Fighter II è il gioco che ha praticamente inventato il picchiaduro come lo intendiamo adesso. È stato un successo mondiale che ha dato il via ad un marchio che tutt'ora continua a vendere e che ha sfornato una quantità di videogiochi enorme.
Parallelamente esiste anche tutta una serie di produzioni animate e live-action che qua in Italia non hanno mai fatto breccia nel pubblico. Oltre ai due film con attori in carne ed ossa, tremendi entrambi, si sono una serie animata di 26 episodi, Victory, e ben 4 lungometraggi: Alpha, Alpha Generations, The Ties That Bind e quella di cui andiamo a parlare oggi.
Ho scelto questo per due motivi: è l'unico doppiato in italiano, è il migliore.
NOTA: Non è in alcun modo legato al live action. Per fortuna.
Contestualizzazione storica: 1995, Street Fighter 2 è uscito 3 anni prima ed è il più grande successo che la Capcom abbia mai visto. Riproposto in una marea di salse differenti aggiungendo ogni volta un paio di personaggi è una macchina per fare soldi. Si decide di fare il grande passo: portare la serie al cinema.
Ora, la trama in un picchiaduro è una cosa abbastanza accessoria di solito, e SF non faceva eccezione. I personaggi avevano tutti un certo carattere ma non è che ci fosse qualcosa di serio dietro.
Il film è uguale.
La più o meno trama: Bison vuole reclutare Ryu, che gira per il mondo per allenarsi. Altri personaggi vogliono ostacolare Bison. Più o meno è tutto qui.
Visto che il film dura un'ora e mezza, cosa succede? Botte. Tante botte.
Il film presenta tutta una serie di combattimenti coreografati ed animati benissimo in cui vengono messi in mostra tutti i personaggi del gioco. Alcuni fanno delle semplici comparsate ma ad alcuni sono dedicati dei combattimenti lunghissimi e fantastici.
Una delle cose che non ho mai capito è perché nei film e nelle opere tratte dai picchaduro si tenti di aggiungere una trama, che spesso finisce per rubare spazio a quello che dovrebbe essere la sostanza: le botte. Cioè, se mi vado a vedere Street Fighter non voglio un'ora e mezza di gente che parla a vuoto, voglio vedere gente che combatte.
Questo film non presenta sicuramente questo problema, anzi, è talmente improntato per piacere ai fan del gioco che alcuni combattimenti diventano veramente fini a se stessi se non si conoscono i personaggi.
Se non c'è trama e non ci sono personaggi si finisce per avere un prodotto improntato bene o male solamente ai fan del gioco o a chi capisca chi sono i personaggi sullo schermo.
Il mio personaggio preferito è Ciccio, c'è nel film? Si, e a meno che tu non sia l'unica persona che ha come preferito Dee Jay ha anche un combattimento soddisfacente.
Il finale: una sequenza di combattimenti che coinvolge svariati personaggi, che domande.
Perché dovrei vederlo e non lasciarlo nel dimenticatoio? Perché è il miglior prodotto uscito col marchio di Street Fighter che non sia un videogioco.
Cosa resterà? Il film godrà di una diffusione internazionale e darà il via a tutte le altre produzioni animate della saga.
Come vederlo: Su YouTube c'è il film completo, altrimenti potete pescare nel torrente. Ma in italiano non si trova a grande qualità.
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Street Fighter II è il gioco che ha praticamente inventato il picchiaduro come lo intendiamo adesso. È stato un successo mondiale che ha dato il via ad un marchio che tutt'ora continua a vendere e che ha sfornato una quantità di videogiochi enorme.
Parallelamente esiste anche tutta una serie di produzioni animate e live-action che qua in Italia non hanno mai fatto breccia nel pubblico. Oltre ai due film con attori in carne ed ossa, tremendi entrambi, si sono una serie animata di 26 episodi, Victory, e ben 4 lungometraggi: Alpha, Alpha Generations, The Ties That Bind e quella di cui andiamo a parlare oggi.
Ho scelto questo per due motivi: è l'unico doppiato in italiano, è il migliore.
NOTA: Non è in alcun modo legato al live action. Per fortuna.
Contestualizzazione storica: 1995, Street Fighter 2 è uscito 3 anni prima ed è il più grande successo che la Capcom abbia mai visto. Riproposto in una marea di salse differenti aggiungendo ogni volta un paio di personaggi è una macchina per fare soldi. Si decide di fare il grande passo: portare la serie al cinema.
