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lunedì 24 agosto 2015

∀ Gundam - Called Turn A Gundam

Origini: Nel 1999 la metasaga di Gundam raggiunge i 20 anni di vita, viene lanciato il Big Bang Project che vede la produzione di videogiochi, di un live-action, G-Saviour, e del ritorno di Tomino alla regia di una serie gundamica a 6 anni dalla conclusione di Victory Gundam.
Tomino è radicalmente cambiato, la sua depressione che lo aveva accompagnato per anni è finalmente passata e già i suoi ultimi lavori presentavano una visione meno oscura e cupa del mondo, il budget stanziato è enorme e lo staff di alto livello.
Al mecha design, caso più unico che raro, un occidentale, quel Syd Mead tra i pilastri che hanno contribuito a creare i mondi di Alien e Blade Runner.

Trama: Anno 2345 del Correct Century, dopo più di 2000 anni di separazione, i moonrace, abitanti della Luna tornano sulla Terra per reclamare parte del territorio terrestre, in mano ad un'umanità regredita ad un livello tecnologico ottocentesco. Loran, un ragazzo della luna mandato in avanscoperta, si ritroverà a pilotare il Gundam, reperto dell'Era Perduta, unico mezzo capace di tenere testa ai Suit lunari.
Cosa ne viene fuori: Turn A è sicuramente una delle opere di Gundam più particolari che si siano viste finora. L'atmosfera è di una fantascienza immersa in un mondo spesso rurale, in cui i protagonisti prima di essere coinvolti nella guerra erano fornai, autisti, o semplicemente ricche ragazze che si godevano la vita; il livello di morte e tragedia è generalmente basso, anche se non mancano dei bei colpi allo stomaco, e tutti i personaggi positivi principali sono guidati da un ottimismo granitico che anche nelle situazioni peggiori li spinge avanti.
Tomino prende anche questa volta spunto dal mondo reale, non so se vi viene in mente qualche conflitto nato dal "qua una volta c'eravamo noi", per declinarlo secondo la sua personale visione.
Così abbiamo uno dei migliori cast di sempre, in cui non esistono personaggi veramente negativi, ma solo diverse visioni del mondo, in cui i personaggi, tutti, si evolvono, hanno relazioni complesse, vivono, soffrono, coinvolgono nelle loro storie, si innamorano, personaggi che mai sono sembrati così vivi, complessità contrapposte ad un chara sempre molto pulito, talvolta persino caricaturale, rispecchiate da un mecha in cui il livello di dettaglio raggiunge punte estreme. Vedere Turn A in HD è un'esperienza senza pari, nessuna opera robotica, neanche successiva, tiene testa alle meraviglie visive di questa serie, con una regia che sembra non doversi mai preoccupare dei soldi spesi, evitando quasi sempre animazioni ripetute, creando sfondi e mezzi dettagliatissimi, permettendosi di cambiare vestiti ai protagonisti, cosa che non permette di riutilizzare le immagini ovviamente, e di creare ambienti sempre differenti e sempre stupefacenti. Tomino non sembra neanche doversi preoccupare del marketing, creando solo due gundam in tutta la serie, in totale contrasto con le serie uscite prima, con intere squadre di gundam, e dopo, con gundam su gundam presentati perché i model kit con altri nomi vendono sempre meno.
Le musiche poi, raggiungono il punto più alto che la saga abbia mai toccato, e toccherà mai: Yoko Kanno costruisce una colonna sonora epica, poetica, con una varietà di brani stupefacente, accompagnando per tutti gli episodi perfettamente le immagini, e creando atmosfere veramente emozionanti.
Tecnicamente, Turn A è a tutt'oggi l'apice del metaverso gundamico.
Quello in cui purtroppo si perde un poco è lo svolgimento della trama, per quanto riempita di ottimi momenti la parte centrale della storia allunga eccessivamente il brodo prima di arrivare alla parte conclusiva. L'inizio prende molto alla lontana la trama, descrivendo l'inizio della guerra e il coinvolgimento dei personaggi, introducendo tutto con calma e presentando i personaggi. Nelle mani di chiunque altro sarebbe stata una noia mortale, qua invece fortunatamente diventa un lavoro affascinante che piano piano trasporta in una guerra fatta di piccoli scontri, piccoli attacchi, combattimenti brevi, personaggi che hanno sempre la necessità di scongiurare l'inizio dell'escalation.
Escalation che non arriva mai, e per 30 episodi assistiamo a questo lento procedere, con intermezzi spesso interessanti ma una trama che spesso si blocca o rimane sullo sfondo. Anche se diventa difficile dare un giudizio negativo su questa parte centrale, grazie alla forte presenza di personaggi eccezionali, Loran, Kihel, Dianna e Harry, e al già citato eccezionale comparto tecnico.
Se già nella prima parte c'erano degli elementi di stranezza, come i ms dello UC ritrovati tra i monti, nella seconda parte, quella sulla luna, scopriamo la verità sull'Età Oscura, e l'importanza di Turn A per il franchise schizza alle stelle. Senza spoilerare troppo a chi non l'avesse ancora vista, quello di questa serie NON è un universo a parte rispetto a quello delle altre serie.
Il finale riesce a mettere in campo tutta quella spettacolarità che si era negata, presentando una sfida finale lunga, epica, emozionante, in cui siamo molto più dalle parti del super-robot. Un'animazione mozzafiato, un mezzo antagonista, il Turn X, di potenza tremenda, un coinvolgimento emotivo che sfrutta tutti gli episodi visti finora, lasciano lo spettatore sicuramente soddisfatto, il lungo e poetico epilogo, poi, chiude in bellezza l'epica storia e, in teoria, l'intero multiverso gundamiano.
Nota a parte per sigle di apertura e chiusura, che vanno dal piacevole all'indimenticabile, ma raramente riescono ad essere incisive come ci si aspetterebbe, prive di suggestioni o di immagini veramente significative.
In definitiva, una serie imprescindibile per capire la visione tominiana, per avere uno sguardo il quanto più completo su Gundam, e perché è una serie bellissima.

Risultati: Purtroppo, che sia per il design particolare, che sia per l'atmosfera anomala, Turn A non riesce a raggiungere il successo sperato, e i model kit faticano a vendere. La serie si è spinta ben distante dalle origini e l'iterazione successiva, SEED, sarà quasi un remake del Gundam originale.
Pochissimi i prodotti collegati, anche perché la completezza della trama diventa difficile aggiungere qualcosa prima o dopo, figuriamoci durante, e perché il poco riscontro di pubblico non giustificava l'investimento. Ad oggi è considerata dal pubblico una serie minore, con pochi model kit disponibili per il mercato e solo recentemente ha ricevuto una, comunque superlativa, conversione in HD.

Come vederlo: In Italia non è mai uscito ufficialmente, gli Starsubber ne hanno fatto una versione sottotitolata amatorialmente ad inizio secolo, che però è una traduzione senza riscontro dal giapponese e la qualità video è molto bassa. Consiglio piuttosto la visione in HD con sottotitoli in inglese ad opera del gruppo Encodergasm.

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mercoledì 19 agosto 2015

I Manga di Gundam Wing [Piovono Mobile Suit]

In questa lunga cavalcata tra tutte le opere gundamiche, l'anno scorso mi sono occupato di Gundam Wing, una delle poche serie trasmesse in Italia, il cui successo ha portato alla pubblicazione di tutti i manga disponibili al momento della trasmissione. Pertanto, in questo post vado ad occuparmi della recensione delle singole opere; dato che sono praticamente tutti composti da un unico volume, presentarlo come un unico post mi permette di evitare tanti mini-post. Mi occupo solamente dei manga che non sono adattamenti, quindi le versioni a fumetti della serie e degli oav non vengono considerate. Ho tentato di metterli in ordine cronologico ma non è che sia semplice.

AC 187-197: Episode Zero
di Katsuyuki Sumisawa e Akira Kanbe.
Unica opera che si interessa di indagare sul passato dei protagonisti della serie. Il punto di partenza sono delle sceneggiature scartate per la tv, gli episodi sono poi diventati riassuntivi, forse perché le storie divergono abbastanza dal tono generale della serie, e perché presentare alcune scene non era forse adatto alla tv di quegli anni.
Le storie sono abbastanza altalenanti, più o meno interessanti, principalmente è quella di Heero a destare interesse, e probabilmente è stata quella che ha decretato l'eleminazione dalla tv, che lo presenta come un bambino soldato. Difficile non notare come questa cosa sia poi stata riutilizzata in 00 come origine, presentata anche in maniera molto più dura e cruenta, per Setsuna.
I disegni riprendono fedelmente lo stile grafico dell'opera principale, e non viene concessa loro nessuna originalità o particolarità.
Rimane in ogni caso il miglior manga ispirato a Wing, con degli buoni spunti che sicuramente avrebbero migliorato la resa della confusionaria opera tv.
Pubblicato in Italia come Gundam Wing #17.

 AC 195: G-Unit
di Koichi Tokita.
Apro una parentesi sull'autore, Koichi Tokita: è uno degli autori più prolifici per quanto riguarda i fumetti di Gundam, è autore degli adattamenti a fumetti di G, Wing, X ed è il creatore di alcune delle più famose side story dei vari universi. A lui si deve ad esempio SEED Astray, la più famosa serie manga di Gundam, che ha praticamente dato vita ad una saga parallela della Cosmic Era il cui successo, anche per le vendite dei model kit, è tutt'ora enorme.
Purtroppo questo G-Unit non è invece meritevole di particolare attenzione, per quanto sia l'unica opera dell'After Colony che non ha tra i protagonisti i 5 piloti di Gundam, è un'opera fiacca, che basa sulla presentazione dei successivi gundam tutta la trama. Protagonisti scialbi, rivelazioni scontate, antagonisti noiosi, e un design bruttino, rendono questa serie piuttosto dimenticabile.
Pubblicato in Italia come Gundam Wing #11-16.


