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martedì 26 agosto 2014

Black Rock Shooter OAV [Angolo delle Cose Perdute]

Black Rock Shooter non è solo un anime, è un fenomeno di costume, in cui il merchandising vale commercialmente molto più di quanto non valgano i prodotti di puro intrattenimento.
Internet straborda di immagini, sfondi, canzoni, vendita di gadget, e quant'altro.
Quindi, perché nell'Angolo oggi dovrei parlarvi di BRS?
Perché anche se in Italia sono arrivati i fumetti e la serie tv è disponibile anche in bluray, c'è un prodotto che ci siamo dimenticati di importare: l'OAV che ha dato origine alla serie.

Così nascono i miti. BRS ha una genesi veramente strana e particolare. Huke, un illustratore, una mattina si sveglia e crea un disegno che segnerà in maniera indelebile la sua vita. Questo qui. Il giorno successivo è il 26 dicembre 2007 e Huke lo posta sul suo blog. Huke è membro di un gruppo musicale: i Supercell, in cui milita anche Ryo, che vede il disegno ed ha un'epifania: deve scrivere una canzone che parli di quella ragazza. Passano alcuni mesi e un video musicale prende vita, la voce è quella di "Hatsune Miku", che in realtà non esiste ed è un programma, e i disegni di Huke ovviamente. Eccolo qui. Viene uploadato su Niconico, all'epoca Nico Nico Douga, l'equivalente giapponese di youtube, il 13 giugno 2008, e una settimana dopo approda su Youtube. Ed è subito successo. La quantità di fan art che viene prodotta sul personaggio diventa abnorme, fan video, cover, reintepretazioni, si è aperta una breccia, sta nascendo una fanbase.
Anno 2010, lo studio Ordet ha bisogno di un titolo forte per creare la propria opera prima. La scelta ricade, ovviamente altrimenti non ne starei parlando, su BRS. Attenzione però non sto parlando della serie tv del 2012, sto parlando dell'oav autoconclusivo di 50 minuti, che esce nella primavera di quell'anno e che è al momento abbastanza trascurato dalla fanbase.

L'OAV. Alla regia abbiamo Shinobu Yoshioka, lo stesso che poi dirigerà la serie, che, insieme allo sceneggiatore Nagaru Tanigawa, immagina una storia con protagonista due ragazze: Mato e Yomi, che si incontrano a scuola e che durante l'anno scolastico diventeranno amiche inseparabili. Crescendo insieme ed affrontando l'inizio della turbolenta adolescenza.
So che non è esattamente quello che vi aspettavate.
Black Rock Shooter, che è il nome sia del personaggio che dell'opera, esiste in una dimensione parallela, che forse esiste forse no, che riflette l'emotività della realtà, sfogando in combattimenti quelli che sono gli stati d'animo delle ragazze.

Un mondo fatto a scacchi, croci e proiettili, in cui rabbia e frustrazione diventano la scusa per rocamboleschi scontri tra combattenti.

La trama abbastanza esile permette di prendersi tutto il tempo necessario senza dover ammucchiare eventi e la qualità dell'animazione è sempre molto alta, i dialoghi forse non saranno brillanti, ma si continua a seguire le disavventure quotidiane di queste ragazze, in preda all'inizio della pubertà, con piacere.
Anzi, la fine arriva pure abbastanza improvvisa e spiazzante, visto che ormai sintonizzati su una durata standard da film, allo scadere dei 50 minuti ci si ritrova attoniti a pensare che un'altra ora non avrebbe fatto per nulla schifo.

Contributo al mito? Tanto, ma tutto indiretto. L'OAV è il primo prodotto d'intrattenimento legato al brand e darà il via a fumetti, videogiochi e ovviamente la serie tv, che ad opera dello stesso regista arricchierà ed amplierà il concept, usando proprio gli stessi personaggi.
Questo purtroppo è il più grosso limite di questo film: è la beta version della serie tv, che è un'ottima serie tv, che vince sull'oav sotto qualunque punto di vista. Infatti quando il successo esce dai confini del Giappone questo film viene lasciato indietro.
In Italia non è stato tradotto ufficialmente, e bisogna cercarlo fansubbato per poterlo vedere, io consiglio la versione dei Freedom Subs.