Ora, la trama in un picchiaduro è una cosa abbastanza accessoria di solito, e SF non faceva eccezione. I personaggi avevano tutti un certo carattere ma non è che ci fosse qualcosa di serio dietro.
Il film è uguale.
La più o meno trama: Bison vuole reclutare Ryu, che gira per il mondo per allenarsi. Altri personaggi vogliono ostacolare Bison. Più o meno è tutto qui.
Visto che il film dura un'ora e mezza, cosa succede? Botte. Tante botte.
Il film presenta tutta una serie di combattimenti coreografati ed animati benissimo in cui vengono messi in mostra tutti i personaggi del gioco. Alcuni fanno delle semplici comparsate ma ad alcuni sono dedicati dei combattimenti lunghissimi e fantastici.
Una delle cose che non ho mai capito è perché nei film e nelle opere tratte dai picchaduro si tenti di aggiungere una trama, che spesso finisce per rubare spazio a quello che dovrebbe essere la sostanza: le botte. Cioè, se mi vado a vedere Street Fighter non voglio un'ora e mezza di gente che parla a vuoto, voglio vedere gente che combatte.
Questo film non presenta sicuramente questo problema, anzi, è talmente improntato per piacere ai fan del gioco che alcuni combattimenti diventano veramente fini a se stessi se non si conoscono i personaggi.
Se non c'è trama e non ci sono personaggi si finisce per avere un prodotto improntato bene o male solamente ai fan del gioco o a chi capisca chi sono i personaggi sullo schermo.
Il mio personaggio preferito è Ciccio, c'è nel film? Si, e a meno che tu non sia l'unica persona che ha come preferito Dee Jay ha anche un combattimento soddisfacente.
Il finale: una sequenza di combattimenti che coinvolge svariati personaggi, che domande.
Perché dovrei vederlo e non lasciarlo nel dimenticatoio? Perché è il miglior prodotto uscito col marchio di Street Fighter che non sia un videogioco.
Cosa resterà? Il film godrà di una diffusione internazionale e darà il via a tutte le altre produzioni animate della saga.
Come vederlo: Su YouTube c'è il film completo, altrimenti potete pescare nel torrente. Ma in italiano non si trova a grande qualità.
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domenica 19 gennaio 2014
Mobile Suit Gundam F91 [Piovono Mobile Suit]
Un po' di storia: 1991, sono passati due anni dal successo di Char's Counterattack, e si sta pensando di creare una nuova storia di Gundam, che possa essere un nuovo inizio per tutti, nuovi e vecchi, che però porti avanti le tematiche di un tempo e che possa far parte della legacy. Nasce così F91, ambientato nel UC 0122, serie tv in cui... Serie tv!? Inizialmente così doveva essere, se decide però di creare una saga cinematografica, tre film, nel primo dei quali vengono condensate le sceneggiature dei 13 episodi già scritti.
Viene rimessa su la squadra originale (Tomino, Yasuhiko, Okawara) e una megaproduzione che non bada a spese. Tomino però è in fase depressiva acuta, che non si risolverà fino a metà degli anni '90.
Trama: UC 0122, l'esercito di Crossbone Vanguard, che porta avanti gli ideali dell'aristocrazia spaziale, attacca Frontier IV, la colonia dove vive il nostro protagonista Seabook Arno, facendo una strage. Un gruppo di sopravvissuti scapperà verso Frontier I, rifugiandosi sulla nave Space Ark e aiutando la resistenza, scoprendo che le loro vite sono legate a doppio filo con questa guerra, alcuni da una parte, altri dall'altra, come Cecily, in realtà figlia di Carozzo Ronah, vero cattivo del film.
Dove però il film vince a mani basse è la realizzazione tecnica, l'F91 è uno dei migliori Gundam visti finora, Carozzo fa veramente paura, e l'animazione è a livelli stratosferici. Veramente, passerete metà film con la mascella spalancata per quanto sia fatto bene.
Una nota su Carozzo, che per quanto non pienamente caratterizzato, sarebbe potuto essere il vero erede di Char se espanso come personaggio, [Spoiler] nel finale muore quindi ciccia, passiamo avanti [/spoiler].