AC 196: Blind Target
di Akemi Omode e Sakura Asagi.
Nuovamente uno stile grafico piattissimo e copiato dalla serie tv, Blind Target è un breve manga in cui si tenta la via dello spionaggio, presentando un plot però abbastanza banale e dimenticabilissimo. Più che altro scusa per presentare in qualche maniera i vari personaggi, riproponendo gli stessi temi che già ci hanno frantumato le palle ampiamente intrattenuto in quasi 50 episodi, tentando al contempo di fungere da prologo per Endless Waltz.
Pubblicato in Italia come Gundam Wing #18

AC 197: Ground Zero
di Reku Fuyunagi.
Manga diviso in due parti, la prima un tentativo di storia spionistica con una risoluzione scemissima.
Un tentativo di confronto tra i protagonisti, che tenta di fornire una spiegazione alla situazione iniziale di Endless Waltz ma risulta di un superfluo unico. La seconda parte vira sul lato romantico e si svolge dopo EW, caso più unico che raro, ed è la più interessante del volume.
Il tratto delicato e molto shojo è decisamente più adatto alla seconda parte, e risulta molto curato per essere un albo che vuole vendere contando unicamente sul marchio.
Pubblicato in Italia come Gundam Wing Special

AC 197: Battaglia per la Pace
di Koichi Tokita e Tomohiro Chiba.
Nuovamente Tokita, che si occupa di un'opera di congiunzione tra oav e serie tv, con un tratto più curato della sua media e una trama abbastanza consistente. Breve ma abbastanza compiuta, con un cast al completo e qualche scena intensa, l'unico vero prologo di EW, che si svolge subito dopo, e l'unica side story che si permette di mostrare il Wing Zero Custom.
Nulla di imprescindibile, e in generale non alza di molto la già bassa media, ma comunque vale la pena darci un'occhiata.
Spezzato in due dall'allora abitudinaria pubblicazione in volumi sottiletta e ribaltato per la lettura all'occidentale, come tutti gli altri manga di cui parlo nel post, rimane comunque godibile.
Tokita-Chiba da qua in poi diventerà un'accoppiata di successo e questo manga và considerato già solo per questo.
Pubblicato in Italia come Gundam Wing #7-8

Il futuro: Al momento due Manga di Wing sono inediti ed in corso di pubblicazione in Giappone: Glory of Losers, che rinarra la storia aggiungendo particolari e correggendo passaggi, e Frozen Teardrop, tratta da un romanzo che è ambientato anni dopo EW. Magari in futuro mi troverò a recensire anche questi. Sperando che siano un po' più meritevoli di quanto visto finora.

lunedì 8 giugno 2015

After War Gundam X [Piovono Mobile Suit]

Un po' di storia: Anno 1996, reduce del successo di Gundam Wing, la Sunrise si prepara a lanciare la quarta serie in quattro anni, nonché il terzo universo narrativo indipendente dall'UC. Per farlo decide di appoggiarsi a Shinji Takamasu, che aveva lavorato più volte alla saga di Gundam, dirigendo anche alcuni episodi di Zeta, ZZ e quasi tutta la seconda metà di Wing, più persino alcuni corti degli SD Gundam. Il progetto è improntato a ricalcare metodi e struttura di Wing.

Trama: Sono passati 15 anni dall'ultima guerra spaziale, che ha visto contrapporsi la Federazione Terrestre agli abitanti delle colonie spaziali. Questi ultimi, in un gesto disperato hanno fatto cadere sulla terra molte delle colonie nello spazio, causando una catastrofe di enormi proporzioni che ha causato enormi quantità di morti, distrutto la civiltà e precipitato la Terra nel caos.
Garrod Ran, giovane che vive di espedienti, si trova a salvare Tiffa Adill, una giovane newtype, e per farlo ruberà niente di meno che un Gundam. Si unirà così all'equipaggio della Freeden, guidato da Jamil Neate, che gira il mondo cercando di aiutare i newtype che vengono sfruttati.
Cosa ne viene fuori: Il primo impatto con Gundam X consigliato è di ascoltarsi le magnifiche opening, che sono tra le migliori che qualunque serie di Gundam possa vantare, e anche registicamente rendono alquanto.
Peccato che siano la parte migliore dell'intera serie.
Gundam X in realtà ci prova in tutte le maniere, rispettando pedissequamente tutti i dettami necessari a fare successo, ma tentando di bilanciare tutti gli elementi finisce per non colpire nessun bersaglio. L'atmosfera post-apocalittica scema molto velocemente, e stranamente tutta l'opera è pervasa di uno strano ottimismo, e anche l'ambientazione desolata cede velocemente il passo a mari lucenti, colline verdeggianti e pianure fiorite. Oltretutto, stranamente, solo una piccolissima parte della serie, nel finale, è ambientata nello spazio, la maggior parte della storia si svolge sulla terra, risultando anche ripetitiva a tarpando le ali all'immaginazione visiva che lo spazio gundamico ha sempre portato con sè.
L'idea poi di creare un What if..? della serie classica finisce per creare spesso dei deja-vu enormi e un senso di già visto, anche se talvolta è interessante vedere alcuni caratteri di personaggi che fanno capolino in versioni traumatizzate.
La serie inizia anche in modo pregevole, presentando poi un robot con in dotazione un'arma di potenza devastante, ma da un lato ripete lo stesso schema 4-5 volte, dall'alto si perde spesso in trame scadenti, e gli episodi più interessanti finiscono per essere paradossalmente i riempitivi.
Pochi poi sono i personaggi interessanti della serie, e sono tutti secondari, Garrod è abbastanza piatto, senza indecisioni nè guizzi, in balia degli eventi e senza un vero arco narrativo. Stesso dicasi per Tiffa e buona parte dell'equipaggio, solo Jamil e Ennil El hanno dei veri cambianti.
Gli antagonisti poi, ondeggiano tra il fastidioso e l'imbecillità, con delle motivazioni veramente fiacche e spesso con azioni controproducenti per la riuscita dei loro piani.
La parte finale della serie sembra risollevarsi, ripresentando alcune domande e incuriosendo lo spettatore, peccato che poi la risoluzione delle trame e dei misteri sia molto scadente, portando ad un finale affrettato, che rispecchia oltretutto l'atmosfera della serie e finisce per essere uno dei più solari di sempre.
Il tratto del disegno è molto altalenante, i personaggi sono spesso scadenti, mentre i ms sono mediamente disegnati in maniera particolareggiata, ma questo paradossalmente finisce per essere un problema: per risparmiare sulle animazioni le battaglie utilizzano sempre le stesse pose e scene; oltretutto in quegli anni uscivano prodotti molto più curati dal punto di vista tecnico, e Gundam X finisce per uscirne con le ossa rotte.
Per ultimi, i design: quello dei personaggi è abbastanza buono, ricalcato sullo stile di Wing, e anche quando è sgradevole ha il suo perché, quello dei mobile suit invece presenta uno dei campionari di robot più brutti di tutte le serie, tra l'anonimo andante e tra l'atroce dominante, su tutti il Double X, un gundam con le basettone.

Risultati: Un flop senza precedenti, che ha quasi rischiato di affossare il marchio. Chiusa con 10 episodi di anticipo sul previsto, bisognerà aspettare il 1999 per vedere nuovamente una serie tv di Gundam. Dimenticata da molti fan, anche i prodotti collaterali scarseggiano, e solo due manga collegati sono usciti, un prequel ed un sequel. Se la gioca insieme a AGE riguardo il peggior risultato sia in termini di ascolti che di critica.

Come vederlo: I Subzero lo hanno fansubbato in italiano.

domenica 7 giugno 2015

Mobile Suit Crossbone Gundam [Piovono Mobile Suit]

Un po' di storia: Nel 1991 il film Mobile Suit Gundam F91 avrebbe dovuto inaugurare una trilogia, e invece il clamoroso flop che risultò lasciò aperte svariate trame. Così, nel 1994 Tomino stesso decide di chiuderle in un'opera che però non è nè un film nè una serie tv, ma un manga in sei volumi: Crossbone Gundam. Ai disegni Yuichi Hasegawa, uno dei più prolifici autori di fumetti di Gundam, secondo solo a Tokita presumibilmente.

Trama: U.C. 0133, la Crossbone Vanguard è l'unica forza a frapporsi tra l'Impero di Giove e la Terra. Un gruppo di pirati può essere l'unica speranza per i terrestri? Tobias, uno studente terrestre, finirà immischiato insieme a Bernadette, una misteriosa ragazza, in un'avventura che coinvolge alcuni personaggi che mai avremmo pensato di rivedere.
Cosa ne viene fuori: Crossbone è una serie particolare, uscendo dai limiti imposti dall'animazione, dal budget, e dagli schemi che bisogna necessariamente seguire in tv, Tomino lascia andare l'immaginazione, insieme ad Hasegawa, e regala una delle opere più strane del panorama UC.
La prima metà della serie si svolge dalle parti di Giove e presenta un modo di vivere molto più distante da quanto visto finora nell'UC.
Giove è stato, sin dall'inizio, uno dei pallini di Tomino: Challia Bull, Paptimus Scirocco, Fonse Kagatie, arrivavano tutti da Giove, Judau dopo ZZ andrà su Giove, eppure non erano mai stati mostrati gli insediamenti umani in orbita di Giove.
Tobias nella serie è utilizzato come Daiba veniva utilizzato in Capitan Harlock, evidente ispirazione per la serie, come spettatore, come collegamente tra il lettore e l'avventura. Infatti i Crossbone sono pilotati da tutt'altre persone che il protagonista, e buona parte della storia ruota attorno ad altri personaggi. Personaggi che spesso arrivano direttamente da F91, chiudendo le sottotrame e spiegando come si sono risolte le situazioni del film.
I disegni sono spesso eccessivamente caricaturali, ma riescono a rendere appieno la stranezza di Giove e la possenza dei mobile suit, anche se i personaggi stonano spesso, soprattutto quelli che in F91 erano disegnati da Yasuhiko. La maniera in cui però Hasegawa riesce a narrare tutto senza mai far perdere il lettore mantenendo sempre chiari gli avvenimenti è encomiabile, e quando ci si abitua al tratto non ci si fa più caso alle mancanze.
Nella seconda metà, forse perché non aveva più idee, forse perché voleva agire più in grande, Tomino rinnega il "la guerra di cui nessuno ha mai saputo nulla" iniziale e sposta l'azione sulla Terra, regala un Gundam anche a Tobias e costruisce una battaglia colossale senza limitazione di budget. In questo, riesce anche a mostrare la Federazione del 0133, aggiungendo un tassello al declino che continua a coinvolgerla. In questa seconda parte ci si libera di tutte le limitazioni e anche Hasegawa sembra essere più espressivo, anche se l'ambiente terrestre lo rende meno creativo.
Non che Crossbone sia un capolavoro, o che sia privo di difetti: una narrazione scostante e personaggi secondari scadenti, un antagonista un po' troppo monotono e privo di sfumature, circondato unicamente da personaggi grigi e senza caratterizzazione, rendono la storia un po' difficile da digerire in alcuni passaggi, soprattutto nell'ottica di quanto abbiamo visto altrove di Tomino. Ma come ho già detto qua si diverte a fare il contrario di quanto faceva di solito e quindi è anche perdonabile.
Rimane comunque un tassello fondamentale dell'UC che tutti i fan dovrebbero leggere, ed è un ponte abbastanza importante tra F91 e Victory, aggiungendo particolari a quel mosaico incompleto che è l'UC post-Unicorn.