Motivi per vederlo e non lasciarlo nel dimenticatoio: Innanzitutto per completismo se siete fan, per vedere come il brand sia nato, poi se non avete visto la serie è un ottimo punto di partenza, per farsi un'idea o semplicemente perché è un bel film che dura poco e che è un peccato che venga dimenticato.

mercoledì 29 gennaio 2014

G-Saviour [Piovono Mobile Suit]

Ed ecco a voi l'unico live-action di Gundam, nonché uno dei pochissimi live-action coi robottoni esistente! Ed è saldamente piantato nella continuità dello Universal Century!

Un po' di storia: 1999, ventesimo anniversario della serie originale, la Sunrise decide di festeggiare producento questo lungometraggio per la TV, una coproduzione Canada-Giappone. Il budget è televisivo, lo staff anche, Tomino non è in alcun modo coinvolto.

Trama: UC 0223, la Federazione è stata smantellata e il suo posto è stato preso dal Consent, che controlla terra e colonie. Mark Curran è un ex-soldato ritiratosi che lavori in un istituto di ricerca sottomarina, si troverà per caso invischiato in un complotto che coinvolge Gaea, una lontana colonia agricola, uno scienziato scomparso e parte dell'esercito. Ovviamente finirà per pilotare il G-Saviour, il super mobile suit di turno.

Cosa ne esce fuori: Chiariamo, non è così tremendo come avreste potuto sentire in giro, ma va detto che non è che sia granché. La sceneggiatura non ha grossi buchi e voragini e tutto sommato scorre senza particolari problemi, i personaggi hanno un loro arco evolutivo, ma è tutto molto piatto. Gli effetti speciali sono semplici e grigi, ma è pur sempre un prodotto televisivo del '99, e sono comunque ben animati.
Il protagonista è un po' odioso, e i suoi dubbi vengono sempre risolti molto di fretta. Ma va detto che la sua storia si adagia abbastanza a quello che è lo standard della saga: personaggio coinvolto per caso che decide di fare la cosa giusta.
I personaggi secondari sono invece abbastanza scialbi, e i cattivi sono veramente bidimensionali, ma qua penso che il problema sia il tentativo di creare un cast troppo ampio.
Il G-Saviour è un mobile suit pesante e colossale, e per quanto sia graficamente povero rimane sempre abbastanza credibile. Va detto anche che ci troviamo per la prima volta di fronte ad un tentativo realistico di rappresentare i mobile suit con attori in carne ed ossa, e tutto è molto sperimentale. Nel '99 non ci sono neanche programmi che riescano a gestire la fisica di mostri del genere. Per quanto non eccelso il risultato finale è sicuramente apprezzabile il tentativo.

Lati negativi: Come potete leggere sopra se le intenzioni sono buone il risultato è abbastanza deludente. Non si lesina sulla quantità di scene d'azione o di astronavi, stiracchiando il budget il più possibile. I robot si muovono nella stessa maniera in acqua, in atmosfera e nello spazio, quando le serie fatte finora hanno sempre insistito sulla difficoltà di passare da un ambiente all'altro.
La gravità è gestita veramente male e i mobile suit secondari sono lentissimi nei movimenti.
Gli attori hanno un tipo di recitazione molto elementare, ma va detto che sono in linea con gli standard televisivi di quegli anni.

Risultati: Non so quanti l'abbiano visto al tempo, venne dimenticato abbastanza in fretta e di solito non viene citato neanche dalla Sunrise. Anche il merchandising è molto ridotto: un videogioco per ps2 e un romanzo (che, curiosamente, è l'unico romanzo di Gundam pubblicato in Italia).
EDIT: Mi suggeriscono che la Star Comics ha pubblicato i 3 romanzi di Tomino riguardanti la serie classica.

Come recuperarlo: Si, avete indovinato, Starsubber anche a questo giro. C'è veramente bisogno che vi linki il sito?

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lunedì 27 gennaio 2014

Street Fighter 2 - The Animated Movie [L'Angolo delle Cose Perdute]

L'Angolo delle Cose Perdute è lo spazio in cui il vostro Esploratore tira fuori dal cassetto opere dimenticate ma meritevoli di una visione per i motivi più disparati.