Il finale è fortunatamente non così sbrigativo come si potesse temere, anzi, è emozionante e fantascientifico il giusto. Peccato che sia monco, con la scritta finale "Questo è solo l'inizio" che sembra più una presa in giro a posteriori.
Registicamente Tomino si dedica tantissimo ad inquadrature ampie, campi lunghi, concendosi spazio spesso per azioni spettacolari. Una delle sue migliori opere da questo punto di vista.
Ah, ci sono alcuni rimandi estremamente evidenti a Star Wars, sia nelle musiche sia nella storia, che già era "citato" sin dall'inizio, ma mai così esplicitamente (a parte il discorso delle spade).
Lati negativi: Oltre alla seconda parte molto sbrigativa bisogna segnalare tantissimi personaggi inutili o monodimensionali. Solo 3-4 personaggi sono veramente caratterizzati, per gli altri suppongo si puntasse sui mai realizzati seguiti. Ci si perde proprio tra i vari personaggi che ci sembrano tutti uguali e nomi che si fa fatica a memorizzare, acuendo la sensazione di stordimento durante la seconda parte.
Risultati: Un flop, il che porterà alla cancellazione dei due seguiti annunciati, lasciando la trilogia incompleta. Nessun film cinematografico con materiale inedito riguardante Gundam verrà realizzato fino al 2010! Tomino riadatterà le trame lasciate in sospeso in Crossbone Gundam, fumetto da lui scritto (disegnato da Yuuichi Hasegawa) che però ancora sto leggendo, quindi ne riparliamo più avanti. Questo film è però il primo vero tentativo di ricominciare con Gundam, e per quanto sia un flop porterà la Sunrise a provarci insistentemente, iniziando a progettare gli universi alternativi che finiranno per diventare lo standard del marchio.
Come recuperarla: In italiano esiste in DVD e Blu-Ray editi da Dynit, che si fregiano anche di un doppiaggio decente. Prendetevi la versione in alta definizione che ne vale veramente la pena.
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sabato 28 dicembre 2013
Model Suit Gunpla Builder Beginning G [Piovono Mobile Suit]
Trama: Haru è un ragazzo come tanti altri, un giorno viene accompagnato dal padre a vedere il Gundammone in scala 1/1 di Odaiba, rimane fulminato! "Lo voglio anche io!" Siccome un gunpla 1/1 sarebbe un po' difficile da realizzare si deve accontentare del 1/144 del Beginning G, ispirato al Victory 2, un modello che pare decisamente raro. Ma non solo si dedica a costruirlo, siccome siamo in un anime i gunpla vengono usati per delle battaglie: scannerizzati e immersi in una realtà virtuale si combatte come se ci si trovasse sul campo di battaglia. I migliori combattenti sono conosciuti come Gundam Meister, e siccome il nostro protagonista è un tipo poco ambizioso dopo 10 minuti di storia vuole diventarlo anche lui.
Cosa ne viene fuori: Quella che temevo sarebbe stata una bella ciofeca è invece una serie divertente, dal ritmo serratissimo per il poco tempo a disposizione, ma comunque capace di delinare abbastanza bene non solo il protagonista, ma anche tutto il cast di supporto. Per quanto il mecha sia ovviamente più giocattoloso del solito le battaglie sono comunque ben fatte e anzi, la battaglia finale è veramente spettacolare. Certo, non ci sono grandi archi narrativi, tragedie o simili, ma ci si emoziona comunque durante la visione. Il finale, con la grande battaglia campale [spoiler] che non mostra il vincitore [/spoiler] è più coraggioso di quanto non fosse dovuto.
Lati negativi: Il principale "antagonista", Boris Schauer, è insomma, un po' ridicolo, anche per gli standard giocosi della serie. Vestito in maniera un pochino esagerata, sempre con gli occhiali da sole e gira a cavallo! Se si voleva creare la versione camp di Char ci si è riusciti appieno, se si voleva creare un personaggio interessante si è falliti su tutta la linea. Il suo Gundam però è veramente spettacolare. Per il resto nulla da segnalare.
Risultati: 45 minuti di intrattenimento ben fatto, la serie fornirà l'ispirazione per Build Fighters, che però non è ambientata nello stesso universo, e poco altro. Il regista si vedrà affidato Valvrave, nuovo successone targato Sunrise.