Risultati: Buone vendite, e model kit best seller, nel momento in cui vi scrivo ne sono disponibili svariati, 3 sequel, SkullHeart, Steel Seven, Ghost, però non scritti da Tomino, l'ultimo dei quali ancora in corso. I ms della serie sono tra i pochissimi non animati a comparire i Super Robot Wars, è spesso presente nei videogiochi della saga ed è sicuramente il più famoso dei fumetti gundamici UC.
Pallino dei fan, da sempre desiderosi di un adattamento, è una strana opera che non ha mancato di colpire nel segno.

Come leggerlo: Qua purtroppo la nota dolente, la serie esiste unicamente in inglese, e anche in quel caso è una traduzione amatoriale. La trovate sul sito Zeonic Scanlation.

lunedì 26 gennaio 2015

Mobile Suit Gundam 0083 - Stardust Memory [Piovono Mobile Suit]

Un po' di storia: Nel 1991 la saga di Gundam aveva ancora ben poche serie rispetto a quelle disponibili adesso, la serie della guerra tra Federazione e Zeon è ormai conclusa e Tomino sta per uscire al cinema con F91 che in teoria dovrebbe essere un nuovo inizio. Visto il successo di 0080 la Sunrise decide di lanciare un altro progetto OAV da sviluppare indipendentemente dal prodotto tominiano e che sarà portata a compimento nel giro di un paio d'anni in ben 13 episodi. Una serie che vada a colmare il vuoto tra la serie originale e Zeta Gundam, narrando sia come siano nati i Titans, sia cosa abbiano fatto gli zeoniani in quegli anni, il tutto con un budget non indifferente.

Trama: U.C. 0083, la Federazione sta portando avanti il Gundam Project, con la creazione di due MS di nuova concezione, ma uno dei due viene rubato da Anavel Gato, zeoniano che vorrebbe riportare alla vita il Principato di Zeon, uscito sconfitto dalla guerra di un anno. Parte così l'inseguimento per fermare la misteriosa Operation Stardust, l'apocalittico progetto zeoniano.
Cosa ne esce fuori: Graficamente parlando la serie è stupefacente, maestosa e magnifica, con animazioni che rimangono tutt'ora all'avanguardia, nonostante siano passati più di vent'anni. Una serie che ci mette tutta se stessa nel cercare di costruire un prodotto che rimarrà negli anni, presentando una struttura non eccessivamente lineare, delineando personaggi e creando una trama avvincente che fino alla fine presenta colpi di scena. Il design è eccezionale e i mezzi sono animati a schermo in maniera fluidissima, anche meglio dei personaggi, che hanno un chara che ad oggi potrebbe sembrare datato. La trama è complessa e trascinante, in 13 episodi la serie sviluppa pienamente tutti gli elementi iniziali e va ad incastrarsi perfettamente nel periodo trattato nell'UC, diventando negli anni un tassello imprescindibile.
Certo, non sono tutte rose e fiori, abbiamo un personaggio principale abbastanza scialbo, è vero che svolge pienamente la sua funzione e permette allo spettatore di immergersi nell'atmosfera, ma rimane comunque piatto e poco coinvolgente. Anche Gato, il villain di turno, è abbastanza patetico, il tentativo di creare un nuovo Char fallisce decisamente, ed è forse il neo più grosso di tutta l'operazione.
In generale un'opera che è consigliata a tutti, sia ai completisti che a chi cerca semplicemente un'introduzione a gundam, forse non saranno comprensibili i vari rimandi, ma è tutto spiegato e disponibile, senza dover per forza guardare tutte le serie collegate.
Belle le due opening, forse tra le migliori dell'intero franchise.

Risultati: Un ottimo successo di pubblico, la serie godrà di un adattamento cinematografico e sarà esportata in giro per il mondo. Tantissimi i kit tratti dalla serie, che continuano ad uscire anche oggi. Di contro non ha lasciato tracce da nessuna parte, essendo una serie incastrata tra altre, più importanti, nessuno ci si riferirà mai, non ha creato mode o lanciato nuove star, è ricordata con piacere ma l'impatto in realtà è stato contenuto.

Come vederlo: In Italia è disponibile in cofanetto DVD edita da Dynit, con un buon doppiaggio, il film riassuntivo è disponibile anche in Blu-Ray, e anche se è un'accozzaglia di scene consiglio la visione in hd per godere dell'animazione.

mercoledì 27 agosto 2014

New Mobile Report Gundam Wing - Endless Waltz [Piovono Mobile Suit]

Un po' di storia: Eravamo rimasti nel 1995 col grande successo di Wing, che in occidente arriverà però nel 2000, quello che però non si aspettava la Sunrise è il floppone l'anno successivo di Gundam X, e il successo di Evangelion che cambia il modo di vedere i robottoni da parte del pubblico. Il brand di Gundam è a rischio, e così uno dopo l'altro vengono lanciati tre progetti indipendenti e profondamente differenti: 08tm MS Team, serie OAV ambientata durante la serie originale; Turn A Gundam, "nuovo universo" ad opera di Tomino, e questo Endless Waltz, OAV in tre episodi usciti nel 1998 che funge da sequel alla serie. Sarà una delle poche volte che un universo extra-UC riceverà un seguito, per farlo viene richiamata la squadra della serie e viene stanziato un grosso budget.
Nel 2000 gli episodi vengono rimontati con sequenze aggiuntive per creare un film cinematografico, e dato che in italiano è reperibile solo in versione cinematografica è a questa che faccio riferimento.

Trama: È passato esattamente un anno dalla fine della guerra e i piloti sono andati per la loro strada, Relena si occupa di rapporti internazionali e alcuni dei personaggi della prima serie, Sally, Une, Noin, sono entrati a far parte dei Preventers, un corpo di pace che si occupa di trovare e smantellare le rimanenti milizie e fabbriche di armi. Ma in questa pace un nuovo nemico si palesa: è Mariemeia, la giovanissima figlia di Treize che vuole mettere sotto scacco l'intero pianeta.
Cosa ne esce fuori: Stranamente, una bella opera. Il reparto tecnico è maestoso, e guardarlo in HD lascia veramente a bocca aperta, il livello grafico raggiunto qui è spaventoso. La tridimensionalità del disegno e la dovizia di particolari, il design dei suit e il loro danneggiamento durante i combattimenti, contribuiscono tutti a far si che lo spettatore sgrani gli occhi quanto più possibile. Tanto che il rinnovato mecha viene retconizzato e utilizzato come se i gundam fossero sempre stati così: tutti i flashback mostrano i gundam nella versione oav.
L'immenso reparto grafico non è però supportato dal resto in adeguata maniera: la regia è molto televisiva e anche se ci sono dei buoni guizzi in generale è molto piatta, e musiche, montaggio, etc etc, fanno il loro minimo sindacale, spesso non riuscendo a sottolineare l'enfasi del momento.
La sceneggiatura poi è molto compressa, questo da un lato costringe ad avere un ritmo serratissimo, eventi a cascata e non lascia un attimo di respiro, dall'altro però si concentra appena sui personaggi e sui loro rapporti, spesso persone che non si sono viste per un anno che si rincontrano con "Ciao, adesso combattiamo", fortunatamente non ci sono cambi di fazione improvvisi. Forse uno o due episodi in più avrebbero giovato, o forse dobbiamo comunque ringraziare che sia venuta un'opera guardabile e visti i precedenti non chiedere troppo.
Per il resto i colpi di scena sono tutti molto prevedibili, la serie è l'occasione per riunire e mostrare tutto il cast della serie tv e non ci sono grossi scossoni, ma è stranamente ben dialogato, sarà che forse per vendere oav ci si debba rivolgere ad un pubblico più cresciuto.
L'adattamente italiano traduce il meno possibile, pronunciando le coordinate in inglese e persino evitando di tradurre "queen". Da un estremo all'altro. Comunque un buon doppiaggio che aiuta la visione.
Un finale che se vi siete sciroppati tutta la serie, non potete mancare di vedere, anzi, dato che ad ora è la cosa migliore dell'AC, dovete vederlo assolutamente.

Risultati: Non ho trovato riferimenti, ma considerando la quantità di fumetti che è uscita dopo, la riedizione cinematografica, la quantità smodata di modelli usciti, direi che è stato un buon successo. Nell'universo di Wing verranno sfornati alcuni volumi a fumetti negli anni successivi e recentemente si assiste ad un revival: è uscito un nuovo romanzo Frozen Teardrop e un nuovo fumetto che è la versione "riveduta e corretta" degli oav, ma niente più anime.

