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giovedì 27 marzo 2014

Captain America, Il Soldato d'Inverno - Recensione

Come qualcuno già saprà sono un Marvel-fan già da tempo, seguo i fumetti da ormai 15 anni e ho visto praticamente tutti Marvel Movie al cinema, ma nonostante questo il primo film sul capitano era sicuramente il più debole della fase uno di Avengers, non che fosse tutto da buttare, ma è stato quello che mi è piaciuto di meno.
Quindi questo secondo film era tra quelli di questa fase che meno attendevo probabilmente, insomma, i guardiani della galassia stimolava in me molto più interesse. E invece questo film è stato una sorpresona.
Partiamo dal fatto che anche se hanno mantenuto la pronuncia originale del nome nel film lo chiamano praticamente sempre "il capitano", evitanto brutti effetti di doppiaggio.
La storia è un mix tra i concept del ciclo di Brubaker e di Secret Warriors di Hickman, e siccome ha degli elementi di mistero e dei plot twist non indifferenti, anche se un paio prevedibili, non mi dilungherò troppo descrivendovi la trama, sappiate che comunque è abbastanza priva di buchi e di dispersioni, che appaiono molti personaggi classici della mitologia del personaggio e che tutti i tasselli vanno al loro posto senza che vi troviate a pensare "ma che cazzata" in continuazione.
Il ritmo è sempre molto alto, non ci sono scene superflue e anzi, piuttosto ci si chiede come facciano i nostri protagonisti a fare così tante cose in così poco tempo. Cap trova anche il tempo di rimettersi l'orrido costume indossato nel primo film, peccato perché quello nuovo mi piaceva molto.
Il film presenta in realtà un intero gruppo di protagonisti e non il solo capitano, a partire dalla Vedova Nera, che è forse il miglior personaggio del mazzo, e di cui adesso voglio un film a solo assolutamente, passando per Falcon, che viene introdotto in questo film, e finendo ovviamente con Nick Fury. Il Soldato d'Inverno in realtà non compare molto e a livello di estetica mi è piaciuto ed è abbastanza rispettoso del design fumettistico.
Il livello attoriale non è nulla di trascendentale, ma fanno tutti il loro lavoro senza far sembrare il tutto una recita dell'asilo, anche se alcuni, tipo Samuel L. Jackson, sono veramente al minimo storico.
Da un punto di vista registico non avendo materiale per creare un supereroe potente si è scelto di trasformare Cap in un personaggio più dinamico, che corre, salta, insegue, non si stanca neanche per sbaglio, effettua combattimenti ravvicinati piuttosto che spettacolari, insomma un approccio per forza di cose meno epico di quanto sia Thor e meno fantascientifico di Iron Man, ma che unito ad una regia chiara che permette di avere delle scene action ottime.
La mano di Whedon c'è e si sente, ma sono abbastanza convinto che anche i due registi, Anthony e Joe Russo, siano responsabili della riuscita di questo film, e forse anche dell'approccio più televisivo che cinematografico alla pellicola.
Morale della favola: umorismo al minimo, action classica in più punti, regia asciutta, questo film è fatto per piacere a tutti quelli che criticavano i precedenti, e infatti è piaciuto ad Ortolani, ma piacerà anche a tutti quelli che i precedenti li hanno apprezzati.

Nota: il film ho la forte sensazione che sarà essenziale per il proseguimento di Agents of S.H.I.E.L.D. quindi se state seguendo la serie è obbligatorio guardarsi il film.
Nota 2: c'è una scena durante i titoli e una scena dopo i titoli.

mercoledì 19 marzo 2014

Veronica Mars, Il Film - Recensione

Riassunto per chi non ha idea di cosa sto trattando oggi: Veronica Mars è una serie TV andata in onda dal 2004 al 2007 per un totale di 3 stagioni, che parla di una ragazza che aiuta il padre detective privato in alcuni casi e se ne procura altri da sola, è stata cancellata lasciando un finale abbastanza monco e nonostante fosse molto apprezzata dalla critica ed avesse una fanbase molto solida non è riuscita a vedere un nuovo sbocco per anni. L'anno scorso Rob Thomas ha lanciato su kickstarter una campagna per raccogliere i fondi per fare un film, e boom, soldi raggiunti subito e parte la produzione! Uscito nei cinema in america il 14 marzo è disponibile in digital download in Italia, doppiato.
Cosa rendevala serie così bella? Un cast eccezionale, dei personaggi fantastici, una generale credibilità, un livello di realismo migliore della media, una trama generale intrigante, la miglior protagonista possibile per una serie del genere.

Sigla!
 