Come recuperarla: In italiano è disponibile solo il fansub ad opera del gruppo SubZero
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domenica 1 dicembre 2013
Il Contrattacco di Char [Piovono Mobile Suit]
Un po' di storia: 1988, la terza serie tv di Gundam (ZZ) si è conclusa da più di un anno, chiudendo quasi tutte le sottotrame aperte nel tempo, sistemando il fato di buona parte dei personaggi. Tranne due, fondamentali. Che fine ha fatto Char Aznable/Quattro Bajeena dopo la fine di Zeta? La lavorazione del film inizia addirittura durante la realizzazione di ZZ, da cui Tomino scorpora le apparizioni di Char e Amuro per metterle nel film. La crew è più o meno la stessa di ZZ, solo con tanti soldi in più, anche se come stile siamo molto più vicini a zeta.
PS: sono abbastanza convinto che questa dovesse essere la parte finale di ZZ, con Char al posto di Glemy. Tomino ha dichiarato che Char doveva apparire in ZZ ma che è stato tagliato dopo l'approvazione del film, ma per il resto sono solo speculazioni personali.
Trama: La storia è la seconda guerra di Neo Zeon, Char è sopravvissuto ed è tornato, a capo del rinnovato Neo Zeon, con un apocalittico piano: trasformare la terra in un pianeta invivibile, per costringere gli esseri umani ad emigrare in massa nello spazio, per potersi finalmente evolvere e poter vivere in pace gli uni con gli altri*. Amuro invece è convinto che la pace possa raggiungersi solo con la pace, che per comprendersi bisogna essere gentili e aperti al prossimo. Per dimostrarlo progetta un robot di 23 metri capace di spazzare via eserciti interi, pensate se fosse state a favore della guerra che avrebbe fatto.
Essendo un film di due ore capirete che non ci sono lunghissime trame e sottotrame da sviluppare, anzi, ci sono meno elementi di quanto si spererebbe (sarebbe stata una buona occasione per svelarci che fine aveva fatto Mineva, dovremo aspettare il 2011 con Unicorn per saperlo).
*Scritta così sembra il Third Impact di Evangelion, e in effetti tra NGE e Gundam ci stanno tantissimi collegamenti (così come con Ideon, altra opera di Tomino) che ho intenzione di tornarci sopra prima o poi.
Cosa ne esce fuori: Innanzitutto visivamente parlando è una delle opere migliori viste finora, il budget per un film cinematografico è decisamente maggiore di quello di una serie televisiva, permettendo a Tomino di sbizzarrirsi e di non doversi limitare. Per 23 anni il film è stato la conclusione del conflitto tra Zeon e la terra, degnissima conclusione in ogni caso, con un Char meraviglioso, vero protagonista, anche se lo screentime è meno di quanto si potrebbe pensare, e Amuro finalmente adulto ed eroico. Il protagonista originale di Gundam è infatti al suo apice, niente più insicurezze, sa cosa vuole, sa come deve fare, non solo è disposto a salire sul Nu Gundam, ma lo progetta lui stesso. Non è il personaggio perfetto, anzi, è comunque incapace di gestire relazioni amorose e di stringere legami duraturi, dimostrandosi introverso e tridimensionale, ma è questa volta un comandante, un condottiero, capace di convincere persino i suoi avversari ad aiutarlo. Char è quello che ne esce un po' più a pezzi invece, fallisce il suo piano su tutta la linea, e per quanto carismatico e possente, ottimo oratore e pronto a sacrificarsi per il bene supremo è lui quello ad essere rimasto più aggrappato al passato e a non essere cresciuto fino in fondo, incapace di distaccarsi da Lalah, incapace di [spoiler sul finale] essere emotivamente indipendente, se per Amuro Lalah era l'amore per Char era la figura materna, alla fine scopriamo che tutta la storia di Char è riassumibile in "figure genitoriali assenti" [/spoiler].
Un finale eroico e grandioso, commovente quasi, per due personaggi amatissimi e per una saga che da questo momento in poi si concederà a nuovi nemici, nuove storie e persino nuovi universi.
Se per quanto riguarda la regia ci si potesse aspettare un ritorno ai fasti di Zeta ci si trova invece una regia cruda, che non concede nulla allo spettacolo e, per quanto cinematografica, quasi documentaristica. A volte Tomino sembra come se fosse talmente abituato alla "gabbia" del 4:3 da essere quasi disorientato dal 16:9, dopo due film avrà il problema inverso con Victory.