Come vederlo: In Italia Bluray e DVD sono editi da Dynit.

domenica 24 agosto 2014

New Mobile Report Gundam Wing [Piovono Mobile Suit] [Re:Visioni]

Un po' di storia: L'anno è il 1995, G Gundam si è da poco concluso e ormai ha aperto la strada a quello che sarà il nuovo standard del metaverso gundamiano, ad ogni serie, o quasi, un nuovo universo narrativo. Se la serie precedente si rifaceva allo shonen da combattimento, questa volta si punta in direzione opposta, e l'idea è puntare anche verso un pubblico femminile, ma allo stesso tempo recuperare parte di quelle atmosfere più realistiche tipiche di Tomino che erano state totalmente lasciate da parte da G Gundam. L'idea generale è di creare una serie che possa piacere un po' a tutti, puntata verso un pubblico adolescente, con un budget abbastanza consistente, alla regia viene chiamato Masashi Ikeda, che aveva qualche anno prima sfornato i Cinque Samurai, e alla sceneggiatura Katsuyuki Sumisawa, che aveva partecipato alle sceneggiature di Ranma 1/2, Sailor Moon e Dragon Ball Z, successi per adolescenti di entrambi i sessi.

Trama: È l'anno 195 del calendario dell'After Colony, l'abitudine di mettere riferimenti all'anno di uscita non se ne va col cambio di universo, e le colonie spaziali sono schiacciate, militarmente ed economicamente, dalla Federazione Terrestre. Così, 5 gundam vengono inviati sulla terra, con l'idea di distruggere OZ, l'organizzazione governativa militare che occupa le colonie. I gundam sono pilotati da 5 ragazzi di 15 anni, che non si conoscono tra loro. Ma sulla terra Heero, il principale dei cinque piloti, incontrerà Relena, una ragazza che smuoverà, piano piano, le sue certezze.
Cosa ne esce fuori: Una brutta roba. Innanzitutto fa un po' strano trovarsi questi quindicenni che sono quasi supersoldati, esperti in combattimento, guida, informatica, ottime spie, falsificano documenti, fanno gli hacker, sono killer esperti, maestri del travestimento, e suppongo che nei fine settimana facciano gli chef già che ci sono. E anche se qualcuno ogni tanto si stupisce della cosa nessuno sembra far particolarmente caso al fatto che siano degli adolescenti. Su questo punto è però decisamente Relena che batte tutti, inizia come una normalissima ragazza, anche se ricca sfondata, poi, a 15 anni, diventa principessa di un regno, poi regina di tutto il pianeta e a fine storia ministro del governo mondiale. MA il mondo degli shonen è pieno di super adolescenti, possiamo entrare nell'ottica e lasciar passare? Possiamo. Certo, non so bene quale super addestramento possa far si che Heero cada di testa da 10 m di altezza e poi si rialzi come nulla fosse, o che sopravvivano ad esplosioni, pistolettate, spadate, cannonate, vuoto cosmico, il tutto senza mai conseguenze fisiche, o come facciano a rendere praticamente indistruttibile qualunque mezzo su cui salgano, mentre lo stesso mezzo se affrontate esplode se solo guardato storto, ma è un argomento su cui posso riuscire anche a chiudere un occhio se il resto fosse accettabile. Il problema è che il resto è anche peggio. I primi 10 episodi della serie sono anche passabili, è un buon inizio, i personaggi sembrano interessanti, i gundam vanno dal pacchiano al bello, e anche se alcune svolte narrative sono un po' stupide, Relena che si innamora del ragazzo che vuole ucciderla [WTF!?], in generale scorrono senza problemi, la storia si prende i suoi tempi e ci mostra tutto l'ampio cast che andremo a seguire per 49 puntate: su tutti Treize, il capo di OZ, e Zechs, clone di Cha-- cioè, misterioso soldato di OZ, che alla fine sono protagonisti della storia tanto quanto i 5 ragazzi e Relena. Poi nell'episodio 10 si piazza un colpo di scena che è anche una buona idea, in breve: Heero fa un casino lasciando ad OZ la possibilità di un colpo di stato che permette di prendere il potere sull'intero globo, i ragazzi che finalmente si erano riuniti si separano ognuno per la sua strada. Poi il tutto deraglia. seguono 30 episodi di trame senza un filo logico, personaggi che cambiano idea e schieramento ogni 15 minuti, il gruppo che si riunisce, anzi no, anzi si, anzi no, gente che sparisce, poi riappare, che cambia personalità, personaggi che girano a vuoto, politici navigati che si fanno fregare come l'ultimo dei deficienti, organizzazioni dietro organizzazioni dentro organizzazioni, cambi di facciata, interminabili riempitivi privi di senso, monarchie assolute nelle mani di sedicenni che dichiarano la resa e fanno radere al suolo il proprio paese, dialoghi per cui ancora non ci credo che qualcuno sia veramente stato pagato per scriverli, animazioni al più totale risparmio, regia mediocre, un realismo sotto zero e due episodi di recap che tentano di mettere ordine in una trama che non esiste.
Lo ammetto, ci sono delle buone idee qua e là, ma sono gestite malissimo, spesso in maniera esageratamente semplicistica, e anche se le idee di fondo sono apprezzabili certe tirate ripetute ogni 10 minuti sul pacifismo diventano insopportabili, i momenti shojo o di bromance poi sono più contenuti del previsto, ed è quasi un peccato visto che sarebbe potuto essere un elemento caratteristico. Poi la svolta.
Se le serie precedenti ci avevano abituato ad un cambio di opening a metà serie, Wing mantene la, bella, Just Communication, per 40 episodi, e anticipa la seconda opening come insert song, per poi cambiare con un'ottima seconda opening all'episodio 41, ed entrare in una fase finale che improvvisamente ammucchia bei momenti, dialoghi spacconi il giusto, combattimenti ben fatti, animazioni veramente degne di nota, una trama che, nonostante le demenze che si è dovuti sopportare per arrivarci, è anche interessante, personaggi che finalmente cambiano un minimo, idee ben sfruttate e un buon finale. 9-10 episodi che, anche se comunque nulla di eccelso, sono molto meglio di quanto visto finora. Non ho idea del perché la serie sia strutturata così, ma ehi, ho impiegato un mese per vedere 40 episodi e gli ultimi 9 li ho fatti fuori in due giorni.
Persino la parte romantica è trattata bene nel finale.
Curiosità: OZ sta per Organizzazione dello Zodiaco, e infatti i mezzi si chiamano coi nomi dei segni zodiacali, ma è anche un riferimento al mago di OZ, tant'è che le divise dei piloti hanno disegnato sopra l'uomo di latta.
Curosità 2: il Wing, che da il nome alla serie, appare pochissimo e Heero lo piloterà solo ad inizio serie, per poi abbandonarlo e mai recuperarlo, preferendogli prima l'Epyon e poi il Wing Zero.

Risultati: Successone planetario. Modellini venduti come il pane. Importato e tradotto ovunque, Italia compresa, sarà la prima serie extra-UC a ricevere un sequel, di cui parlerò presto. Il design sarà di forte ispirazione per Gundam X, e riferimenti a Wing si trovano sia in Seed che in 00. Finirà però per essere una delle serie meno amate dai fan, nonostante per molti di loro sia a conti fatti il primo contatto coi mobile suit.

Come vederlo: Anche se è stato tradotto in italiano e trasmesso da Mediaset, non è mai stato editato in dvd, quindi se volete vederlo dovete rivolgervi ad internet.

Dovrei finire qui, ma dato che questa è una delle tre serie tv di gundam esistenti in italiano, e che come potete vedere ho piazzato anche il tag di Re:Visioni nel titolo, andiamo a parlare un attimo dell'adattamento italiano. Sigla...
Curiosità 3: la sigla prende tantissime immagini dal sequel OAV, Endless Waltz, che in tv è stato trasmesso come parte integrante della serie.

Adattamento Italiano: Allora, non ho potuto fare un confronto con la versione sub eng, e col cazzo che me la rivedo tutta per farlo, scusate il francesismo, però so da chi l'ha fatto che i dialoghi italiani tagliano molta della violenza verbale ["Io ti ucciderò" diventa "La tua vita è in pericolo"] ma che in generale risultato essere abbastanza fedeli al senso delle frasi, e quindi i dialoghi sono proprio orribili, non è colpa di Mediaset. I nomi dei mezzi sono tutti italianizzati, e la cosa ha anche un senso: se presumiamo che tra loro i personaggi parlino inglese, ha una sua coerenza tradurre i nomi inglesi dei mezzi. Alcuni nomi hanno anche il loro fascino, Ala di Fuoco, Raggio Letale, altri sono assegnati un po' a cavolo, Distruttore, Navigatore, e qualcuno è un po' ridicolo, Uccello di Fuoco, il MS di Rocco Siffredi, che mette sotto tutt'altra luce il rapporto tra Heero e Relena, inserire qua altra battuta sui doppi sensi da scuole medie.

Curiosità 4: praticamente tutti i fumetti di Wing sono stati pubblicati in Italia, e quindi vi beccherete un post apposito.

Piovono Mobile Suit, La Guida 

mercoledì 9 luglio 2014

Mobile Suit Gundam Unicorn [Piovono Mobile Suit]


Un po' di storia: Gundam Unicorn nasce come romanzo, penso sia ad ora l'unico caso di anime di Gundam tratto da una fonte pre-esistente. Non ho letto il romanzo quindi non ho idea di quanto sia fedele la trasposizione, ve lo dico subito, non ci sarà nessun tipo di confronto. Appena finita la pubblicazione Sunrise decide di trasformarlo in OAV: inizialmente previsti 6 episodi da 50-60 minuti l'uno, se ne aggiunge poi un settimo di 90 minuti. La serie impiegherà qualche anno per essere portata a conclusione, cominciata nel 2011 terminerà solo nel 2014.