Street Fighter II è il gioco che ha praticamente inventato il picchiaduro come lo intendiamo adesso. È stato un successo mondiale che ha dato il via ad un marchio che tutt'ora continua a vendere e che ha sfornato una quantità di videogiochi enorme.
Parallelamente esiste anche tutta una serie di produzioni animate e live-action che qua in Italia non hanno mai fatto breccia nel pubblico. Oltre ai due film con attori in carne ed ossa, tremendi entrambi, si sono una serie animata di 26 episodi, Victory, e ben 4 lungometraggi: Alpha, Alpha Generations, The Ties That Bind e quella di cui andiamo a parlare oggi.
Ho scelto questo per due motivi: è l'unico doppiato in italiano, è il migliore.
NOTA: Non è in alcun modo legato al live action. Per fortuna.

Contestualizzazione storica: 1995, Street Fighter 2 è uscito 3 anni prima ed è il più grande successo che la Capcom abbia mai visto. Riproposto in una marea di salse differenti aggiungendo ogni volta un paio di personaggi è una macchina per fare soldi. Si decide di fare il grande passo: portare la serie al cinema.

Ora, la trama in un picchiaduro è una cosa abbastanza accessoria di solito, e SF non faceva eccezione. I personaggi avevano tutti un certo carattere ma non è che ci fosse qualcosa di serio dietro.
Il film è uguale.

La più o meno trama: Bison vuole reclutare Ryu, che gira per il mondo per allenarsi. Altri personaggi vogliono ostacolare Bison. Più o meno è tutto qui.

Visto che il film dura un'ora e mezza, cosa succede? Botte. Tante botte.
Il film presenta tutta una serie di combattimenti coreografati ed animati benissimo in cui vengono messi in mostra tutti i personaggi del gioco. Alcuni fanno delle semplici comparsate ma ad alcuni sono dedicati dei combattimenti lunghissimi e fantastici.

Una delle cose che non ho mai capito è perché nei film e nelle opere tratte dai picchaduro si tenti di aggiungere una trama, che spesso finisce per rubare spazio a quello che dovrebbe essere la sostanza: le botte. Cioè, se mi vado a vedere Street Fighter non voglio un'ora e mezza di gente che parla a vuoto, voglio vedere gente che combatte.

Questo film non presenta sicuramente questo problema, anzi, è talmente improntato per piacere ai fan del gioco che alcuni combattimenti diventano veramente fini a se stessi se non si conoscono i personaggi.
Se non c'è trama e non ci sono personaggi si finisce per avere un prodotto improntato bene o male solamente ai fan del gioco o a chi capisca chi sono i personaggi sullo schermo.

Il mio personaggio preferito è Ciccio, c'è nel film? Si, e a meno che tu non sia l'unica persona che ha come preferito Dee Jay ha anche un combattimento soddisfacente.

Il finale: una sequenza di combattimenti che coinvolge svariati personaggi, che domande.

Perché dovrei vederlo e non lasciarlo nel dimenticatoio? Perché è il miglior prodotto uscito col marchio di Street Fighter che non sia un videogioco.

Cosa resterà? Il film godrà di una diffusione internazionale e darà il via a tutte le altre produzioni animate della saga.

Come vederlo: Su YouTube c'è il film completo, altrimenti potete pescare nel torrente. Ma in italiano non si trova a grande qualità.

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martedì 3 dicembre 2013

Hard Target - Senza Tregua [L'Angolo delle Cose Perdute]

L'Angolo delle Cose Perdute è lo spazio in cui il vostro Esploratore tira fuori dal cassetto opere dimenticate ma meritevoli di una visione per i motivi più disparati.

1993.
John Woo arriva ad Hollywood.
Uno dei più importanti e bravi registi di Hong Kong tenta il grande passo e si lancia nel suo primo film occidentale.
Jean Claude Van Damme tenta di passare dai film d'arti marziali ai film d'azione a tutto tondo.
Sarà un disastro.

Contestualizzazione storica. Jean Claude Van Damme è già entrato nel cuore di tutti gli appassionati di arti marziali, ma il mondo del film d'azione puro ancora non è stato conquistato. John Woo invece è profeta in patria. JCVD riesce a convincere il secondo a farsi produrre un film nel mercato occidentale. Il film in questione è, ovviamente, Hard Target, Senza Tregua per gli italiofoni.

Perché un film con Van Damme protagonista girato da John Woo è finito nell'Angolo?
Perché il film non se l'è filato nessuno.