Il film inizia con il riassunto degli eventi principali che hanno dato origine alla serie, senza fornire spoiler su di essa, e tutto il film, tranne un paio di volte, eviterà di fornire spoiler sui casi e sulle trame delle stagioni. Ovviamente ci sono grossi spoiler sui personaggi e sulla loro evoluzione, ma questo è inevitabile.
Sono passati 9 anni dalla fine della serie, visto che nel film sono passati 10 anni dalla fine delle superiori e la terza era il primo anno di università della protagonista, e piuttosto che spiegarci cosa è successo, il film per tutto il tempo continuerà a suggerirci cosa è successo senza mai perdere tempo a raccontarci troppo. Il film non solo tiene conto che in 9 anni, 10 per alcuni che non vedevamo dalla seconda stagione, i personaggi sono cambiati, andati, avanti, evoluti talvolta in maniera radicale come può succedere nella vita vera, ma nessuno si sente mai in dovere di fare un riassunto per lo spettatore, si ovviamente alcuni buchi vengono riempiti, ma è sempre funzionale alla trama.
Il film parte con Veronica che è ad un colloquio per un importante studio legale di New York, dove vive da alcuni anni, insieme al suo ragazzo con cui sta insieme dall'università.
Logan, la sua vecchia fiamma e per un periodo praticamente coprotagonista della serie, è accusato di omicidio, Veronica decide di andare per un paio di giorni in California, tornare nella sua città natale, Neptune, per aiutarlo. Rimarrà invischiata in un caso di omicidio a cui nessuno è interessato a venire a capo, in cui la polizia, corrotta, ha già emesso la sentenza, e le nuove prove vengono ignorate.
Veronica torna ad investigare come ai bei vecchi tempi e ovviamente risolverà il caso, guidandoci nel frattempo nei meandri di questa cittadina.
Il caso è ovviamente l'occasione per guidarci da molti dei vecchi personaggi, cogliendo l'occasione anche per comparsate di altri attori, per presentare nuovi personaggi e per portare avanti e farci ritrovare dei personaggi amatissimi.
Gli attori dal canto loro ci mettono tutto l'impegno possibile, sarà che molti dopo di questa serie non hanno avuto molte altre occasioni ma cavolo, sono tutti molto molto bravi, Kristen Bell su tutti, che se ha girato questo film subito dopo la gravidanza e quindi non è più la bomba che ci ricordavamo e non è più bella bella bella in modo assurdo ma solo bella bella bella, rimane comunque un'attrice che non mi spiego come mai non sia diventata famosissima.
Gli altri attori, anche se spesso hanno parti molto brevi, sono comunque sempre in parte, come se in questi 7 anni non avessero fatto altro che prepararsi a questo film. Alcuni personaggi hanno delle evoluzioni un po' brusche, ma di nuovo giocano a favore i sottintesi e chissà cosa è successo in questi anni.
La protagonista stavolta viene trattata in maniera un po' più schietta dalla sceneggiatura, è a conti fatti una drogata di adrenalina, lei lo ammette, e lo ammette seriamente e senza ironia.
Quello che purtroppo è un tasto dolente è la messa in scena, è tutto molto televisivo, questo sia a causa del piccolissimo budget, sia a causa di una regia che decide di essere abbastanza minimalista, non ci sono guizzi, non c'è inventiva, tutto, tranne le musiche, scorre appoggiandosi sugli attori e su una sceneggiatura che non presenta buchi e che soprattutto ha degli ottimi dialoghi, come quello finale tra Veronica e Logan che mi ha fatto venire i brividi.
Il film è un film pagato dai fan fatto per i fan, ma è godibilissimo anche da chi non ha mai visto neanche un episodio, certo, alcuni passaggi e personaggi potrebbero risultare incomprensibili, tipo Dick, e molte battute sono fatte esclusivamente per i fan, ce n'è una addirittura sul pilot di 5 minuti della quarta stagione che neanche è mai stato trasmesso in tv, una chicca per drogati. Ma se siete digiuni di Veronica e vi dovesse capitare di guardarlo non ne rimarrete delusi.

In conclusione un film fatto per i fan ma con una sua anima, con tante belle scene, una bella storia e una bella protagonista.
Consigliato a tutti, essenziale per i fan.

PS: la citazione del pilot è un momento metacinematografico, vi accorgerete del perché se vedrete il film, ed è il secondo, ad inizio film c'è un tizio con una chitarra che canta in strada la sigla della serie e Veronica lo guarda stranita :D

lunedì 27 gennaio 2014

Street Fighter 2 - The Animated Movie [L'Angolo delle Cose Perdute]

L'Angolo delle Cose Perdute è lo spazio in cui il vostro Esploratore tira fuori dal cassetto opere dimenticate ma meritevoli di una visione per i motivi più disparati.

Street Fighter II è il gioco che ha praticamente inventato il picchiaduro come lo intendiamo adesso. È stato un successo mondiale che ha dato il via ad un marchio che tutt'ora continua a vendere e che ha sfornato una quantità di videogiochi enorme.
Parallelamente esiste anche tutta una serie di produzioni animate e live-action che qua in Italia non hanno mai fatto breccia nel pubblico. Oltre ai due film con attori in carne ed ossa, tremendi entrambi, si sono una serie animata di 26 episodi, Victory, e ben 4 lungometraggi: Alpha, Alpha Generations, The Ties That Bind e quella di cui andiamo a parlare oggi.
Ho scelto questo per due motivi: è l'unico doppiato in italiano, è il migliore.
NOTA: Non è in alcun modo legato al live action. Per fortuna.