Trama: UC 0096, sono passati 3 anni da quando la Londo Bell ha sconfitto l'ultima incarnazione di Zeon, guidata da Char Aznable, e sembra essere un periodo di pace. Ma alcuni gruppi di zeoniani ancora resistono e vogliono impadronirsi dello Unicorn, il mobile suit che si dice essere la chiave dello Scrigno di Laplace, un misterioso oggetto nascosto da quasi 100 anni. Molte fazioni si daranno battaglia per riuscire ad aprire o a mantenere nascosto lo scrigno, e al centro di tutto ci saranno due personaggi: Banagher Links, un giovane studente alla Anaheim e Audrey Burne, misteriosa ragazza legata a Zeon.
Cosa ne esce fuori: Visivamente parlando Unicorn è eccezionale, le animazioni sono sempre di alto livello e la CG dei mobile suit è perfettamente integrata col resto. I mezzi sono tantissimi e tutti molto dettagliati. Inoltre il movimento è qunato mai realistico, molti sono veramente pesanti e massicci.
Di contro il livello di sceneggiatura e regia è molto altalentante. Ci sono molti momenti morti, molti personaggi lasciati sullo sfondo dopo che sembrava fossero importanti, e molte scene sono fatte esclusivamente per i fan. Perché Unicorn è fatto per i fan. I riferimenti alle serie precedenti sono tantissimi, se è vero che la trama è in ogni caso comprensibile autonomamente l'opera si rivolge a chi ha già visto almeno le serie principali dello UC ambientate temporalmente prima, e anzi, il finale si occupa di coprire un buco con le serie successive.
La serie fino all'ultimo episodio sembra avere sempre un aura di "epilogo", in cui raccontarci che fine hanno fatto alcuni personaggi, spiegarci l'origine della Federazione, che fine fanno gli ultimi zeoniani, come il mondo ha reagito agli eventi de "Il Contrattacco di Char". Ed è un ottimo epilogo, con dei bei personaggi, sia nuovi che vecchi, con due protagonisti, colpi di scena, e combattimenti spettacolari, forse fin troppo visto che qua ci sono i robot meno "real" di sempre della serie.
L'ultimo episodio invece tenta di dare uno scossone alla serie e presenta non solo una fila di combattimenti uno più spettacolare dell'altro, ma anche una rivelazione non da poco che spiegherebbe anche perché nelle serie successive la federazione sia molto indebolita.
Di contro però per i fan saprà spesso di già visto: Banagher non è un protagonista molto differente da quanto già visto, anche il resto dei personaggi principali, Audrey esclusa, sono spesso ricalcati su altri già esistenti, e molti temi della storia ci sono già stati proposti fino allo stremo nelle serie precedenti.
Nulla di imprescindibile a conti fatti, a meno che non si decida di usarlo come nuovo punto di partenza per collegarlo poi a quello che conosciamo come "Late UC", cioè F91, Crossbone e Victory, ma comunque per i fan rappresenterà un ottimo prodotto.

Risultati: Un successone, tant'è che si è aggiunto un episodio quando si era già in corsa, a cui si è accompagnato anche un gran successo di tutto il merchandise, con una quantità smodata di model kit, i gunpla, di tutti i robot anche in più sistemazioni.

Come vederlo: Esiste in italiano, Dynit ha doppiato e pubblicato i primi 6 episodi, a novembre uscirà il settimo, sia in dvd che in blu-ray.

Piovono Mobile Suit, La Guida

venerdì 25 aprile 2014

Gundam Build Fighters [Piovono Mobile Suit]

Un po' di storia: Sin dal 1980 il marchio Gundam ha significato anche un'enorme quantità di model kit in plastica, i cosiddetti Gunpla. Nel 2011 Gunpla Builder Beginning G introduceva il tema dell'usare per dei combattimenti tra ragazzi i modellini costruiti, e su questo nasce nel 2013 Build Fighters, in cui grazie alle "particelle plavsky" i modellini prendono vita. Alla regia Kenji Nagasaki, che aveva già lavorato sulle serie di 00. Per la prima volta la serie va in onda su Tv Tokyo.
Trama:  Sei Iori è un appassionato di Gundam e di modellini, il suo sogno è vincere il torneo mondiale di Gunpla, il torneo a cui partecipano persone da tutto il mondo. I combattimenti sono scontri tra gunpla che si animano. Ma Sei è bravissimo a costruire modellini, ma pessimo come pilota, fortunatamente inconterà Reiji, conosciuto per caso e arrivato da chissà dove, che si rivelerà essere un eccellente pilota. Insieme i due punteranno a diventare campioni del mondo.
Cosa ne esce fuori: La serie tv è la più breve mai fatta su Gundam, solo 25 episodi, questo perché la trama è decisamente esile e diventava difficile stiracchiare il torneo su una cinquantina di puntate. Tutta la serie si regge infatti su tre elementi: prima di tutto l'enorme quantità di ms presentati, tutte varianti di modelli apparsi precedentemente in altre serie, oppure addirittura modellini provenienti da fonti non animate, come il Sentinel o il Crossbone, una gioia per gli occhi e per qualunque appassionato; poi i personaggi, con un cast abbastanza corposo e abbastanza variegato, privo di particolari finezze ma comunque interessante; e ovviamente gli scontri, per cui non si è badato a spese, spesso grandiosi, esagerati, ma sempre divertenti.
Per la prima decina di episodi si prepara il terreno, gli scontri sono molto sbilanciati e i personaggi ancora vengono tutti lentamente introdotti, poi con l'inizio del torneo mondiale vero e proprio, fino a quel punto si vedono solo le qualificazioni, abbiamo le prime sfide interessanti, e poi finalmente le fasi finali con un combattimento migliore dell'altro.
Ovviamente non ci sono grossi colpi di scena, e tutto va più o meno sempre come ce lo si aspetta, gli spottoni alle altre serie di Gundam e, soprattutto, ai gunpla è come piovessero, e il pubblico di riferimento è in generale più giovane rispetto allo standard di queste serie, anche se le chicche per appassionati abbondano e sarà divertente cogliere tutte le citazioni.
La parte più strettamente fantasy è presente ma relegata ai margini come sottotrama, e solo nel finale diventa veramente importante, permettendo di avere un'enorme battaglia esageratissima e divertente, mentre le sottotrame romantiche sono trattate sempre in modo molto leggero e divertito.
La serie si prende forse certe volte troppo sul serio, e alcune reazioni dei personaggi possono sembrare esagerate, ma si perdona tutto e una volta entrati nell'ottica si accetta tutto.
Mi sento di consigliarla a chi cerca qualcosa di divertente e leggero o a chi vuole avvicinarsi per la prima volta al mondo di gundam, avendo una panoramica sul design delle varie serie, avvertendo unicamente che vi farà venire enorme voglia di mettervi a costruire modellini.

Risultati: Abbastanza buoni, è notizia di questi giorni il desiderio del produttore di creare una seconda serie che faccia da sequel.

Come recuperarlo: SubZero is the way.

Piovono Mobile Suit, La Guida 

giovedì 13 marzo 2014

Mobile Suit Gundam AGE [Piovono Mobile Suit]

Nota preventiva: Parlare di questa serie senza fare spoiler è praticamente impossibile, cavoli anche l'immagine che ho messo in apertura con un po' di perspicacia diventa un doppio spoiler mica male. Per non dire che tipo di spoiler possa essere guardarsi le sigle in anticipo! Quindi si, troverete vari spoiler, tenterò di non essere troppo specifico e nel caso ne debba fare di grossi avvertirò comunque in anticipo.

Un po' di storia: 2011, l'epopea di 00 si è conclusa l'anno precedente con il film cinematografico, successi, applausi. Sunrise decide quindi di provare "nuove" strade: per la prima volta appaltare la produzione a qualcuno di esterno, in questo caso Level 5, famosa casa produttrice di videogiochi, a cui viene affidata in toto la serie di 49 episodi, alla regia Susumu Yamaguchi, che già aveva fatto da animatore per varie serie di gundam precedenti.

