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mercoledì 19 marzo 2014

Veronica Mars, Il Film - Recensione

Riassunto per chi non ha idea di cosa sto trattando oggi: Veronica Mars è una serie TV andata in onda dal 2004 al 2007 per un totale di 3 stagioni, che parla di una ragazza che aiuta il padre detective privato in alcuni casi e se ne procura altri da sola, è stata cancellata lasciando un finale abbastanza monco e nonostante fosse molto apprezzata dalla critica ed avesse una fanbase molto solida non è riuscita a vedere un nuovo sbocco per anni. L'anno scorso Rob Thomas ha lanciato su kickstarter una campagna per raccogliere i fondi per fare un film, e boom, soldi raggiunti subito e parte la produzione! Uscito nei cinema in america il 14 marzo è disponibile in digital download in Italia, doppiato.
Cosa rendevala serie così bella? Un cast eccezionale, dei personaggi fantastici, una generale credibilità, un livello di realismo migliore della media, una trama generale intrigante, la miglior protagonista possibile per una serie del genere.

Sigla!
 
Il film inizia con il riassunto degli eventi principali che hanno dato origine alla serie, senza fornire spoiler su di essa, e tutto il film, tranne un paio di volte, eviterà di fornire spoiler sui casi e sulle trame delle stagioni. Ovviamente ci sono grossi spoiler sui personaggi e sulla loro evoluzione, ma questo è inevitabile.
Sono passati 9 anni dalla fine della serie, visto che nel film sono passati 10 anni dalla fine delle superiori e la terza era il primo anno di università della protagonista, e piuttosto che spiegarci cosa è successo, il film per tutto il tempo continuerà a suggerirci cosa è successo senza mai perdere tempo a raccontarci troppo. Il film non solo tiene conto che in 9 anni, 10 per alcuni che non vedevamo dalla seconda stagione, i personaggi sono cambiati, andati, avanti, evoluti talvolta in maniera radicale come può succedere nella vita vera, ma nessuno si sente mai in dovere di fare un riassunto per lo spettatore, si ovviamente alcuni buchi vengono riempiti, ma è sempre funzionale alla trama.
Il film parte con Veronica che è ad un colloquio per un importante studio legale di New York, dove vive da alcuni anni, insieme al suo ragazzo con cui sta insieme dall'università.
Logan, la sua vecchia fiamma e per un periodo praticamente coprotagonista della serie, è accusato di omicidio, Veronica decide di andare per un paio di giorni in California, tornare nella sua città natale, Neptune, per aiutarlo. Rimarrà invischiata in un caso di omicidio a cui nessuno è interessato a venire a capo, in cui la polizia, corrotta, ha già emesso la sentenza, e le nuove prove vengono ignorate.
Veronica torna ad investigare come ai bei vecchi tempi e ovviamente risolverà il caso, guidandoci nel frattempo nei meandri di questa cittadina.
Il caso è ovviamente l'occasione per guidarci da molti dei vecchi personaggi, cogliendo l'occasione anche per comparsate di altri attori, per presentare nuovi personaggi e per portare avanti e farci ritrovare dei personaggi amatissimi.
Gli attori dal canto loro ci mettono tutto l'impegno possibile, sarà che molti dopo di questa serie non hanno avuto molte altre occasioni ma cavolo, sono tutti molto molto bravi, Kristen Bell su tutti, che se ha girato questo film subito dopo la gravidanza e quindi non è più la bomba che ci ricordavamo e non è più bella bella bella in modo assurdo ma solo bella bella bella, rimane comunque un'attrice che non mi spiego come mai non sia diventata famosissima.
Gli altri attori, anche se spesso hanno parti molto brevi, sono comunque sempre in parte, come se in questi 7 anni non avessero fatto altro che prepararsi a questo film. Alcuni personaggi hanno delle evoluzioni un po' brusche, ma di nuovo giocano a favore i sottintesi e chissà cosa è successo in questi anni.
La protagonista stavolta viene trattata in maniera un po' più schietta dalla sceneggiatura, è a conti fatti una drogata di adrenalina, lei lo ammette, e lo ammette seriamente e senza ironia.
Quello che purtroppo è un tasto dolente è la messa in scena, è tutto molto televisivo, questo sia a causa del piccolissimo budget, sia a causa di una regia che decide di essere abbastanza minimalista, non ci sono guizzi, non c'è inventiva, tutto, tranne le musiche, scorre appoggiandosi sugli attori e su una sceneggiatura che non presenta buchi e che soprattutto ha degli ottimi dialoghi, come quello finale tra Veronica e Logan che mi ha fatto venire i brividi.
Il film è un film pagato dai fan fatto per i fan, ma è godibilissimo anche da chi non ha mai visto neanche un episodio, certo, alcuni passaggi e personaggi potrebbero risultare incomprensibili, tipo Dick, e molte battute sono fatte esclusivamente per i fan, ce n'è una addirittura sul pilot di 5 minuti della quarta stagione che neanche è mai stato trasmesso in tv, una chicca per drogati. Ma se siete digiuni di Veronica e vi dovesse capitare di guardarlo non ne rimarrete delusi.