Contestualizzazione storica: 1995, Street Fighter 2 è uscito 3 anni prima ed è il più grande successo che la Capcom abbia mai visto. Riproposto in una marea di salse differenti aggiungendo ogni volta un paio di personaggi è una macchina per fare soldi. Si decide di fare il grande passo: portare la serie al cinema.

Ora, la trama in un picchiaduro è una cosa abbastanza accessoria di solito, e SF non faceva eccezione. I personaggi avevano tutti un certo carattere ma non è che ci fosse qualcosa di serio dietro.
Il film è uguale.

La più o meno trama: Bison vuole reclutare Ryu, che gira per il mondo per allenarsi. Altri personaggi vogliono ostacolare Bison. Più o meno è tutto qui.

Visto che il film dura un'ora e mezza, cosa succede? Botte. Tante botte.
Il film presenta tutta una serie di combattimenti coreografati ed animati benissimo in cui vengono messi in mostra tutti i personaggi del gioco. Alcuni fanno delle semplici comparsate ma ad alcuni sono dedicati dei combattimenti lunghissimi e fantastici.

Una delle cose che non ho mai capito è perché nei film e nelle opere tratte dai picchaduro si tenti di aggiungere una trama, che spesso finisce per rubare spazio a quello che dovrebbe essere la sostanza: le botte. Cioè, se mi vado a vedere Street Fighter non voglio un'ora e mezza di gente che parla a vuoto, voglio vedere gente che combatte.

Questo film non presenta sicuramente questo problema, anzi, è talmente improntato per piacere ai fan del gioco che alcuni combattimenti diventano veramente fini a se stessi se non si conoscono i personaggi.
Se non c'è trama e non ci sono personaggi si finisce per avere un prodotto improntato bene o male solamente ai fan del gioco o a chi capisca chi sono i personaggi sullo schermo.

Il mio personaggio preferito è Ciccio, c'è nel film? Si, e a meno che tu non sia l'unica persona che ha come preferito Dee Jay ha anche un combattimento soddisfacente.

Il finale: una sequenza di combattimenti che coinvolge svariati personaggi, che domande.

Perché dovrei vederlo e non lasciarlo nel dimenticatoio? Perché è il miglior prodotto uscito col marchio di Street Fighter che non sia un videogioco.

Cosa resterà? Il film godrà di una diffusione internazionale e darà il via a tutte le altre produzioni animate della saga.

Come vederlo: Su YouTube c'è il film completo, altrimenti potete pescare nel torrente. Ma in italiano non si trova a grande qualità.

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domenica 19 gennaio 2014

Mobile Suit Gundam F91 [Piovono Mobile Suit]


Un po' di storia: 1991, sono passati due anni dal successo di Char's Counterattack, e si sta pensando di creare una nuova storia di Gundam, che possa essere un nuovo inizio per tutti, nuovi e vecchi, che però porti avanti le tematiche di un tempo e che possa far parte della legacy. Nasce così F91, ambientato nel UC 0122, serie tv in cui... Serie tv!? Inizialmente così doveva essere, se decide però di creare una saga cinematografica, tre film, nel primo dei quali vengono condensate le sceneggiature dei 13 episodi già scritti.
Viene rimessa su la squadra originale (Tomino, Yasuhiko, Okawara) e una megaproduzione che non bada a spese. Tomino però è in fase depressiva acuta, che non si risolverà fino a metà degli anni '90.

Trama: UC 0122, l'esercito di Crossbone Vanguard, che porta avanti gli ideali dell'aristocrazia spaziale, attacca Frontier IV, la colonia dove vive il nostro protagonista Seabook Arno, facendo una strage. Un gruppo di sopravvissuti scapperà verso Frontier I, rifugiandosi sulla nave Space Ark e aiutando la resistenza, scoprendo che le loro vite sono legate a doppio filo con questa guerra, alcuni da una parte, altri dall'altra, come Cecily, in realtà figlia di Carozzo Ronah, vero cattivo del film.