Trama: Il calendario è quello dell'Advanced Generation, AG, l'anno è il 114, Flit è un geniale quattordicenne orfano di guerra che ha progettato un nuovo Mobile Suit: il Gundam AGE-1. La storia seguirà le disavventure di Flit, di suo figlio Asemu e di suo nipote Kio, tutti che, per un motivo o per l'altro, si ritrovano a far parte dell'equipaggio dell'astronave Diva, in un arco di tempo che arriva fino all'anno 164 e segue il corso della guerra contro i Vagan, misteriosi nemici che continuano ad attaccare colonie sotto il controllo della Federazione Terrestre.
Cosa ne esce fuori: La trama inizialmente mi ispirava abbastanza, tre generazioni di eroi, seguire la trama che si espande nell'arco temporale e tutto già progettato dall'inizio, coerente e il tutto in 49 episodi. La storia è divisa in 4 archi narrativi: il primo è ambientato nell'AG 114, e parla di Flit, il secondo è ambientato nell'AG 140-142 e parla di Asemu, il terzo e il quarto sono entrambi ambientati nell'AG 164, il terzo ha come protagonista Kio e il quarto è orientato ad utilizzare tutti e tre come protagonisti, anche se Kio rimane comunque il personaggio centrale. Ogni arco è inoltre riferito ad un periodo dell'UC, sia nella trama, sia nel design, sia con citazioni fini a se stesse.
Il chara è abbastanza brutto, e fa sembrare tutti dei ragazzini, anche gli adulti, tranne Kio, che ha 13 anni e la prima volta che appare sembra abbia 20 anni, poi si riallinea.
Il primo arco narrativo, con protagonista Flit, è basato sullo scoprire chi siano i misteriosi nemici, su un gruppo di personaggi che si trovano sulla nave totalmente per caso e setta il tono e lo stile della serie, abbiamo personaggi abbastanza monodimensionali, un mecha basilare e una storia decisamente prevedibile, alcuni pezzi sono ingenui come mai si è visto prima in una serie di Gundam, ma in generale si è curiosi di andare avanti, di vedere come prosegue. C'è un pezzo abbastanza tragico e importante per Flit, segnerà il suo comportamento per tutta la serie, ma per il resto non si segnala nessun pezzo di spicco. La serie di riferimento è ovviamente il Gundam originale, sia nel design, che nella trama delle persone che si trovano per caso a bordo di una nave durante l'attacco ad una colonia, ma dopo poco prende una strada del tutto autonoma.
La seconda parte è, ve lo anticipo fin d'ora, di gran lunga la migliore, innanzitutto anche se è ispirata a Zeta Gundam ha una trama abbastanza inedita nel panorama di Gundam, Asemu non solo è figlio di un genio, ma a differenza di suo padre non è un X-Rounder [l'equivalente dei Newtype] quindi ci troviamo a tifare per questo ragazzo che metterà tutto il suo impegno nel diventare un grande pilota. Vediamo i personaggi del primo arco cresciuti, tra cui Woolf che ho eletto a mio personaggio preferito, e i nuovi che si aggiungono sono tutti bei personaggi, a partire da Zeheart, nuovo alleato/nemico. Si, ci sono i cloni di Char, ben due in questo arco, ma una storia interessante, dei personaggi simpatici e tridimensionali, cattivi finalmente caratterizzati, e una regia che per quanto basilare riesce comunque a portare il lavoro a casa. Anche il mecha è per una volta ben fatto. Certo, ha i suoi difetti, tra cui un epilogo di cui non ho ben capito il senso, ma evita puntate che girano a vuoto e forse il difetto principale è il poco spazio riservato ad alcuni passaggi, soprattutto pensando a quanto più avanti si girerà a vuoto.
È nella terza parte che crolla tutto, Kio è il protagonista peggiore dei 3, ha archi narrativi tremendamente noiosi, personaggi nuovamente bidimensionali tranne un paio, che comunque appaiono pochissimo. Ispirato a ZZ, ma con elementi di Victory, Kio e Uso sono coetanei, anche se talvolta ci sono dei bei momenti o dei begli episodi è stato veramente un grosso ostacolo da superare, dopo la bellezza della seconda parte ci si trova nel tentativo di umanizzare i nemici e di creare una trama che faccia da transizione verso il finale, ma gira tremendamente a vuoto, riproponendo oltretutto situazioni che abbiamo già visto nella prima parte. Interessante, ma trattata malissimo, l'idea di [SPOILER] trasformare Asemu in un pirata, usandolo come personaggio borderline per un po' [/SPOILER].
La quarta, ovviamente siamo dalle parte del Contrattacco di Char, è la più breve, solo 10 episodi, e inizia con la versione animata della NOIA, fortunatamente si riprende abbastanza negli ultimi 4-5 episodi, in cui si trova il tempo di risolvere tutti i nodi in sospeso, buttare alle ortiche la tremenda sottotrama dell'EXA-DB e di portare a conclusione le evoluzioni dei personaggi, risolvendo la situazione di Flit che ci trascinavamo da 30 episodi.
Non dico nulla sul finale perché è un bel finale anche se [SPOILER] il nemico finale sbuca totalmente dal nulla e il combattimento non ha pathos, ma 5 minuti prima c'era uno scontro Zeheart - Asemu fantastico quindi li perdono [/SPOILER], ma certo, metà della bellezza per certi versi è quella che si regge sulla seconda parte.
Ultime note: trovo assurdo nche la vita nello spazio sia trattata nella maniera più scema vista finora, e che le battaglie sono tutte bidimensionali "Oh no, abbiamo nemici davanti e dietro" ma nello spazio esistono altre 4 direzioni eh, infine è assurdo che in un arco di tempo di 60 anni, considerando anche il prologo, la tecnologia non faccia passi avanti, pensate a quanto sia cambiata nel mondo reale negli ultimi 60 anni.

In tutto questo è la prima volta che mi sento di poter consigliare la versione riassuntiva: i due film Memory of Eden sono praticamente il riassunto della seconda parte, con alcune scene inedite abbastanza interessanti, e del finale, quindi persino gli stessi autori si sono resi conto di quanto il resto fosse trascurabile.

Risultati: La serie di Gundam col minor share di tutti i tempi, il flop più grosso che si sia visto finora per il brand. Devo aggiungere altro?

Come recuperarlo: Fansubbato dai SubZero, che hanno subbato anche i due film riassuntivi.

mercoledì 29 gennaio 2014

G-Saviour [Piovono Mobile Suit]

Ed ecco a voi l'unico live-action di Gundam, nonché uno dei pochissimi live-action coi robottoni esistente! Ed è saldamente piantato nella continuità dello Universal Century!

Un po' di storia: 1999, ventesimo anniversario della serie originale, la Sunrise decide di festeggiare producento questo lungometraggio per la TV, una coproduzione Canada-Giappone. Il budget è televisivo, lo staff anche, Tomino non è in alcun modo coinvolto.

Trama: UC 0223, la Federazione è stata smantellata e il suo posto è stato preso dal Consent, che controlla terra e colonie. Mark Curran è un ex-soldato ritiratosi che lavori in un istituto di ricerca sottomarina, si troverà per caso invischiato in un complotto che coinvolge Gaea, una lontana colonia agricola, uno scienziato scomparso e parte dell'esercito. Ovviamente finirà per pilotare il G-Saviour, il super mobile suit di turno.

Cosa ne esce fuori: Chiariamo, non è così tremendo come avreste potuto sentire in giro, ma va detto che non è che sia granché. La sceneggiatura non ha grossi buchi e voragini e tutto sommato scorre senza particolari problemi, i personaggi hanno un loro arco evolutivo, ma è tutto molto piatto. Gli effetti speciali sono semplici e grigi, ma è pur sempre un prodotto televisivo del '99, e sono comunque ben animati.
Il protagonista è un po' odioso, e i suoi dubbi vengono sempre risolti molto di fretta. Ma va detto che la sua storia si adagia abbastanza a quello che è lo standard della saga: personaggio coinvolto per caso che decide di fare la cosa giusta.
I personaggi secondari sono invece abbastanza scialbi, e i cattivi sono veramente bidimensionali, ma qua penso che il problema sia il tentativo di creare un cast troppo ampio.
Il G-Saviour è un mobile suit pesante e colossale, e per quanto sia graficamente povero rimane sempre abbastanza credibile. Va detto anche che ci troviamo per la prima volta di fronte ad un tentativo realistico di rappresentare i mobile suit con attori in carne ed ossa, e tutto è molto sperimentale. Nel '99 non ci sono neanche programmi che riescano a gestire la fisica di mostri del genere. Per quanto non eccelso il risultato finale è sicuramente apprezzabile il tentativo.

Lati negativi: Come potete leggere sopra se le intenzioni sono buone il risultato è abbastanza deludente. Non si lesina sulla quantità di scene d'azione o di astronavi, stiracchiando il budget il più possibile. I robot si muovono nella stessa maniera in acqua, in atmosfera e nello spazio, quando le serie fatte finora hanno sempre insistito sulla difficoltà di passare da un ambiente all'altro.
La gravità è gestita veramente male e i mobile suit secondari sono lentissimi nei movimenti.
Gli attori hanno un tipo di recitazione molto elementare, ma va detto che sono in linea con gli standard televisivi di quegli anni.

Risultati: Non so quanti l'abbiano visto al tempo, venne dimenticato abbastanza in fretta e di solito non viene citato neanche dalla Sunrise. Anche il merchandising è molto ridotto: un videogioco per ps2 e un romanzo (che, curiosamente, è l'unico romanzo di Gundam pubblicato in Italia).
EDIT: Mi suggeriscono che la Star Comics ha pubblicato i 3 romanzi di Tomino riguardanti la serie classica.

Come recuperarlo: Si, avete indovinato, Starsubber anche a questo giro. C'è veramente bisogno che vi linki il sito?

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martedì 28 gennaio 2014

Mobile Suit Gundam Victory [Piovono Mobile Suit]


Ultima serie tv dedicata allo Universal Century, sia in ordine di uscita, che in ordine cronologico. Probabilmente è l'opera di Tomino più personale e più particolare, e scrivere questa recensione mi è costato più fatica del previsto.
NOTA: Ci potrebbero essere spoiler sulle opere precedenti.

Un po' di storia: 1993, la Sunrise decide di rilanciare il marchio di Gundam dopo 14 anni dall'inizio della saga. Il precedente flop del costosissimo F91 li porta però ad andare con i piedi di piombo: medio budget, Tomino alla regia per catturare i vecchi fan, storia completamente nuova e design bambinesco per attirare il pubblico più infantile, robot giocattolosi per vendere i modellini. Tomino è però in una fase di depressione e pessimismo, che era già cominciata anni prima e che si risolverà solo dopo la realizzazione della serie.

Trama: UC 0153, 74 anni dopo la guerra di un anno. La Federazione Terrestre è ormai indebolita, sia politicamente che militarmente. Approfittando della situazione l'impero di Zanscare, nato su Side 2, decide di tentare una conquista e di imporre i suoi ideali matriarcali sulla terra.
Uso Ewin, 13enne, che vive vicino Praga, viene coinvolto suo malgrado nello scontro e si unisce alla League Militaire, un'organizzazione indipendente, per combattere Zanscare. Diventa per caso pilota del Victory Gundam.