Andiamo con ordine. Il film è una storia abbastanza standard, una ragazza, Yancy Butler in versione carina, è a New Orleans per cercare suo padre, scomparso nel nulla, dovendo cercarlo tra i barboni chiede a JCVD, ex soldato ora scaricatore di porto, di accompagnarla, ovviamente sotto compenso.
I cattivi della situazione sono Arnold Vosloo e Lance Henriksen, che organizzano battute di caccia per ricchi annoiati. Battute di caccia in cui le vittime sono ex soldati ormai disperati.

Sviluppo. Beh, la prima metà è discretamente noiosa, non succede molto e i personaggi positivi agiscono decisamente in balia degli eventi, anche la messa in scena lo rende un film a RidottoNumeroDiColombe© compensate dai piccioni. Woo non è decisamente a suo agio a NO, che trasforma in un'anonima città calda, e la sceneggiatura soffre di una cerca lentezza, data principalmente dalla necessità di prendere tempo.
Fortunatamente è nella seconda metà che il film si risolleva clamorosamente quando finalmente è JCVD a diventare la preda e a dimostrare a tutti quanti che stavolta hanno puntato troppo in alto.
Nel film è tutto esagerato, tutto esplode, i proiettili sferragliano anche sul legno, la gente vola via come nulla fosse, ogni volta che si spara si svuotano caricatori, ogni calcio è alto, acrobatico e micidiale.
Il film andrebbe visto skippando veloce la prima metà, per godersi il crescendo della caccia, che culmina in un deposito di sculture in cartapesta veramente inquietante.

Van Damme! Dovete sapere che Van Damme è il mio feticismo per i film d'azione. Se nel film c'è lui, io sono bendisposto a vederlo, fosse anche la peggior vaccata del mondo. Il motivo è la sua acrobaticità e contemporaneamente fisicità. Non è un mingherlino che tira calci veloci, non è un omone incapace di muoversi, lui tira calci alti, acrobatici e possenti. E poi c'ha il viso simpatico.
Ovviamente non è che sia mai stato nè il miglior atleta del mondo, nè un grande attore, ma comunque di solito riesce a portare il film a casa senza strappare risate involontarie. Anche questo film non fa eccezione, le sue facce sono mediamente credibili, e fisicamente stavolta si supera proprio. Oltre a dedicarsi alle arti marziali per la prima volta fa un massiccio uso di armi da fuoco, fa esplodere tutto, cavalca motociclette, salta su macchine in movimento, e fa salti mortali a casaccio. Tutto nello stesso film. Metà del film si regge sul fatto che lui è il protagonista. In realtà, e qua iniziano i problemi, se non ci fosse JCVD come protagonista il film non avrebbe proprio senso.

Il film non ha un protagonista. Esatto, il personaggio principale non esiste. Ci sono i comprimari, passabili, ci sono i cattivi, fantastici, ma il protagonista non viene minimamente caratterizzato. Un ex-militare, è buono, ha un passato burrascoso. Fine, non è però un eroe tormentato, non è riluttante, non è insicuro, ma non è neanche uno spaccone, o un cretino. Non è nulla. E se non fosse che lo spettatore sa quanto sia forte JCVD non riuscirebbe neanche a capire la portata della minaccia.
Anche i cattivi oltretutto agiscono nella stessa maniera.
Penso che il motivo principale della noia della prima metà sia proprio il fatto che non c'è un personaggio a portare avanti il film. Si, i due cattivi, soprattutto Henriksen, sono personaggi interessanti, anzi, il suo personaggio è l'unico che abbia una vera evoluzione, da freddo e calcolatore a pazzo furioso, veramente temibile, ma non basta.
Non basta per niente.

Il finale. Il finale è esplosivo e infiammato, letteralmente. John Woo sa come si dirige e sforna una scena grandiosa dopo l'altra, fino allo scontro finale, su cui non vi dico nulla perché dovete vedervelo.
Sappiate comunque che il finale vale la visione dell'intero film.

Accoglienza. Scarsa, il film lasciò insoddisfatti un po' tutti e, per quanto non fu un vero e proprio flop, non rimase nella memoria di nessuno.

Perché dovrei vederlo e non lasciarlo nel dimenticatoio? Perché è un film d'azione favoloso, con una seconda metà veramente bella e coinvolgente, a patto che superiate indenni la prima parte.