Cosa ne esce fuori: condensare 13 episodi in 2 ore non è un'impresa semplice, e per quanto la prima metà riesce ad essere fluida ad un certo punto gli eventi iniziano a succedersi troppo rapidamente, lasciando la sensazione che qualcosa manchi nel mezzo. Troppi personaggi per essere gestiti, troppi eventi per potersi districare. Tomino per quanto non fosse il ritratto della felicità nelle precedenti opere, qua è veramente depressivo: i morti sono tanti e presenti dall'inizio, non c'è speranza, i rapporti familiari fanno sempre e comunque schifo, gli esseri umani fanno schifo, i cattivi fanno schifo. C'è un po' di speranza nel finale, ma non troppa comunque.
Dove però il film vince a mani basse è la realizzazione tecnica, l'F91 è uno dei migliori Gundam visti finora, Carozzo fa veramente paura, e l'animazione è a livelli stratosferici. Veramente, passerete metà film con la mascella spalancata per quanto sia fatto bene.
Una nota su Carozzo, che per quanto non pienamente caratterizzato, sarebbe potuto essere il vero erede di Char se espanso come personaggio, [Spoiler] nel finale muore quindi ciccia, passiamo avanti [/spoiler].
Il finale è fortunatamente non così sbrigativo come si potesse temere, anzi, è emozionante e fantascientifico il giusto. Peccato che sia monco, con la scritta finale "Questo è solo l'inizio" che sembra più una presa in giro a posteriori.
Registicamente Tomino si dedica tantissimo ad inquadrature ampie, campi lunghi, concendosi spazio spesso per azioni spettacolari. Una delle sue migliori opere da questo punto di vista.
Ah, ci sono alcuni rimandi estremamente evidenti a Star Wars, sia nelle musiche sia nella storia, che già era "citato" sin dall'inizio, ma mai così esplicitamente (a parte il discorso delle spade).

Lati negativi: Oltre alla seconda parte molto sbrigativa bisogna segnalare tantissimi personaggi inutili o monodimensionali. Solo 3-4 personaggi sono veramente caratterizzati, per gli altri suppongo si puntasse sui mai realizzati seguiti. Ci si perde proprio tra i vari personaggi che ci sembrano tutti uguali e nomi che si fa fatica a memorizzare, acuendo la sensazione di stordimento durante la seconda parte.

Risultati: Un flop, il che porterà alla cancellazione dei due seguiti annunciati, lasciando la trilogia incompleta. Nessun film cinematografico con materiale inedito riguardante Gundam verrà realizzato fino al 2010! Tomino riadatterà le trame lasciate in sospeso in Crossbone Gundam, fumetto da lui scritto (disegnato da Yuuichi Hasegawa) che però ancora sto leggendo, quindi ne riparliamo più avanti. Questo film è però il primo vero tentativo di ricominciare con Gundam, e per quanto sia un flop porterà la Sunrise a provarci insistentemente, iniziando a progettare gli universi alternativi che finiranno per diventare lo standard del marchio.

Come recuperarla: In italiano esiste in DVD e Blu-Ray editi da Dynit, che si fregiano anche di un doppiaggio decente. Prendetevi la versione in alta definizione che ne vale veramente la pena.

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martedì 3 dicembre 2013

Hard Target - Senza Tregua [L'Angolo delle Cose Perdute]

L'Angolo delle Cose Perdute è lo spazio in cui il vostro Esploratore tira fuori dal cassetto opere dimenticate ma meritevoli di una visione per i motivi più disparati.

1993.
John Woo arriva ad Hollywood.
Uno dei più importanti e bravi registi di Hong Kong tenta il grande passo e si lancia nel suo primo film occidentale.
Jean Claude Van Damme tenta di passare dai film d'arti marziali ai film d'azione a tutto tondo.
Sarà un disastro.

Contestualizzazione storica. Jean Claude Van Damme è già entrato nel cuore di tutti gli appassionati di arti marziali, ma il mondo del film d'azione puro ancora non è stato conquistato. John Woo invece è profeta in patria. JCVD riesce a convincere il secondo a farsi produrre un film nel mercato occidentale. Il film in questione è, ovviamente, Hard Target, Senza Tregua per gli italiofoni.

Perché un film con Van Damme protagonista girato da John Woo è finito nell'Angolo?
Perché il film non se l'è filato nessuno.

Andiamo con ordine. Il film è una storia abbastanza standard, una ragazza, Yancy Butler in versione carina, è a New Orleans per cercare suo padre, scomparso nel nulla, dovendo cercarlo tra i barboni chiede a JCVD, ex soldato ora scaricatore di porto, di accompagnarla, ovviamente sotto compenso.
I cattivi della situazione sono Arnold Vosloo e Lance Henriksen, che organizzano battute di caccia per ricchi annoiati. Battute di caccia in cui le vittime sono ex soldati ormai disperati.

Sviluppo. Beh, la prima metà è discretamente noiosa, non succede molto e i personaggi positivi agiscono decisamente in balia degli eventi, anche la messa in scena lo rende un film a RidottoNumeroDiColombe© compensate dai piccioni. Woo non è decisamente a suo agio a NO, che trasforma in un'anonima città calda, e la sceneggiatura soffre di una cerca lentezza, data principalmente dalla necessità di prendere tempo.
Fortunatamente è nella seconda metà che il film si risolleva clamorosamente quando finalmente è JCVD a diventare la preda e a dimostrare a tutti quanti che stavolta hanno puntato troppo in alto.
Nel film è tutto esagerato, tutto esplode, i proiettili sferragliano anche sul legno, la gente vola via come nulla fosse, ogni volta che si spara si svuotano caricatori, ogni calcio è alto, acrobatico e micidiale.
Il film andrebbe visto skippando veloce la prima metà, per godersi il crescendo della caccia, che culmina in un deposito di sculture in cartapesta veramente inquietante.