In conclusione un film fatto per i fan ma con una sua anima, con tante belle scene, una bella storia e una bella protagonista.
Consigliato a tutti, essenziale per i fan.

PS: la citazione del pilot è un momento metacinematografico, vi accorgerete del perché se vedrete il film, ed è il secondo, ad inizio film c'è un tizio con una chitarra che canta in strada la sigla della serie e Veronica lo guarda stranita :D

martedì 11 marzo 2014

True Detective, Stagione 1 - Recensione


Si è conclusa domenica sera negli USA la prima stagione di True Detective, nuova serie HBO che ancora prima di cominciare già era diventata un cult. Cosa ha di particolare questa serie? Innanzitutto il fatto che tutti e 8 gli episodi della stessa stagione sono scritti e diretti sempre dalle stesse due persone, poi il fatto che ogni stagione parlerà di una storia differente, quindi ogni stagione è autoconclusiva, poi il fatto che i due protagonisti fossero Woody Harrelson e Mattew McConaughey.
Non che sia strutturato come fosse un film di 8 ore spezzettato, ma sicuramente era ovvio dall'inizio che non ci sarebbero state dispersioni o fill-in.

Trama in breve: Rust, McConaughey, e Cohle, Harrelson, sono due detective completamente differenti che nella Louisiana del 1995 che trovano ad affrontare un caso di omicidio molto particolare.