Cosa resterà? JCVD inizia la sua carriera nei film d'azione a tutto tondo, e prenderà la strana abitudine di accompagnare autori asiatici nei loro esordi hollywoodiani. John Woo non sfonderà veramente in occidente fino a Face Off, capolavoro indiscusso, presentando poi risultati alterni.
Il film viene dimenticato abbastanza in fretta e rimane giusto tra gli appassionati di film d'azione.

Come vederlo? Pescate nel torrente, penso che al momento sia l'unico modo.

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domenica 1 dicembre 2013

Senza Filtro - Il Film degli Articolo 31 [L'Angolo delle Cose Perdute]


L'Angolo delle Cose Perdute è quello spazio in cui troverete opere dimenticate ma meritevoli di essere rievocate, almeno per qualche minuto, a causa dei motivi più disparati.
[Questa recensione sarà un po' più volgare del solito]
Per questo secondo appuntamento vediamo un altro film su un gruppo musicale! Yeah!
Il film degli Articolo 31! Yeah!

Contestualizzazione storica: 2001, gli Articolo 31 ancora non hanno raggiunto il successo delle masse, ma sono comunque tra i più famosi esponenti del rap italiano, o, come viene definito, Spaghetti Funk. Purtroppo io me ne strafotto degli Articolo 31 e Alessandro Aleotti, vero nome di J Ax, comincerà a piacermi veramente solo quando si metterà a fare il solista.
Perché non tentare un film? Eh? Eh? Perché non tentare la strada del successo nelle sale? Perché non cercare il salto nel grande pubblico? Perché questo è il risultato! Ecco perché!

"Dai produttori de La Capagira" E capite che non c'è una grossa produzione dietro, la location è una: Barona, un quartiere di milano che fino a 20 minuti fa neanche sapevo esistesse, il cast è composto dai due componenti del gruppo, e da dei nomi pescati a caso da una vasca dei pesci. I soldi sono pochi pochi pochi. Anzi, di meno. Distribuisce Medusa, ormai unico distributore del paese. Alla regia Mimmo Raimondi. CHI!? Mimmo Raimondi. E chi è? E che ne so, non ha fatto null'altro nè prima nè dopo. Alla sceneggiatura un tizio che prima e dopo ha fatto solamente fiction tv.

Trama: Nico (J Ax) è un ragazzo di periferia che insieme ai suoi amici e a sua sorella ci mostra uno spaccato della vita nelle periferie milanesi, tra disagi giovanili e tragedie annunciate.
Che è un modo elegante per dire che la trama non c'è. Il che, se effettivamente fosse uno spaccato di vita e ci mostrasse le tragedie e i disagi giovanili nell'Italia del nuovo millennio andrebbe anche bene. Ma non è neanche quello.

Che sarebbe? 1 ora e mezza, che è un po' il minimo sindacale dei film, di scene a cavolo, che in realtà non è che mostrino tutto questo disagio. Ok, problemi familiari, ok, storie di droga, abbastanza blande, nulla di particolare. Non è una denuncia, non è una rappresentazione, non è nulla. Sono solo varie scene ammucchiate, prive anche di un filo conduttore, in cui seguiamo stupidissimi ed interminabili dialoghi recitati da attori decisamente non professionisti. Ed ecco un grosso problema: questo film è noioso!

La noia regna sovrana. La scena del motorino, che è anche carina, a che cazzo serve? A nulla! A che serve mostrarci come nasce la relazione tra lui e la bionda che non mi ricordo come si chiama se tanto non emoziona (si capisce come va a finire dalla prima inquadratura) e non porta da nessuna parte? A nulla!
E se fossero girate con uno stile documentaristico io lo capirei anche, giuro, avrebbe il suo fascino, o con uno stile più grezzo (tiè, tipo Greengrass) che almeno fosse crudo e mostrasse come è VERAMENTE qualche tragedia allora si. Ma qua abbiamo uno stile da fiction di rai 2, un montaggio un po' a cazzo fatto in 10 minuti, e un comparto tecnico da spararsi alle palle. E su tutto una sceneggiatura veramente tremenda. Non c'è una linea di dialogo che sa una che ci ricorderemo a film concluso, non c'è un momento che sia uno che sia memorabile. Il film è ambientato tutto negli stessi 3 posti, e i personaggi di contorno sono un peso tremendo, durante il film speravo che si tramutasse in uno zombie horror e che morissero tutti.