Van Damme! Dovete sapere che Van Damme è il mio feticismo per i film d'azione. Se nel film c'è lui, io sono bendisposto a vederlo, fosse anche la peggior vaccata del mondo. Il motivo è la sua acrobaticità e contemporaneamente fisicità. Non è un mingherlino che tira calci veloci, non è un omone incapace di muoversi, lui tira calci alti, acrobatici e possenti. E poi c'ha il viso simpatico.
Ovviamente non è che sia mai stato nè il miglior atleta del mondo, nè un grande attore, ma comunque di solito riesce a portare il film a casa senza strappare risate involontarie. Anche questo film non fa eccezione, le sue facce sono mediamente credibili, e fisicamente stavolta si supera proprio. Oltre a dedicarsi alle arti marziali per la prima volta fa un massiccio uso di armi da fuoco, fa esplodere tutto, cavalca motociclette, salta su macchine in movimento, e fa salti mortali a casaccio. Tutto nello stesso film. Metà del film si regge sul fatto che lui è il protagonista. In realtà, e qua iniziano i problemi, se non ci fosse JCVD come protagonista il film non avrebbe proprio senso.

Il film non ha un protagonista. Esatto, il personaggio principale non esiste. Ci sono i comprimari, passabili, ci sono i cattivi, fantastici, ma il protagonista non viene minimamente caratterizzato. Un ex-militare, è buono, ha un passato burrascoso. Fine, non è però un eroe tormentato, non è riluttante, non è insicuro, ma non è neanche uno spaccone, o un cretino. Non è nulla. E se non fosse che lo spettatore sa quanto sia forte JCVD non riuscirebbe neanche a capire la portata della minaccia.
Anche i cattivi oltretutto agiscono nella stessa maniera.
Penso che il motivo principale della noia della prima metà sia proprio il fatto che non c'è un personaggio a portare avanti il film. Si, i due cattivi, soprattutto Henriksen, sono personaggi interessanti, anzi, il suo personaggio è l'unico che abbia una vera evoluzione, da freddo e calcolatore a pazzo furioso, veramente temibile, ma non basta.
Non basta per niente.

Il finale. Il finale è esplosivo e infiammato, letteralmente. John Woo sa come si dirige e sforna una scena grandiosa dopo l'altra, fino allo scontro finale, su cui non vi dico nulla perché dovete vedervelo.
Sappiate comunque che il finale vale la visione dell'intero film.

Accoglienza. Scarsa, il film lasciò insoddisfatti un po' tutti e, per quanto non fu un vero e proprio flop, non rimase nella memoria di nessuno.

Perché dovrei vederlo e non lasciarlo nel dimenticatoio? Perché è un film d'azione favoloso, con una seconda metà veramente bella e coinvolgente, a patto che superiate indenni la prima parte.

Cosa resterà? JCVD inizia la sua carriera nei film d'azione a tutto tondo, e prenderà la strana abitudine di accompagnare autori asiatici nei loro esordi hollywoodiani. John Woo non sfonderà veramente in occidente fino a Face Off, capolavoro indiscusso, presentando poi risultati alterni.
Il film viene dimenticato abbastanza in fretta e rimane giusto tra gli appassionati di film d'azione.

Come vederlo? Pescate nel torrente, penso che al momento sia l'unico modo.

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giovedì 31 ottobre 2013

Thor The Dark World - Recensione


Ta-Dah!
La rece di Thor 2! Essì perché qua in Australia è uscito oggi, e considerando che l'ho visto di mattina e col fuso orario tra i primi a vedere l'alba ho probabilmente visto uno dei primissimi spettacoli in tutto il mondo.
Ma la smetto di bullarmi e vado a parlarvi del film.

Il primo Thor è stato probabilmente il miglior film "a solo" della fase 1, e questo secondo film era carico di aspettative.
Il film, come già Iron Man 3 e Agents of Shield, si prende carico di analizzare le conseguenze di Avengers, parlando in questo caso di quello che fu l'antagonista. Loki è un personaggio importante anche in questo film, fondamentale in più passaggi.
Alla regia questa volta Alan Taylor, che reduce dal Trono di Spade ci regala una regia cruda, epica e spettacolare il giusto, senza indulgere negli effetti speciali. Buona parte della storia per quanto battagliera e con effetti speciali si prende tutto il tempo per parlare di personaggi, delle loro relazioni, di Asgard, di costruire tassello dopo tassello tutto il film, evitando buchi di sceneggiatura ed errori grossolani.
Stupisce un po' in effetti da questo punto di vista quanto poco sia caratterizzato Malekith, mentre gli altri personaggi sono vivi, l'antagonista principale risulta decisamente vuoto, peccato, ma questo è l'unico grosso neo del film.
Per il resto ad un certo punto si schiaccia sull'acceleratore e non ce n'è per nessuno, se finora si erano visti i nove mondi, Asgard battagliera come non mai, il finale è enorme. Epico. Grandioso. Una battaglia finale come raramente se ne sono viste, un Thor vichingo e veramente divino.