Lati negativi: Uno sviluppo un po' incostante, che si concentra su alcuni personaggi di cui tutto sommato a conti fatti importa poco (Quess, Hataway), che si fa prendere un po' troppo la mano dalle morti facili. La morale di fondo è un po' ambigua. In generale però è difficile rimanere insoddisfatti da questo film, non all'altezza magari dei punti più alti della saga, ma degnissima conclusione.
Risultati: Non so se sia stato un successo o no, ma considerando che il successivo lavoro su Gundam sarà nuovamente un film cinematografico opterei per "è stato un successo". L'opera è stato, come già detto, una conclusione per le varie trame per tantissimo tempo (e Unicorn sembra più un epilogo che un nuovo inizio) e le opere successive si concentreranno tutte su nuove storie. Per la prima volta in Gundam assistiamo a delle immagini generate al computer, anche se solo per 5 secondi e basta, una colonia che ruota.
Per i fan è un'opera abbastanza controversa, molti considerano il Char del film troppo distante da quanto visto finora e molti altri semplicemente non gradiscono la trama. Ovviamente è considerato imprescindibile un po' da tutti.
Note a margine: Il film si collega principalmente alla serie originale, come se in mezzo più che due serie ci fosse stato giusto qualche piccolo evento e Zeta e ZZ vengono giusto citate in un paio di dialoghi. Ci sono ancora tantissimi errori su come funziona la fisica in assenza di aria ma ogni serie corregge meglio il tiro. I mobile suit controllati mentalmente iniziano ad essere lo standard.
Zeon passa dall'essere un riferimento al nazismo ad essere un riferimento all'URRS.
Solo tre film cinematografici inediti di gundam sono stati rilasciati finora: questo (1988), F91 (1991) e Gundam 00: A Wakening of the Trailblazer (2010).
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martedì 26 novembre 2013
Mobile Suit Zeta Gundam [Piovono Mobile Suit]
Un po' di storia: 1985, gli anni '80 scorrono tranquilli, e l'animazione giapponese vive una nuova giovinezza, grazie ad opere più complesse ed adulte che piano piano abbandonano la narrazione episodica per concedersi a storie di ampio respiro. Tomino dopo il successo di Gundam per alcuni anni si è dedicato ad altre serie, senza mai sfornare un nuovo successo e senza mai riuscire a ritagliarsi lo stesso spazio nel cuore dei fan. Anche se ci sono cose meritevoli (Ideon?) non è comunque riuscito a fare il bis di Gundam. Finora.
Finalmente però la Sunrise decide di sfornare un seguito della serie classica. Di riprendere in mano i personaggi, aggiungerne di nuovi, creare una nuova trama, che sia appetibile per i nuovi spettatori ma che possa piacere ai vecchi, che coniughi spettacolo e poesia, drammaticità e avventura.
La squadra della produzione è di nuovo quella del Gundam originale, con alcune aggiunte e più esperienza. I soldi sono di più.
Trama: 7 anni dopo la guerra di un anno (0086 UC) la federazione terrestre si è indebolita e le colonie vengono governate col pugno di ferro e sfruttate. Il braccio armato della federazione sono i Titani, creati per eliminare le rimanenze di Zeon sono diventati una vera e propria forza armata che può violare la legge come vuole. Per contrastare lo strapotere dei Titani e difendere gli spazionoidi nasce l'AEUG, una forza armata indipendente a cui piano piano di uniscono sempre più personaggi.
All'AEUG si unisce anche Kamille Bidan, dopo aver rubato il Gundam Mark II, geniale newtype responsabile anche della progettazione dello Z Gundam.
Anche se la trama vede il ritorno di personaggi come Amuro, Hayato, Frau e tanti altri la narrazione si concentra principalmente sui nuovi protagonisti, ad esclusione di Char, vero coprotagonista, e sullo scenario globale piuttosto che sugli eventi della singola nave.