Almeno gli Articolo 31 sono bravi? No, manco per il cazzo. J Ax un po' d'impegno ce lo mette anche, con risultati abbastanza disastrosi, e con risultati un po' involontariamente comici (quando fa la facciaccia al padre, è proprio da grosse risate), Dj Jad non è pervenuto. Ha la stessa faccia per tutto il film, pronuncia tutte le frasi come se dovesse correre al bagno e porta per tutto il film occhiali e cappello.

Però cantano. No, solo una canzone nel finale. Altrimenti le canzoni sono sullo sfondo. Ah, le musiche sono spesso canzoni messe tanto per risvegliare lo spettatore dal torpore. Il film sbandiera gli articolo 31 sulla locandina, i due vengono messi come protagonisti e cantano solo una canzone in tutto il film!

Finale. Il finale tenta di recuperare un po' e ci piazza a cazzo la tragedia, che però non ha un minimo di costruzione, cioè, accettato che non stiamo vedendo uno spaccato di vita non puoi ad un certo punto decidere di piazzarmi un evento inaspettato. O agisci così dall'inizio e ci presenti l'imprevedibilità della vita, e non lo fai, perché tenti, vanamente, di costruire un rapporto tra i personaggi basato sulle più elementari cause-effetto, oppure non puoi cambiare all'improvviso alla fine del film. Spoiler, ma tanto sticazzi: il miglior amico di Nico/JAx muore ucciso da dei mafiosi/spacciatori/nonhocapitobenechisiano, gli eventi che portano a questo sono riassumibili in 30 secondi di film finora (un pezzo in cui mostra che ha una pistola, non si capisce bene perché, e un pezzo in cui JAx rifiuta di fare il corriere della droga e lui invece dice che avrebbe accettato). Questo dovrebbe segnare Nico, che infatti trova il coraggio per tornare a cantare. Peccato che a noi spettatori suoni quasi come una liberazione visto quanto odioso fosse il personaggio, e visto che niente, ma proprio niente, in tutto il film ha fatto si che ci affezionassimo.

Accoglienza. Non l'ha visto nessuno, non sono riuscito a trovare dati sull'affluenza, solo generici "è stato un flop". Mi viene il dubbio che nessuno abbia avuto il coraggio di misurare il tonfo.

Perché dovrei vederlo e non lasciarlo nel dimenticatoio: Vi giuro che c'ho pensato tantissimo se questo film andava ritirato fuori o lasciato a nuotare nella melma. Va ritirato fuori unicamente se volete essere dei completisti del gruppo, o se proprio siete curiosi di sapere come la generazione viene mostrata al resto del mondo. Non so sinceramente se dovrebbe essere "La generazione cresciuta negli anni 90 mostra il proprio disagio", nel caso è merda.
Potete vederlo se siete curiosi, se siete un po' di amici e volete riderci sopra, è l'unico caso in cui mi sento di consigliarvelo, altrimenti lasciate stare. Vederlo da soli è uno strazio.

Cosa rimarrà. Nulla, il film, come ho detto, non uscirà in DVD, il gruppo non ne parlerà e i fan lo rinnegheranno abbastanza in fretta.

Come vederlo? Sul tubo c'è il film completo, difficilmente lo troverete in qualità migliore.

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sabato 26 ottobre 2013

Jolly Blu - Il film degli 883 [L'Angolo delle Cose Perdute]

 
Lo so, vi aspettate i resoconti sull'Australia, ma non ho molto da raccontare per ora, aspetto di mettere qualcosa di corposo, intanto ho deciso di inaugurare due rubriche, questa è la prima: L'Angolo delle Cose Perdute, per la seconda ne parliamo domani probabilmente.

Di cosa parliamo? Parliamo di opere "dimenticate", cioè, film, serie, fumetti, libri, che per un qualche motivo sarebbero curiosi, interessanti, ma che sono finite nel dimenticatoio.
Tipo? Tipo Jolly Blu!!!

Come potete evincere dalla locandina sita ad inizio post, e dal titolo stesso, Jolly Blu è il film degli 883.
Contestualizzazione storica: è il 1998, gli 883 sono all'apice del successo, sono usciti 4 album, tutti arrivati in cima alle classifiche di vendita, da lì a poco uscirà la prima raccolta, Gli Anni. Max Pezzali è sinonimo di vendite, le canzoni le conoscono tutti, Mauro Repetto è scomparso nel nulla nel 1994 (tornerà a collaborare con Pezzali solo nel 2013). Si decide di fare un film.