Gli attori sono sempre in parte, tutti, nessuno che va sopra le righe e persino Hiddlestone, che potrebbe gigionare quanto vuole, rimane sempre moderato, al servizio della storia.
Gli effetti speciali non deludono per nulla e, anzi, valgono la visione in 3d del film.

Per il resto, che dire, c'è un colpone di scena finale che fa sgranare gli occhi e che purtroppo dovremo aspettare anni per vedere come si sviluppa (Thor 3 è ben lungi dal divenire), le scene dopo i titoli di cosa sono due, una a metà, che introduce al prossimo film Marvel, e una alla fine, che è la vera conclusione del film.

Piacerà a tutti i Marvel Fan, piacerà a tutti quelli che hanno gradito Avengers.
Sono sicuro che i puristi avranno tantissimo da ridire, ma 'sticazzi.

Voto: 8,5/10

venerdì 15 marzo 2013

Seguiti improbabili di film famosi (è tutto vero!)


Ci sono giorni in cui i produttori si svegliano e decidono che è ora di buttare fuori un film, così pescano un nome a casaccio da un grande cesto che contiene i nomi di tanti film più o meno di successo e decidono di farne un seguito. DTV o flopponi, a seconda dei casi.
Voi non immaginate neanche che film sto per tirarvi fuori, fidatevi di me, quello che vedete qui sopra è solo l'inizio. Qui sopra comunque Grease 2 esiste veramente, è l'esordio cinematografico di Michelle Pfeiffer, che ammettiamolo, dopo gli sarebbe andata molto meglio.
Comunque è una cosa immonda, non ho mai finito di vederlo.

mercoledì 20 febbraio 2013

Stupidaggi da dire nei momenti meno appropriati (o informazioni con cui fare i fighi con gli amici)


[Le informazioni qui contenute sono tutte vere, l'unica battuta è messa tra parentesi]

Il cacchio è in realtà il germoglio della vite, o genericamente delle piante rampicanti.

Le mucche sanno salire le scale ma non scenderle (infatti i palazzi sono pieni di mucche all'ultimo piano).

Ad Avignone è illegale l'atterraggio degli UFO.

La criogenia è possibile solo per due tipi di rane le cui membrane cellulari sono così elastiche da non subire conseguenze per l'aumento di volume dell'acqua quando ghiaccia.

Gli U2 sono il gruppo che ha guadagnato di più nella storia della musica, seguono i Rolling Stones e Bruce Springsteen.

Il primo confronto politico in TV fu tra Nixon e Kennedy, dai sondaggi dei giorni successivi emerse che per chi li aveva ascoltati alla radio vinse Nixon, per chi vide la tv vinse Kennedy. Alle elezioni vinse Kennedy.

Il sito porno più visitato del mondo è PornHub con 8 milioni di visite quotidiane.

Pantera Nera è stato il primo supereroe di colore.

James Cameron, regista di Avatar e Titanic, non è statunitense ma canadese.

Prima di diventare attore di film d'azione Bruce Willis faceva il comico al Saturday Night Live.

Magneto degli X-Men da bambino era rinchiuso nei campi di concentramento, significherebbe che nelle storie non potrebbe avere meno di 90 anni.

Nel 1999 la Elah festeggiò il proprio centenario. L'azienda era nata nel 1909, solamente 90 anni prima.

Il vero nome di Chuck Norris è Carlos Ray Norris.

Il fumetto più longevo del mondo è Detective Comics, che viene pubblicato ininterrottamente dal 1934, è stato anche teatro della prima apparizione di Batman a cui è tutt'ora dedicato.

Il fumetto più venduto del mondo è stato invece X-Men #1 del 1991 con più di 7 milioni di copie.

Molte cose che noi riteniamo giapponesi sono in realtà sudcoreane, ad esempio Samsung ed LG, anche il successo Gangnam Style arriva dalla Corea.

L'estinzione dei dinosauri si chiama Estinzione K-T, nella quale sono scomparse il 76% delle specie animali e vegetali sulla faccia della terra.

Rimanendo in tema sono 5 le grandi estinzioni avvenute finora, la prima è avvenuta 450 milioni di anni fa.

Gli eoni sono delle unità geocronologiche, tanto care a H.P. Lovecraft, di durata estremamente lunga, il più breve dura più di mezzo miliardo di anni, in tutta la storia della terra ce ne sono 4.



Se ne avete qualcuna anche voi lasciatela nei commenti...