La serie si presenta innanzitutto con una delle opening migliori che abbia mai visto:
Vista? Piaciuta? A me fa impazzire quando le strade finiscono per sembrare i muscoli facciali.
A parte i gusti personali, magari a voi la sigla neanche piace, direi che comunque già dalla sigla si capisce che questa serie aspira ad essere più curata della media.
Fosse vero.
Nel primo episodio ci viene presentata la situazione inziale senza particolari fronzoli: l'omicidio di Dora Lange è scenico quanto serve per farci incuriosire e i due protagonisti vengono immediatamente caratterizzati, inizialmente è più Rust che ruba la scena e sembra il vero protagonista, Cohle è solamente il contraltare che serve a farci seguire quello che passa nella testa del primo.
La parte crime-investigativa in realtà è lasciata abbastanza sullo sfondo per il primo episodio e solo più avanti sembrerà attribuirsi un'importanza che in realtà non ha. Lo scopo della serie è descrivere il viaggio all'inferno dei due protagonisti.
Nei primi 7 episodi la trama avanza molto lentamente, le scene d'azione sono molto poche e i personaggi vengono ben dipinti. Il ritmo è lentissimo, ma non così lento da annoiare, anzi, è lo stesso meccanismo di alcune serie come il Trono di Spade, succede poco ma quel che succede ti spinge ad andare avanti.
La progressione dell'indagine, va detto, è più realistica del solito, con indagini lente, lettura fascicoli, non ci sono intuizioni geniali da parte dei protagonisti, non sono superdetective, non sono perfetti. Una delle cose migliori della serie è vedere come i due attori riescano a portare avanti l'evoluzione dei personaggi e a sostenere l'intera serie sulle loro spalle. Perché il problema principale è che a conti fatti la sostanza è ben poca, c'è una musica fantastica e un'ottima fotografia, ma quando tenti di afferrare il senso spesso si rimane a mani vuote. Seguiamo le vicissitudini dei personaggi nel corso dei vari anni, ma la progressione dell'indagine è quasi casuale, non c'è un filo conduttore, non c'è un giallo che possiamo seguire, anche il vero colpevole per quanto già comparso non è proprio semplice da capire in anticipo se non tramite intuizioni casuali.
Ad un certo punto l'indagine diventa la scusa per andare avanti e quindi diventa persino centrale, mandando avanti i personaggi in maniera un po' meccanica e anche forzata, con un settimo episodio che dovrebbe caricare prima del finale ed invece non fa che ammosciare la tensione.
A questo punto devo fare una specifica: durante la visione molti fan si sono messi ad ipotizzare tutta una serie di collegamenti che in realtà erano inside jokes, la serie non ha mai voluto fornire indizi che andassero oltre quelli che già aveva presentato ben più che chiaramente.
Dopo sette episodi altalenanti ma di buona qualità non posso esimermi dal parlare del finale.
Perché a posteriori quest'opera è totalmente caratterizzata dal finale, non è una di quelle serie che "belli alcuni episodi nonostante il finale", tutto puntava a quello, tutto puntava a come concludere la storia, il giallo, i personaggi. Avere una serie scritta e diretta sempre dalle stesse persone significa che tutti gli episodi puntano nella stessa direzione, che non ci sono autoconclusivi a sè stanti, che dall'inizio alla fine è tutto scritto in funzione di come deve concludersi.
L'ottava puntata inizia con uno degli indizi più tirati fuori dal nulla di tutti i tempi, per poi cominciare ad accelerare verso il finale.
Come si conclude?
Si conclude con un rip-off di un racconto di Lovecraft, anche se in realtà era già da prima che si notavano i richiami alle sue opere, che fino a 10 minuti dalla fine è un grandissimo episodio, tensione ai massimi livelli, un cattivo che fa veramente paura, un'ambientazione fantastica, un duello finale ben realizzato che fa rimanere incollati allo schermo fino alla fine. E poi... E poi c'è un punto preciso in cui dentro di me ho urlato "titoli di coda adesso" che è quello dove si vede il razzo segnalatore. Cos'altro c'era da dire? I personaggi erano conclusi, l'evoluzione c'era stata, e invece niente, 10 minuti a sottolineare tutto ciò che già sapevamo con un dialogo finale bello ma non esaltante e i due protagonisti che sembrano due vecchi.
Fortunatamente questa caduta di stile non distrugge il bellissimo finale, ma non fa che rimarcare uno dei difetti principali della serie: tutto deve essere evidenziato e rimarcato. Didascalici fino alla fine.

In conclusione è una bella serie, con due attori grandiosi e un impianto scenico ottimo, ma non è il capolavoro che si dice in giro certe volte, non è un evento e probabilmente finiremo tutti per scordarcela prima di quanto pensiamo.

Visto che la seconda stagione non avrà gli stessi attori mi preoccupa un po' cosa possa venirne fuori.

EDIT: Mi segnalano che il discorso finale è ispirato a Top Ten di Alan Moore e io non l'ho colto, vale dire che Top Ten l'ho letto 10 anni fa in italiano e questo visto adessoin inglese? Per info: http://www.vulture.com/2014/03/true-detective-finale-comics-alan-moore-homage.html ci sono anche un paio di link ad altri articoli riguardanti citazioni fumettistiche nell'opera.
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