Cosa ne esce fuori: Cominciamo col dire che le due opening mi piacciono tantissimo, sia musicalmente che graficamente. Il design invece è abbastanza anomalo. Se da un lato il Victory è un bel Gundam il resto dei MS vanno dal mediocre, all'atroce. Stenderei un velo pietoso sulla flotta Motorad. Il Victory 2 è un po' troppo giallo ma fa la sua figura.
Ah, viene trovato un senso reale al robot componibile, finalmente.
Il livello dell'animazione parte in maniera mediocre e di tanto in tanto migliora, ma da un punto di vista grafico e visivo la serie si confonde con le tante produzioni anni 80 e 90, anzi, rispetto a quanto visto fino a poco prima in Gundam sfigura proprio.
Quello che rende questa serie interessante è la maniera in cui Tomino imbastisce storia e dialoghi. Non siamo all'ennesima riproposizione del conflitto zeoniano, anzi, di questa guerra non vediamo neanche bene come è iniziata, ma rusciamo solamente a seguire il flusso di informazioni che arrivano ad Uso. E quello che arriva ad Uso è un turbine di morte e violenza.
Victory è una serie in cui c'è un senso di morte e tragedia aleggiante perennemente. In cui non sai mai chi potrebbe essere il prossimo a morire e in cui non c'è una ragione dietro le morti, non c'è un filo logico. Normalmente i personaggi muoiono quando hanno svolto la loro funzione o sono arrivati alla conclusione del loro percorso, in Victory no. I personaggi muoiono e basta.
Tomino non è nuovo ad usare la morte però, anzi, in Zeta abbiamo già visto come Kamille arrivi persino ad accettare la morte, ma dove Kamille era il personaggio che camminava fianco a fianco con la mietitrice, che in Zeta i personaggi morivano sereni, in Victory i personaggi continuano a combattere contro la morte e a non accettarla praticamente mai. Kamille è un po' un Amleto gundamico, che nel finale della sua serie riesce finalmente ad essere in pace solo quando è cerebroleso e dopo aver fatto da tramite tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti. Uso invece non viene aiutato dai morti a terminare i conflitti ma si fa indicare da loro il prossimo obiettivo, regalando a Katejina un destino forse peggiore della morte. In parole povere Victory è un'opera depressa che però non vuole essere deprimente. La morte è negativa, la morte è dolore, la morte non può essere accettata. Inevitabile, ineluttabile, pervade tutta l'opera, ma nessuno in tutta la storia si sogna mai di accettare la morte, se non i più anziani nel finale.
Un'altro fattore che pervade l'opera è la misantropia. Tomino riserva la totale positività a 3 personaggi di totale, Uso, Karlmann e Marbet, tutti gli altri sono sempre sfumati negativamente, sia i genitori di Uso, sia i suoi compagni. A conti fatti la vera differenza tra i "buoni" e i "cattivi" è che i primi sono quelli che hanno deciso di accettare i propri limiti e di superare i propri difetti.
I buoni si fanno pochi scrupoli ad usare dei bambini in guerra, i cattivi si fanno portatori dell'amore materno. Ma se idelisticamente potremmo anche concordare con gli Zanscare non solo i modi sono tremendi, ma ci troviamo di fronte a persone che non sono mai riuscite ad andare oltre il rapporto madre-figlio e che tutto quello che vogliono è tornare a quello status. Uso invece durante la storia riesce a maturare, e passa da bambino in difficoltà a colui che vuole difendere la nuova vita che deve nascere (il figlio di Marbet).
In tutto questo c'è un numero enorme di comic relief, di personaggi buffi, di ragazzini, di robot ridicoli, di cani che fanno facce strane e di Haro superpotente. La serie non è neanche triste, anzi, ad una prima occhiata rimane un giocattolone, è solo depressa nel suo essere.
Il punto di forza rimane sicuramente la sua sceneggiatura, il suo decidere di concentrarsi sul personaggio di Uso, finendo per raccontare una storia quasi intimista, piazzando alcuni dialoghi nel momento giusto e nel modo giusto che andrebbe mostrato nelle scuole di cinema di tutto il mondo.
La regia è priva di grandi inquadrature e di grandi vezzi, e non fa nulla per valorizzare nè lo spazio nè i mobile suit, ma tutto sommato guida lo spettatore senza farlo mai perdere.
Infine possiamo vedere come la donna venga esaltata nel suo essere madre, in una visione quasi religiosa (Marbet non può essere colpita dopo che è rimasta incinta).
Ultima nota: il sadismo di Tomino viene spesso controbilanciato dalla compassione di Uso, e mi sembra di star guardando il campionario delle paure, ansie e desideri del regista.

Lati negativi: Dal punto di vista grafico come abbiamo già detto è molto scadente, molti personaggi sono abbastanza piatti e il senso di morte può essere un po' indigesto. Alcune navi sono veramente ridicole. Il contesto è totalmente tralasciato e in realtà non si capisce neanche bene chi fosse il vero cattivo. Mi viene il dubbio che sia tutto un piano dello Jupiter Empire. Se fosse durato 10-20 episodi in meno ne avremmo tutti giovato a causa di una parte centrale un po' legnosa e ripetitiva.

Risultati: Non un flop da portarla a cancellazione prematura, ma non un successo da portarla ad avere seguito. Non un flop da portare alla morte il franchise, ma non un successo da evitare la strada delle nuove timeline.
Ignorata da più è sicuramente una delle serie meno note e apprezzate. Rinnegata da molti fa per l'aspetto visivo e non necessaria alla conclusione delle trame. Pochi modellini venduti, non è mai arrivata nel mercato occidentale.
Dall'anno successivo le serie tv saranno legate sempre a nuovi universi e finalmente si riuscirà nell'intento di catturare quel pubblico infantile di cui a Tomino è sempre importato poco.
Quest'ultimo uscirà finalmente dalla depressione ma tornerà alla regia di un Gundam solo nel 1999 con Turn A Gundam, che sarà una serie molto più solare.
Esistono anche pochissimi prodotti collaterali, un paio di fumetti e basta se non erro. Peccato perché sarebbe stato bello vedere come si sarebbe potuto sviluppare questa nuova fase dell'UC.

Come recuperarla: In questa già più lunga del solito recensione mi sento in dovere di fare delle specifiche anche qui. La serie è stata subbata dagli Starsubber, come già altre serie, è stato un fansub dalla lavorazione travagliata che è durato per ben 7 anni (Qui un sunto della storia da parte dello staff). Si tratta finora della serie più lunga da loro realizzata, e visto il lavoro fatto, migliore di quello di molti professionisti, un ringraziamento se lo meritano.*

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*Un ringraziamento se lo sarebbero meritato pure se avessero fatto schifo eh.

domenica 19 gennaio 2014

Mobile Suit Gundam F91 [Piovono Mobile Suit]


Un po' di storia: 1991, sono passati due anni dal successo di Char's Counterattack, e si sta pensando di creare una nuova storia di Gundam, che possa essere un nuovo inizio per tutti, nuovi e vecchi, che però porti avanti le tematiche di un tempo e che possa far parte della legacy. Nasce così F91, ambientato nel UC 0122, serie tv in cui... Serie tv!? Inizialmente così doveva essere, se decide però di creare una saga cinematografica, tre film, nel primo dei quali vengono condensate le sceneggiature dei 13 episodi già scritti.
Viene rimessa su la squadra originale (Tomino, Yasuhiko, Okawara) e una megaproduzione che non bada a spese. Tomino però è in fase depressiva acuta, che non si risolverà fino a metà degli anni '90.

Trama: UC 0122, l'esercito di Crossbone Vanguard, che porta avanti gli ideali dell'aristocrazia spaziale, attacca Frontier IV, la colonia dove vive il nostro protagonista Seabook Arno, facendo una strage. Un gruppo di sopravvissuti scapperà verso Frontier I, rifugiandosi sulla nave Space Ark e aiutando la resistenza, scoprendo che le loro vite sono legate a doppio filo con questa guerra, alcuni da una parte, altri dall'altra, come Cecily, in realtà figlia di Carozzo Ronah, vero cattivo del film.

Cosa ne esce fuori: condensare 13 episodi in 2 ore non è un'impresa semplice, e per quanto la prima metà riesce ad essere fluida ad un certo punto gli eventi iniziano a succedersi troppo rapidamente, lasciando la sensazione che qualcosa manchi nel mezzo. Troppi personaggi per essere gestiti, troppi eventi per potersi districare. Tomino per quanto non fosse il ritratto della felicità nelle precedenti opere, qua è veramente depressivo: i morti sono tanti e presenti dall'inizio, non c'è speranza, i rapporti familiari fanno sempre e comunque schifo, gli esseri umani fanno schifo, i cattivi fanno schifo. C'è un po' di speranza nel finale, ma non troppa comunque.
Dove però il film vince a mani basse è la realizzazione tecnica, l'F91 è uno dei migliori Gundam visti finora, Carozzo fa veramente paura, e l'animazione è a livelli stratosferici. Veramente, passerete metà film con la mascella spalancata per quanto sia fatto bene.
Una nota su Carozzo, che per quanto non pienamente caratterizzato, sarebbe potuto essere il vero erede di Char se espanso come personaggio, [Spoiler] nel finale muore quindi ciccia, passiamo avanti [/spoiler].
Il finale è fortunatamente non così sbrigativo come si potesse temere, anzi, è emozionante e fantascientifico il giusto. Peccato che sia monco, con la scritta finale "Questo è solo l'inizio" che sembra più una presa in giro a posteriori.
Registicamente Tomino si dedica tantissimo ad inquadrature ampie, campi lunghi, concendosi spazio spesso per azioni spettacolari. Una delle sue migliori opere da questo punto di vista.
Ah, ci sono alcuni rimandi estremamente evidenti a Star Wars, sia nelle musiche sia nella storia, che già era "citato" sin dall'inizio, ma mai così esplicitamente (a parte il discorso delle spade).

Lati negativi: Oltre alla seconda parte molto sbrigativa bisogna segnalare tantissimi personaggi inutili o monodimensionali. Solo 3-4 personaggi sono veramente caratterizzati, per gli altri suppongo si puntasse sui mai realizzati seguiti. Ci si perde proprio tra i vari personaggi che ci sembrano tutti uguali e nomi che si fa fatica a memorizzare, acuendo la sensazione di stordimento durante la seconda parte.