The Raid - Recensione


Di Gareth Evans
Con Iko Uwais, Joe Taslim e Yayan Ruhian

E vi introduco ad un cinema di cui sono sicuro non sapete nulla: il cinema indonesiano!
Si, state leggendo la recensione di un film indonesiano. Anche se il regista è gallese in realtà.
Aspettate: state leggendo di un film indonesiano mai tradotto in italiano.

Ma perché lo stai recensendo allora!? O_o
Per 2 semplici motivi:
1) Sappiamo benissimo che in questo mondo connesso con tutto non basta la nazionalità e il fatto che non sia stato importato a pregiudicare la visione di un film [infatti io l'ho visto];
2) Il film ha fatto il giro del mondo, è arrivato ai festival internazionali ed è uno dei migliori film d'azione di tutta la storia del cinema. 

Di che parla?
Una forza di polizia deve andare a stanare un gruppo di malavitosi asserragliati all'interno di un palazzo, in questo gruppo c'è Rama, il protagonista, che è un novellino, ha paura e non crede nell'operazione. Il raid del titolo non andrà come previsto e sarà un massacro, toccherà proprio a Rama portare fuori gli ultimi sopravvissuti, tentando inoltre di recuperare "qualcuno".

Come si presenta visivamente?
Un po' grigio e cupo, il palazzo è malridotto e l'atmosfera è spesso da disperazione. La messa in scena non è che sia ricchissima, ma non è necessario che lo sia, e ci sono comunque spari, coltelli e calci. Non violenza esagerata alla Tarantino e neanche le esagerazioni del wuxia. Siamo dalle parti del John Woo pre-hollywood se proprio dobbiamo fare paragoni, ma questo è un film che sarà copiato più di quanto ha copiato.

Cosa ci sarebbe di così eccezionale?
Innanzitutto il fatto che il film è velocissimo e tesissimo, non si perde un istante, tutto è da sudore freddo, le scene d'azione sono velocissime, perfette, derivate dall'unione delle arti marziali del sud-est asiatico con le botte da strada. Ma ci mischiamo una regia più in stile occidentale, più attenta al dettaglio che all'effettaccio, condisci con degli atleti fantastici che sono anche attori discreti e una storia non originalissima ma priva di errori. Seguono 90 minuti di azione.


Le scene d'azione sono così. E questa non è neanche la migliore secondo me, il combattimento finale è uno dei migliori combattimenti che io abbia mai visto. E ne ho visti.

La volete sapere una cosa? Non voglio scrivere troppo su questo film perché non saprei come descrivervelo, quindi date retta a me, procuratevelo, si trova anche subbato, e gustatevelo, dal primo all'ultimo minuto.

Non ve ne pentirete. Il cinema d'azione non vi sembrerà più lo stesso.

venerdì 8 febbraio 2013

Django Unchained - 2012 - Recensione




Di Quentin Tarantino
Con Jamie Foxx, Leonardo Di Caprio, Cristoph Waltz, ma che ve lo dico a fare che tanto su c'è la locandina?

Uuuuuuhhhh, Tarantino fa un western!
Ecco, chiariamo una cosa: Tarantino non ha fatto un western,  Django è un film d'azione e chiacchiere ambientato negli USA di metà '800.

Ne vale la pena?
Non proprio, non vi pentirete dei soldi spesi, però... però...

La trama la conosciamo tutti, però riassumiamo per completezza: Django è un ex-schiavo diventato cacciatore di taglie che vuole riprendere sua moglie. Tutto qui, non c'è molto di più, e normalmente non me ne fregherebbe molto, alcuni dei miei film preferiti hanno una trama più stringata, e meno cambi scena di quelli che si vedono in Django. Ma andiamo con ordine.

Com'è il west?
Perfetto, sembra di starci, di respirare la polvere, la scenografia e i costumi svolgono il loro lavoro come poche volte prima d'ora.

Gli attori?
Bravissimi, tutti quanti, anche le comparse, anche ogni singolo movimento.

La sceneggiatura? Gli effetti speciali? Il caffè!?
Tutto perfetto, davvero, non c'è un elemento fuori posto. Ogni dialogo è perfetto, ogni inquadratura magnifica, ogni scena da antologia.


 In questo film Di Caprio è una ciminiera



Ma quindi il problema dove sarebbe!?
Il problema è proprio questo: è tutto perfetto, troppo perfetto, ad un certo punto l'impianto drammatico è soppiantato dalle scene e si smette di seguire il film, la storia, i personaggi, il dramma, per vedere la bellezza delle scene, la fighezza dei personaggi, la bravura degli attori. Laddove "Bastardi senza gloria" colpiva meglio e ti lasciava a terra, sudavi freddo mentre guardavi quel film, Django ti lascia con un pugno di mosche, non c'è un vero percorso nel film, è un'ammucchiata di belle scene.
Lo consiglio? Non lo so, lo consiglio a chi ha voglia di passare un po' di tempo a vedersi come lavora un bravo regista sulla scena, ma se volete vedere un bel film guardate altrove.