Cosa ne esce fuori: Dietro due sigle non proprio esaltanti, rimpiazzate nel mercato occidentale da una musica orchestrale (Zeta's Pulse) decisamente più adatta, ci sono 50 episodi densissimi. La storia inizia col botto e prosegue sempre molto rapidamente. Il cast è enorme e enorme è anche la quantità di mobile suit che si vedono sugli schermi. La serie non solo riesce ad essere all'altezza dell'originale, ma da alcuni punti la supera persino. Il design è sicuramente migliore e, per quanto Tomino sia costretto a prendere alcune strade dalla produzione, la storia è ben più complessa e profonda di quanto ci si potrebbe immaginare da una serie di robot trasformabili. Nonostante la densità ci si prende tutto il tempo necessario a raccontare i vari sviluppi, lo Zeta arriva infatti solamente a metà serie, nonostante sia il titolare, questo permette di continuare a narrare la parentesi "terrestre" delle avventure del nostro protagonista. Alcuni personaggi si prendono lunghe pause spesso durante la serie ed altri hanno uno spazio minore di quanto si vorrebbe, schiacciati dalla grande quantità di eventi da narrare.
Non contenti ad un certo punto sbucano anche le forze di Neo Zeon, capitanate da Haman Karn, trasformando il conflitto in uno scontro a 3 fazioni. Alcuni personaggi sono memorabili, e se Char è, nuovamente, il top, Paptimus Scirocco e Haman Karn gli tengono testa come pochi altri hanno saputo, e sapranno, mai fare.
Il mecha è probabilmente il mio preferito tra tutte le serie gundamiche e le battaglie sono grandiose, i mobile suit sono pesanti, possenti, grandiosi, eppure sempre macchine, sempre ancorati, ai "real robot" (anche se ci sono delle concessioni, soprattutto nel finale). Ci si inizia a svincolare dalla narrazione episodica, anche se, probabilmente per motivi di marketing, una battaglia ad episodio è d'obbligo per lo Z, che però risulta meno invincibile del suo predecessore.
Lati negativi: Gli ultimi episodi sono troppo compressi, gli eventi si susseguono vorticosamente e la necessità di chiudere tantissime trame e sviluppi porta ad episodi fin troppo pesanti, a sviluppi troppo rapidi e salti logici che costringono lo spettatore a dover completare da solo il puzzle, immaginando i pezzi mancanti. Alcuni personaggi vengono trascurati, altri muoiono prima di aver concluso il loro percorso e, anche se sono colpi di scena che rimangono, dispiace per quello che avrebbero potuto ancora dare. Su tutti [spoiler] Katz, che sarebbe stato perfetto per proseguire la legacy [/spoiler].
La serie è monca, se lo scontro con i Titani e con Scirocco viene risolto appieno Haman Karn e Neo Zeon rimangono una questione aperta che sarà risolta, in maniera non eccelsa, solamente in ZZ, terza serie tv. Il finale, per quanto bellissimo, [spoiler] concede un po' troppo al lato "super" dello Z e forse si presenta un po' troppo triste, per quanto non del tutto inaspettato visto l'andazzo della serie [/spoiler].
Kamille, per quanto sia un bel protagonista, non riesce a fare breccia come Amuro e, proprio come Amuro, troppo spesso si fa fregare la scena da Char.
Risultati: La serie per quanto avesse tutto sommato raggiunto gli obiettivi prefissati non raggiunge il successo pronosticato, per quanto al momento rimanga l'unica serie di Gundam ad aver superato il 10% di share alla prima messa in onda, e questo spingerà ad cambiare totalmente stile con la successiva ZZ. La serie è uno snodo essenziale per capire il futuro dello UC, imprescindibile per chi vuole avventurarsi nella visione di ZZ e Unicorn, è una serie che inoltre getta alcuni semi che vedremo espandersi seguendo l'evoluzione della linea temporale. Lo Zeta è tutt'ora uno dei più apprezzati Gundam e la serie rimane un must per tutti i fan.
Note a margine: La serie punta un po' più al realismo spaziale, ma ci sono comunque tantissime imprecisioni (alcune delle quali saranno risolte dalla serie successiva), su tutte i liquidi che scorrono dai rubinetti a gravità zero. I robot trasformabili per quanto belli da vedere non hanno senso fuori dall'atmosfera, se non forse per una questione di manovrabilità, così come non ha senso tenere i motori accesi per continuare a muoversi, ma capisco la questione visiva in questo caso: sullo schermo una nave nello spazio con i motori spenti sembrerebbe immobile. Spegnerli non significa rallentare, in ogni caso.
Come recuperarla: In Italia è stata trasmessa da Mediaset, prima sul canale Hiro e poi in chiaro su Italia 1, ma mai editata in DVD, l'unico modo per vederla in italiano è dunque rivolgersi ad internet.
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