Megaproduzione! Manco per il cazzo, alla produzione ci si mette Claudio Cecchetto, che è vero che è il tipo che ha portato il gruppo al successo, ma non aveva nè esperienza nè mezzi per una grande produzione cinematografica. Alla regia troviamo Stefano Salvati, alla prima prova nelle grandi sale, finora aveva fatto un tv movie e qualche videoclip. Alla sceneggiautra Riccardo Cassini, alla sua prima prova in assoluto. Al cast abbiamo qualche figa generica, Alessia Merz, il gruppo al gran completo, attori dimenticabili vari, comparsate di Jovanotti e Natalia Estrada. Viene girato tutto a Pieve di Cento. Un capolavoro annunciato.

Qua dovevo metterci il trailer ma non lo trovo in rete.

E Max Protagonista! No, in realtà un vero protagonista non c'è, visto che non c'è proprio una storia.

Trama? Trama?! In breve: disavventure varie, e sceme, Max organizza una festa, viene notato da un discografico, diventa un cantante serio. Punto. Giuro, è tutto qui... Per il resto sono tutti spezzoni di vita quotidiana che servono solamente a far partire le canzoni.

Le canzoni ci sono? Ma certo, che domande, in realtà sono l'unico motivo per cui potrebbe valerne la visione. Ci sono 16 brani completi con tanto di karaoke presi dagli album più famosi, da cantare a squarciagola in compagnia.

Anche perché tutto è sempre e comunque un pretesto per far partire la canzone, qualcuno dice una frase e zacchete, parte la canzone. Non c'è pathos, non c'è emozione.

Ma in un'ora e mezza che succede? Assolutamente nulla, veramente, questo film va visto obbligatoriamente insieme a qualche amico a patto che siate entrambi appassionati degli 883, perché altrimenti è una palla tremenda. Ci sono alcuni personaggi che dovrebbero divertire e invece risultano solamente essere delle palle al piede che appesantiscono la visione.

Tecnica? Ma di che stiamo parlando? Le prove attoriali sono da scuola elementare, anzi, scarti della recita della scuola elementare. Max se la cava anche un pochino, ma il contorno è veramente povero. La regia, e il comparto tecnico fanno piangere a più riprese, spesso fanno proprio tenerezza. Anche i pezzi con le canzoni sono girati in maniera anonima e banalissima. Ed è un film del 1998. Io continuo ad immaginarmici dietro alla produzione quelli di Boris. Per capire il livello di impegno pensate che il karaoke certe volte c'è, certe no, e ad un certo punto prosegue dopo la canzone per fare il karaoke del dialogo seguente. Panico.

Accoglienza. Il film uscì in sole 15 sale. Spernacchiate multiple globali. Floppone al botteghino di dimensioni storiche. Venne visto solamente quando venne trasmesso in tv da Italia 1.

Perché dovrei vederlo e non lasciarlo nel dimenticatoio? Le canzoni, da cantare in gruppo, alla fine al film per quanto faccia schifo dall'inizio alla fine (salvo solo la scena di "se tornerai") non gli si riesce a volere veramente male. Fa tenerezza, ma se visto in gruppo si può ridere col film e, soprattutto, del film. La condizione è che si apprezzino le canzoni del gruppo, se le si sanno a memoria è anche meglio.
Quindi, amici, popcorn, e gola riposata.

Cosa è rimasto di questo film? Assolutamente nulla, Salvati è scomparso nel nulla per anni, è risbucato con Albakiara, floppone anch'esso. Cassini ha fatto serie tv e qualche aggiunta di dialogo per qualche film, ma poca roba. Alessia Merz è scomparsa nel nulla, gli altri attori non li ho mai più visti. Max Pezzali è uscito abbastanza indenne dal disastro ed è arrivato a festeggiare i 20 anni del gruppo adesso.

Come vederlo? Il film non è mai uscito in dvd, e non sono neanche sicuro che sia mai uscito in VHS, in rete gira una versione riversata dalla messa in onda su Italia 1, la qualità è bassissima ma penso che al momento sia l'unico modo per reperirlo. Buona fortuna.

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