Omaggio, se non avete visto il film c'entra più di quanto pensiate:

giovedì 7 febbraio 2013

Looper - 2012 - Recensione



Di Ryan Johnson
Con Joseph Gordon-Levitt, Bruce Willis

Nel futuro esisterà il viaggio nel tempo, i malavitosi invece di inviare i loro avversari 10 miliardi di anni nel passato, quando neanche esisteva il sistema solare, li inviano 30 anni indietro, vivi. Così qualcuno li ammazza e loro devono anche pagarlo. Pagano in lingottoni d'argento un tizio che sta fermo in piedi e spara quando la vittima appare. Punto. Il lavoro è questo. Il film è tutto così.

Vale la pena vederlo?
No, se accettiamo lo spunto iniziale, completandolo noi con una scusa tipo "la macchina del tempo ha un range di 30 anni", e il lavoro più scemo di tutti i tempi, allora il film inizia anche bene con questa società futuristica vista sempre da lontano, brutta, sporca, piena di droga in gocce per gli occhi e moto volanti. Sono interessanti le chiacchiere sul viaggio nel tempo e le conseguenze dell'interazione tra passato e futuro, anche se già alla prima iniziamo a vedere i paradossi assenti, ma vabbè, è un film non un documentario. Poi diventa "Accerchiato" con Van Damme, e non è un complimento, e finisce con un effettaccio che contraddice quanto detto prima. C'è qualche buono spunto ma non viene approfondito.

La messa in scena?
Povera, niente inquadrature ampie, niente effetti speciali, metà film è in una casa di campagna in mezzo al nulla, con chiacchiere allungabrodo. Nel futuro utilizzeranno le stesse armi che abbiamo adesso, le stesse case, le stesse macchine, gli stessi vestiti.

Gli attori?
Bruce Willis interpreta sempre lo stesso personaggio, appare a metà film ed è sullo schermo molto meno di quanto si potrebbe pensare dalla locandina. Gordon-Levitt sotto tutto quel trucco sembra stia per morire ed Emily Blunt porta a casa il compitino.

JGL sotto la maschera da Bruce Willis


Prevedibilità?
10/10

Però finisce tutto bene...
No, il film tenta di costruire un finale agrodolce ma non ci riesce e [SPOILER] crea il paradosso che se joe si ammazza nel presente dal futuro non sarà mai partito, per tutto il film tutti tentano di prevenire 'sta cazzata e invece... oltretutto il fatto che il ragazzino veda la morte di sua madre è un indizio per capire che è lui il futuro boss, ma allo stesso tempo che è joe che ha ucciso sua madre... cioè, vedrebbe due madri morire davanti a sè, e poi se è joe futuro che la ammazza trasformando il bimbo in un criminale mentre joe presente lo vede e capisce tutto non basterebbe questo a fermare tutto?[/FINE SPOILER]

Facci una conclusione degna.
Bruce Willis lo vedremo in Die Hard 5, e sono sicuro che lì sarà meglio, questo film tra qualche mese ce lo saremo dimenticati tutti. L'altro giorno ho rivisto Timecop, ecco, siamo da quelle parti. Senza le scene d'azione.

Les Misérables - 2012 - Recensione


Regia di Tom Hooper, 2012

Con Russel Crowe, Hugh Jackman

Non sono molto propenso a vedere musical di solito, risultano spesso essere un'unione di videoclip altalenanti talvolta privi di filo conduttore, ma ho deciso di fare un'eccezione per questo film tratto dal romanzo di Hugo con due dei miei attori preferiti come protagonisti.

Quindi, vale la pena vederlo?
Si, decisamente, il film è il miglior musical che abbia mai visto.

C'è una storia o sono 2 ore e 30 di musica?
C'è una storia, anzi, le musiche sono al servizio della storia, che è quella originale di Victor Hugo e si presenta con tutta la sua complessità, copre quasi 20 anni di storia, ha tanti protagonisti ed è avventuruosa e grandiosa.

Ma queste musiche come sono?
Grandiose, alcuni brani sono eccezionali, altri strazianti, altri ancora esaltanti, e tutti gli interpreti sono bravissimi, Jackman e Crowe sono due australiani ma non ve ne accorgerete neanche per un istante mentre cantano.

Ma la messa in scena? Sembra la francia dell'800 o la cantina di mio zio?
Sembra la francia dell'800; certo, la storia si svolge spesso in ambienti piccoli che risultano curati comunque, e metà del budget se n'è andato con la prima inquadratura, ma costumi e attrezzature sono fatti benissimo e ti lasciano entrare nel film.

Ma è tutto positivo? Neanche un difettuccio?
Si, un paio: Gavrouche, il ragazzino, canta solo due canzoni, alcuni attori si fanno prendere la mano nelle parti "comiche", e poi...

C'è un messaggio?
...ecco, il messaggio c'è ed è chiaro, soprattutto in questo periodo, ma fino al finale rimane a fare da motore poi diventa mooolto evidente, ma la scena finale è sontuosa e ci si fa pace con questa cosa.
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