Risultati: Un flop, il che porterà alla cancellazione dei due seguiti annunciati, lasciando la trilogia incompleta. Nessun film cinematografico con materiale inedito riguardante Gundam verrà realizzato fino al 2010! Tomino riadatterà le trame lasciate in sospeso in Crossbone Gundam, fumetto da lui scritto (disegnato da Yuuichi Hasegawa) che però ancora sto leggendo, quindi ne riparliamo più avanti. Questo film è però il primo vero tentativo di ricominciare con Gundam, e per quanto sia un flop porterà la Sunrise a provarci insistentemente, iniziando a progettare gli universi alternativi che finiranno per diventare lo standard del marchio.

Come recuperarla: In italiano esiste in DVD e Blu-Ray editi da Dynit, che si fregiano anche di un doppiaggio decente. Prendetevi la versione in alta definizione che ne vale veramente la pena.

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sabato 28 dicembre 2013

Model Suit Gunpla Builder Beginning G [Piovono Mobile Suit]

Un po' di storia: Nel 2009 Gundam compie 30 anni, tra le varie celebrazioni spicca sicuramente la costruzione di un Gundam a grandezza naturale ad Odaiba, che fornisce anche lo spunto iniziale per quasta miniserie. Siccome uno dei pilastri portanti del mito di Gundam sono i gunpla, modellini di plastica da montare e rifinire, si decide di dedicare per la prima volta un'opera di animazione a questi modellini, sfociando talvolta nello spot pubblicitario. Tre episodi da 15 minuti, realizzati con un discreto dispiego economico. Alla regia Kou Matsuo, futuro director di Valvrave, al Mecha un po' tutti quelli che si sono visti finora vista la grande presenza di citazioni e riferimenti.

Trama: Haru è un ragazzo come tanti altri, un giorno viene accompagnato dal padre a vedere il Gundammone in scala 1/1 di Odaiba, rimane fulminato! "Lo voglio anche io!" Siccome un gunpla 1/1 sarebbe un po' difficile da realizzare si deve accontentare del 1/144 del Beginning G, ispirato al Victory 2, un modello che pare decisamente raro. Ma non solo si dedica a costruirlo, siccome siamo in un anime i gunpla vengono usati per delle battaglie: scannerizzati e immersi in una realtà virtuale si combatte come se ci si trovasse sul campo di battaglia. I migliori combattenti sono conosciuti come Gundam Meister, e siccome il nostro protagonista è un tipo poco ambizioso dopo 10 minuti di storia vuole diventarlo anche lui.

Cosa ne viene fuori:  Quella che temevo sarebbe stata una bella ciofeca è invece una serie divertente, dal ritmo serratissimo per il poco tempo a disposizione, ma comunque capace di delinare abbastanza bene non solo il protagonista, ma anche tutto il cast di supporto. Per quanto il mecha sia ovviamente più giocattoloso del solito le battaglie sono comunque ben fatte e anzi, la battaglia finale è veramente spettacolare. Certo, non ci sono grandi archi narrativi, tragedie o simili, ma ci si emoziona comunque durante la visione. Il finale, con la grande battaglia campale [spoiler] che non mostra il vincitore [/spoiler] è più coraggioso di quanto non fosse dovuto.

Lati negativi: Il principale "antagonista", Boris Schauer, è insomma, un po' ridicolo, anche per gli standard giocosi della serie. Vestito in maniera un pochino esagerata, sempre con gli occhiali da sole e gira a cavallo! Se si voleva creare la versione camp di Char ci si è riusciti appieno, se si voleva creare un personaggio interessante si è falliti su tutta la linea. Il suo Gundam però è veramente spettacolare. Per il resto nulla da segnalare.

Risultati: 45 minuti di intrattenimento ben fatto, la serie fornirà l'ispirazione per Build Fighters, che però non è ambientata nello stesso universo, e poco altro. Il regista si vedrà affidato Valvrave, nuovo successone targato Sunrise.

Come recuperarla: In italiano è disponibile solo il fansub ad opera del gruppo SubZero

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lunedì 2 dicembre 2013

Mobile Suit Gundam ZZ [Piovono Mobile Suit]

Un po' di storia: Zete Gundam è finito col botto, grande battaglia finale, lacrimoni, Haman Karn e i suoi ancora in circolazione. Per quanto sia piaciuta agli appassionati, gli ascolti non sono stati soddisfacenti secondo la produzione che tenta quindi di catturare un nuovo pubblico. Quella che doveva essere la seconda stagione di Zeta diventa così una serie autonoma: ZZ. Nuovo cast, nuovi luoghi, nuove trame. Cambia il charachter design: Hiroyuki Kitazume subentra a Yasuhiko, e per quanto non male, non è all'altezza oltre a risultare oggi come visivamente più datato.

Trama: L'Argama arriva a Side 1 per delle riparazioni, un gruppo di ragazzi vuole fregarsi il Gundam per rivenderlo, finendo ovviamente per diventare parte dell'equipaggio, un demente di Zion ha l'ordine di distruggere l'Argama. Questa è la trama dei primi 20 episodi, in cui non succede nulla di nulla. Infatti la maggior parte degli eventi riguardanti lo scontro tra AEUG e Neo Zeon avvengono altrove, dopo, fortuntamente, riprende la storia riguardante la guerra, in cui un'AEUG sempre più stanca si trova ad essere l'ultimo baluardo contro le forze di Haman Karn, mentre la federazione terreste è sempre più egoista e inutile.

Cosa ne viene fuori? A partire dalla profonda differenza tra le due sigle si può capire quanto questa sia la serie più discontinua di tutte, innanzitutto lo stacco da Zeta è tremendo, il vecchio cast viene rimpiazzato da un gruppo di ragazzini, e si punta tantissimo all'umorismo demenziale. Spesso con pessimi risultati. Bright Noa, che rimane invece in pianta stabile, è irriconoscibile. I primi 20 episodi sono veramente da rimuovere, salvo per qualche dettaglio, visto che i personaggi rimangono praticamente sempre uguali, la trama non avanza, e le gag non fanno ridere. Poi, fortunatamente la serie torna su binari classici, si torna ad un tono più drammatico, a volte anche troppo di rottura rispetto agli episodi precedenti, e la serie finalmente decolla, presentando alcuni episodi veramente belli (il colony drop, il finale). Il mecha presenta alcuni dei mobile suit migliori visti finora e la realizzazione tecnica, per quanto molto altalenante anch'essa, riesce spesso a valorizzarli. Per chi fosse interessato a livelli di potere e simili volevo segnalare che Judau e il ZZ sono probabilmente tra i più potenti newtype e gundam visti nell'UC. Forse anche troppo.
L'opera per quanto sia inferiore a tutte le altre produzioni di Tomino riguardanti Gundam merita comunque la visione, anche per scoprire il fato di alcuni personaggi come Kamille, Fa, Hayato, Sayla e altri, a cui non sarà più concesso spazio in futuro (finora, la speranza è l'ultima a morire comunque).
Ci sono alcune finezze inoltre nella caratterizzazione dei personaggie degli eventi che riescono a rendersi originali, ho molto apprezzato ad esempio il percorso di crescita del protagonista, Judau, che è inverso a quello di Kamille e Amuro: mentre la sua maturazione avviene abbastanza in fretta sono i suoi ideali, i motivi che lo spingono a combattere che crescono piano piano e devono prendere forma nella serie, portando ad un bellissimo discorso nel finale della serie.
Si riesce finalmente ad abbandonare una narrazione strettamente episodica concedendo storie divise in più parti con finali in sospeso. La regia di Tomino diventa però più anonima, meno incisiva e meno significativa.
Ah, Judau insegna abbastanza in fretta al resto del cast che è meglio non provare a dargli schiaffoni in faccia (belli i tempi di Amuro e Kamille eh?).

Lati negativi: Purtroppo queste finezze e questo protagonista differenti non riescono a fare breccia come dovrebbero, è vero, Judau ha una sua identità, ed evita di essere una copia, purtroppo il resto del cast è composto da macchiette, a volte insopportabili, tipo Mashymre e Chara, e di personaggi veramente interessanti se ne registrano giusto due: Haman Karn e Elpeo Ple.
La realizzazione è veramente troppo altalenante, e certe volte ci sono dei buchi di sceneggiatura enormi, inspiegabili. Alcune parti (Moon Moon) sono veramente difficili da guardare.

Risultati: Un flop, che domande, non piace ai nuovi, non piace ai vecchi (e 20 episodi sono stati troppi per poterli recuperare). La serie getterà alcun spunti beatamente ignorati che rimarrano in sospeso per... beh, alcuni per sempre. Per quanto essenziale per scoprire come prosegue la storia, e saltare da Z a Char's Counterattack crea un vuoto narrativo enorme, non viene mai tenuto particolarmente a cuore nè dagli appassionati, per quanto lo ZZ come mobile suit sia generalmente apprezzato, nè dagli autori, lo stesso Tomino con Z: A New Translation ha tentato di metterlo fuori continuity, ma visto che Unicorn lo cita direttamente direi che ANT è una linea temporale alternativa.

Note a margine: Paradossalmente è finora la serie più realistica dal punto di vita nello spazio, anche se continua ad essere strapiena di errori (nuovamente: i liquidi). I mobile suit componibili sono essenzialmente inutili e infatti la serie stessa abbandona abbastanza in fretta le scene di composizione dello ZZ, che saranno una decina in tutta la serie, per farlo uscire dalla nave direttamente montato. Serve però [spoiler sul finale] a dimostrarci nel finale quanto sia potente Judau, che in un momento di disperazione riesce a montare le 3 parti con la forza della mente [/spoiler].

Come recuperarlo: In Italiano sono disponibili una trentina di episodi ad opera degli Starsubber, mentre il resto della serie è disponibile solo subbato in inglese. La parte che si trova solo in inglese è la parte migliore della serie ovviamente, quindi mi sento in dovere di consigliarvi di vedervela comunque. O di aspettare che gli starsubber completino il lavoro (a patto che non facciate i cretini che vanno a dirgli di sbrigarsi, anzi, ringraziateli del lavoro che fanno gratuitamente).

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